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24 marzo 2020

HUNDRA: LA REGINA DI FUOCO (aka Hundra, aka Hundra l'ultima amazzone)

Di Matt Cimber. Con Laurene Landon, Maria Casal, Ramiro Oliveros, John Ghaffari. Spagna-USA/1983/Continental Movie Productions

"Io preferisco sentire un cavallo tra le gambe che dei maiali, perché mi fa provare piacere piuttosto che dolore"

Erano gli anni '80 e oltre al mullett, il synth pop, le giacche di jeans e i cabinati, andavano di moda i film "barbarici". Capostipite del genere l'immortale Conan del 1982, senza dimenticare ovviamente Attila flagello di Dio, dello stesso anno. Il successo di questi due film -soprattutto il secondo (occhiolino)- generò una bella serie di scopiazzature più o meno riuscite.

Ben prima di Xena (Lucy, Lucy,...), l'icona femminista dotata di spada è stata Hundra, la Regina di Fuoco oppure l'Ultima Amazzone, scegliete voi quale appellativo più vi aggrada.

Hundra è la più forte e coraggiosa guerriera di una tribù di amazzoni, che perpetua la discendenza giacendo occasionalmente con uomini random, tenendosi ovviamente le femmine e scartando i maschi. Hundra però preferisce sentire il cavallo tra le gambe, come avete potuto leggere nell'incipit e non ha la minima intenzione di concedersi ad un uomo. Mentre parte per una battuta di caccia però, la sua tribù, compresa la sua sorellina, viene sterminata dagli spietati uomini del toro. Ad Hundra non rimane che lasciare quella terra e rivolgersi alla vecchia saggia eremita, che le suggerisce di farsi ingravidare per tenere viva la tribù. Hundra si trova quindi a dover scegliere tra il suo radicale disprezzo per gli uomini e la responsabilità di essere l'ultima speranza per la sua stirpe.

Fin da subito mi accorgo che c'è qualcosa che non va in questo film. L'iniziale scena in cui i barbari trucidano le amazzoni è realizzata quasi a regola d'arte: epica, cruda, violenta, montata alla perfezione e accompagnata da una spettacolare colonna sonora. E infatti leggo poco dopo nei titoli di testa che è opera nientemeno che di Ennio Morricone.

Un bel film quindi? Beh, calmi. La prima parte colpisce davvero nel segno con una serie di scene di azione ben confezionate, in cui Hundra rompe il culo a tutti gli uomini che incontra per la sua strada, e dialoghi ridotti ai minimi termini, sostituiti spesso da una voce narrante. Peccato che nel segmento centrale il film perda molta verve, deviando pericolosamente sulla commedia e sul farsesco, per poi riprendersi nel finale.

Hundra decide al fine di farsi ingravidare e sceglie proprio il capo tribù di quelli che hanno sterminato il suo villaggio, perché si sa, gli uomini del toro, sono più virili. L'uomo però più che ruttare ed eccitarsi con le sue culotte borchiate non fa, Hundra quindi lo uccide e si reca in città, dove il catalogo maschi è più ampio.

La città è comandata dal "Gran Sacerdote" che per ingraziarsi i capi tribù che lo proteggono, rapisce le vergini e le fa diventare schiave del piacere dei suddetti gentiluomini e del toro (uno vero), trascinandole nel tempio dove succedono cose brutte.
Hundra diventa subito un obiettivo del Sacerdote, ma riesce a scappare e durante la fuga precipita nella casa del curatore/medico della città. Immediato scatta il colpo di fulmine, tanto che le prime parole che Hundra gli rivolge sono: "Ti accoppierai con me per fare un figlio". Il cerusico, preso un po' alla sprovvista, rifiuta la gentile offerta, quindi Hundra decide di andare al tempio per imparare a diventare una signorina. Ed è qui che il film cambia la sua natura di action/fantasy per diventare una commedia con Sandra Bullock, in cui apprende i segreti per piacere ad un uomo, come mangiare con la forchetta e pettinarsi i capelli.

Finito l'apprendistato, Hundra torna lavata e profumata dal medico che questa volta timbra il cartellino senza patemi. La nostra eroina realizza dunque che chiavare in fondo non è poi così brutto e si invaghisce pure del curatore. Raggiunge comunque il suo scopo e aiutata dalla sua nuova amica Tracima, partorisce una bambina.

Il Sacerdote però indice un'altra riunione di capi tribù a cui Hundra dovrà partecipare; schifata al pensiero di vivere ancora quell'umiliante esperienza, decide di scappare con la bambina, se non che...

Il femminismo trionferà? Chi lo sa.

Come detto, la confezione globale è più che dignitosa: anche i costumi, che mischiano pellicce barbare, divise da legionari romani e tuniche egizie, non sfociano mai nel ridicolo. A parte il cedimento della parte centrale, il film ha un buon ritmo e la trama prevede diverse svolte piuttosto interessanti.
Laurene Landon è fisicamente perfetta nella parte (tanto che ha realizzato quasi tutte le scene di azioni senza stunt), anche se è palese la sua difficoltà nell'interpretazione dei dialoghi.
Il violento e rozzo maschilismo di cui si macchiano quasi tutti gli uomini è il marchio del film, tanto che viene naturale tifare per la protagonista, anche se si è dotati di testicoli.

Un piccolo, grande cult, bizzarro, divertente e fuori dagli schemi.

"Nessun uomo mi penetrerà mai, con la spada o con sé stesso". E invece.

Recensito da: Vidur


VOTO 
TRASH: 77/100
Noia: 54/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 42/100
Presunzione della regia: 55/100
Incompetenza degli attori: 73/100


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3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani