BENVENUTI!


Ben arrivati nel nostro blog! Siamo cinque ragazzi con la passione ormai da anni per i b-movies, abbiamo deciso di cimentarci in questo progetto principalmente per nostro personale diletto, ma speriamo anche di essere utili con le nostre recensioni a qualche amante del trash di passaggio.

Saluti.

28 dicembre 2012

UN NATALE ROSSO SANGUE (aka Black Christmas)

Di Bob Clark. Con Olivia Hussey, Keir Dullea, Margot Kidder. USA/1974

In onore delle festività del Santo Natale di Nostro Signore, ecco un bel film natalizio, "Black Christmas", che oltre essere un film natalizio, è anche un mistero. Nel senso che senza motivo questo film gode di un'incredibile fama. Cioè viene considerato un bel film. Un classico, un cult. Boh.

In una confraternita femminile, il Santo Natale di Nostro Signore Gesù Cristo, viene scosso dalle telefonate di un maniaco che pian piano (ma piano) comincerà a mietere vittime tra le ragazze, tra cui l'innocente Claire, la sboccata ubriacona Barbara e l'orribile e vecchia governante.
Al centro dell'intrigo, Jess, ragazza in rotta col fidanzato, cioè Keir Dullea (sì, proprio quello di "2001: Odissea nello Spazio"), un pianista che vorrebbe sposarla e tenere il bambino che la ragazza porta in grembo. Intanto il tenente Fuller e lo stupidissimo sergente Nash indagano.

Questo film avrebbe dovuto intitolarsi "Natale al telefono", visto che nel 90% delle scene i protagonisti sono all'apparecchio che squilla un'ottantina di volte nell'arco di un'ora e mezza, cosa che personalmente mi ha irritato oltremodo. Per il resto siamo di fronte ad un film discreto, in cui a parte una cura formale (affiancata alla sempre allucinante moda degli anni '70) e una dignitosa prova attoriale complessiva, manca di pathos e tensione, perdendosi in un ritmo noiosetto e trascurabile.

Tuttavia "Black Christmas" è un precursore dei tempi, tanto che da molti viene considerato il primo slasher della storia e il primo a tema "maniaco assassino ti chiama al telefono per dirti che ti ucciderà". Neanche veniva trasmesso in tv perché troppo spaventoso. Non ho certo voglia di controllare, ma penso che la media voto di 7,1 su Imdb sia la più alta del nostro sito (o almeno in Top 5).

Boh, forse la colpa è nostra che lo guardiamo con gli occhi del 2012, ma questo film ci ha lasciati del tutto indifferenti sia sul piano della "paura", sia sul piano dell'"emoglobina", visto che tutti i delitti sono fuori campo e di violenza non se ne vede neanche l'ombra. Cioè la curiosità di capire chi è l'assassino rimane viva fino all'ultimo, però non è certo quella che ti tiene incollato allo schermo. Infatti...
SPOILER
...alla fine l'identità dell'assassino non viene rivelata. E la nostra reazione è stata più o meno questa.
FINE SPOILER
Ne hanno fatto anche un remake nel 2008. Che dire. Probabilmente non capiamo un cazzo.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 68/100
Noia: 70/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 88/100
Incapacità degli attori: 40/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Mortuary, molto simile, a mio parere anche migliore





26 dicembre 2012

NATALE 2012

Con il consueto ritardo cronico che da sempre contraddistingue Pellicole dall'Abisso, porgiamo a tutti i nostri cari lettori gli auguri di un felice Natale.

La Redazione.


11 dicembre 2012

GRETA LA DONNA BESTIA (HAUS OHNE MÄNNER)

Di Jesus Franco, con Dyanne Thorne, Erik Falk, Esther Studer Peggy Markoff, USA/ BRD/CH/AIDS 1977

In una clinica brasiliana per donne affette da malattie sessuali avvengono torture e omicidi.

Grazie per avere letto questa recensione, alla prossima.

No, purtroppo per non perdere l'affetto dei nostri cinque lettori (già scesi a questo punto della recensione a quattro) dovremo soffermarci di più su questa splatter-pellicola dello splatter-regista Jesus Franco.
In realtà già leggersi la scheda di Jesus Frano su Wikipedia è un'esperienza toccante, uno che dice che tutto ciò che occorre per fare cinema è «¡Una cámara y libertad!» e poi confeziona un film del genere non può essere preso sul serio.
Leggiamo poi che "ha sempre preso le distanze dal cinema impegnato" e forse in questo siamo concordi, ma leggiamo anche che non vuole essere considerato un regista di B-Movies, del resto nemmeno Barabba si considerava un criminale.
Essendoci stufati anche di raccontarvi della patetica carriera del regista potremmo insegnarvi a fare una catapulta usando due mollette o descrivervi, minuziosamente, cosa c'è fuori dalla finestra.
Ma è notte e non si vede niente fuori, per cui ai tre lettori superstiti cercheremo di raccontare un qualcosa che assomigli ad una trama.
Dicevamo, c'è questa clinica brasiliana per donne con disturbi sessuali (e già verrebbe da chiedersi dove voglia andare a parare il buon Franco) dove avvengono violenze e torture da parte della sadica direttrice Greta, il tutto viene filmato da un tale che fa soldi rivendendo le immagini splatter a qualche altro malato mentale.
Abbie (mi pare) decide di farsi rinchiudere con la complicità del dottor Arcos (interpretato dal nostro paladino delle libertà masochiste Jesus Franco) per indagare sulla morte della sorella.
Come si accorgeranno anche i lettori più avveduti (rimasti in due in quanto il terzo ha lasciato il nostro sito schifato dalla recensione o dal film o da tutti e due), l'idea non è particolarmente brillante e viene anche lei seviziata e torturata finchè non scopre che la sorella è stata violentata e uccisa perchè spia di un fantomatico paese nemico.
A questo punto fa quello che una protagonista di un film serio non dovrebbe mai fare: impazzisce e presumibilmente muore.
Finale non a sorpresa ma con tanta tanta violenza e qualcosa di più.
La voglia di libertà ed espressione del regista si evince dalle numerosissime e mai velate scene di stupri e uccisioni di giovani spie rigorosamente nude (come tutti in questo film), una profumata libertà creativa e rivoluzionaria certamente ben celata a cui la censura ha inspiegabilmente tarpato le ali per anni.
Caro unico lettore rimasto, vedendo questo film capirai quanto sia bello e quanto sia giusto che esista la censura da qualche parte del mondo, nella nostra civile e libera società puoi vederti questa pellicola come e quado vuoi, ma quantomeno vergognati.
Ora che anche tu te ne sei andato e sono rimasto solo nel segreto del mio computer, torno a rivedermelo urlando "viva la libertà!".

 
Recensito perversamente da: Ortnid


Voti:

TRASH: 89/100
Noia: 89/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 70/100
Presunzione della regia: 99/100
Incapacità degli attori: 75/100



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4 dicembre 2012

MANIAC NURSES (Aka Maniac Nurses find ecstasy; Bloodsucky freaks II (?!))

Di Leon Paul de Bruyn ('tacci tua..). Con Susanna Makay, Hajni Brown, Celia Farago, Nicole Gyony, Magdalena Ryman. BEL/1994/Troma

Un gruppetto di avvenenti signore lavora in una clinica e, come tutte le brave ragazze che si guadagnano da vivere onestamente (?) impiegano il loro tempo libero come meglio possono. Si fanno di eroina, fanno orge lesbo sadomaso, torturano i passanti e a volte li mangiano pure. Fine.

Babes, bullets, bombs.. damn, I love this job.. Niente meglio di questa citazione del Duca descrive i miei sentimenti nei confronti di questo film belga assolutamente inutile e fine a se stesso. Una totale scusa per mostrare (e, per quanto riguarda il pubblico, vedere) scene di sesso sadomaso, torture, avvenenti donne con le zinne di fuori, armi, sangue e tutto ció che é in un certo senso considerato "sbagliato".

Pellicola tutto sommato divertente e godibile, se si trascura il fatto che é piú una sequenza di scene che un vero e proprio film legato da una trama, che con lo scorrere del tempo perde a mio avviso un po' di smalto: all'inizio sei frastornato dalla violenza e dall'assurditá di ció che vedi sullo schermo ma dopo un po' ci fai l'abitudine, sintonizzi le tue onde celebrali al livello della pellicola e nulla ti sorprende piú. Anche perché il regista non fa' altro che aggiungere il maledetto "more of the same", senza tentar di stupire ulteriormente lo spettatore man mano che la proiezione procede. Effetti speciali decorosi e frattagliamenti ben realizzati, prova delle attrici al limite del dilettantesco.
Si potrebbe considerare questa pellicola come un tributo ai film d'exploitation, che ormai nel 1994 erano decisamente passati di moda. E probabilmente lo é: le due protagoniste si chiamano infatti Ilsa e Greta, lo stesso nome delle protagoniste di due famose pellicole del sopracitato genere, ovvero "Greta la donna bestia" e "Ilsa la belva delle SS". Sará un caso? Forse. Ma non credo.

Voto 0 all'insopportabile e onnipresente vocina fuori campo e voto -10000 alle scritte in sovrimpressione che ogni tanto uscivano in maniera abbastanza casuale. Per far capire quanto sono cattive le protagoniste di questo film a un certo punto cominciano a uscire sullo schermo i nomi di tutti i cattivi della storia dell'uomo, da Hitler, a Stalin, da Chalrles Manson a GALIGULA. Si, con la G. É una stronzata, lo so, ma a me ha fatto molto ridere. LOLOLOLOL.

Pellicola stramba, appartenente ad un genere che conosco poco, piacevole, a tratti vagamente noiosa ma nulla di intollerabile. Agli amanti del genere mi sento di consigliarla.

Recensito da: Imrahil


Voti:
TRASH: 84/100
Noia: 71/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 34/100
Presunzione della regia: 85/100
Incapacità degli attori: 91/100



Se ti piace guarda anche: Ilsa la belva delle SS, credo..


3 dicembre 2012

AMANDA KNOX (aka Amanda Knox: Murder on Trial in Italy)

Di Robert Dorhelm. Con Hayden Panettiere, Marcia Gay Harden, Paolo Romio. Italia/USA 2011

Tutti voi conoscete la vicenda di Amanda Knox e del delitto di Perugia, risalente al novembre 2007. Questo film di fattura americana ne narra le circostanze, ponendo al centro della storia la discussissima figura della studentessa Amanda Knox, qui interpretata da Hayden Panettiere, attrice piuttosto celebre, nota ai più per il telefilm "Heroes".

Per chi si fosse perso le ultime tappe del processo, sappia che dopo la sentenza di primo grado del 2009 che indicava la Knox e Raffaele Sollecito - in cooperazione con l'ivoriano Rudy Guede - come i colpevoli dell'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, la sentenza d' appello ha ribaltato tutto, scagionando Amanda e il barese. Ma non è finita qui, perché la corte di cassazione ha chiamato l'appello di ultimo grado per il marzo 2013. La Knox dovrà fare i conti anche per un'accusa di calunnia (chiamò in ballo il proprietario di un bar, Patrick Lumumba, che non c'entrava nulla) per cui rischia 2 anni di carcere. Peccato che nel frattempo se ne sia tornata in America e rivederla a Perugia per il processo appare quanto meno improbabile.
Per maggiori informazioni andate qui.

Ma non siamo qui per discutere del caso, né tantomeno per scherzare sulla morte di una povera ragazza.
Il film è stato realizzato prima della sentenza di appello, quindi con la Knox e Sollecito ancora accusati e condannati all'ergastolo.

Siamo di fronte ad un prodotto fatto con quattro soldi dagli americani per gli americani. Ciò ha costretto la produzione ad ingaggiare attori italiani e a farli recitare direttamente in inglese, per poi essere ridoppiati nella versione italiana. Chi ha visto qualunque film di Dario Argento ha capito di cosa stiamo parlando: il risultato di questa operazione è sempre sciagurata, perché priva gli attori italiani di qualunque spontaneità, il doppiaggio successivo si rivela spesso inascoltabile, rendendo la recitazione forzata e innaturale sia in originale che in italiano.

Oltre a ciò, la messa in scena è sciatta e miserevole, la regia scolastica, i flashback messi a cazzo di cane e ci sono un paio di dialoghi allucinanti tipo Sollecito che dice "Amanda, sei proprio uno spirito libero" (anche se la freddura "In Italia tutto è illegale, ma niente è vietato" non è male).
Le personalità dei vari personaggi non vengono minimamente approfondite, tanto che Sollecito dopo mezz'ora scompare totalmente di scena. E del resto la prima parte con l'innamoramento dei due è raccapricciante, con tutti i cliché presi di peso dalle più merdose commedie d'amore americane.
Il film si riprende un pò nel finale, quando prende sopravvento la parte "poliziesca", anche se la Panettiere indugia in un paio di scene isteriche davvero pessime.

Un brutto film per una brutta storia.

Recensito da: Vidur 

Voti:
TRASH: 72/100
Noia: 76/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 55/100
Incapacità degli attori: 67/100

Ps: Alla Knox il film non è piaciuto, ha quindi ingaggiato degli avvocati per impedire a Mediaset di trasmetterlo. Missione fallita. Almeno quella.

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Distretto di Polizia, Carabinieri...


19 novembre 2012

ANGRIFF DER KILLERMIKROFONE

Di  Mello Bündgen, con Oliver Krampe, Miriam Suarez, Leonie, Dominik Schwarze, Jürgen Humburg, GER 2011


Spesso in questo blog abbiamo recensito film dicendo che "fanno il giro", ovvero sono così brutti che alla fine escono dalla categoria "film" e irrompono trionfalmente nel "trash", con risultati quantomeno divertenti.
Purtroppo alcuni film non si limitano al consueto giretto ma sono più pretenziosi, fanno una sorta di giro e mezzo che li trascina in basso anche nella categoria dei film trash.
Accade così che questa pellicola vorrebbe essere non seria ma quantomeno divertente grazie alla geniale intuizione del regista che ci propone niente di meno che microfoni assassini.
Dal sito internet dei produttori-sceneggiatori-attori-piastrellisti evinciamo da dove nasce questa idea.
Un giorno, dovendo rigirare una scena per un altro film, in quanto rovinata dalla presenza di un microfono, (quanti e di quale qualità ne abbiamo visti su questo blog!) il buon Mello Bündgen si domanda se forse quel microfono non avesse deciso di sua spontanea volontà di comparire davanti alla telecamera, unicamente per un po' di protagonismo dopo anni passati a lavorare nelle retrovie.
Non contento di avere pensato una cazzata di siffatte proporzioni il nostro Mello  propone ai suoi baldi colleghi di girarci un film (un mezzo film visto che dura poco più di mezz'ora).
I suoi colleghi invece che sbeffeggiarlo volgarmente gli danno purtroppo corda e confezionano questa lenta e noiosa pagliacciata.
Non essendo dotati di mezzi adeguati, non possedendo sufficienti capacità, essendo a digiuno di idee brillanti, non sapendo tenere in mano una telecamera, non avendo un budget, non avendo un vero copione e non per ultimo senza avere nemmeno troppa voglia di girarlo, insomma avendo tutte le caratteristiche per girare un film di successo oggi, decidono che sarà un capolavoro e producono un trailer e un backstage che durano circa il doppio del film in questione.
Il risultato è noiosissimo nonostante la scarna durata, la trovata dei microfoni che si muovono (girando le scene all'incontrario) bisogna ammettere che è geniale, la trovata di lasciare il protagonista in canottiera per tutta la durata un po' meno.
La chiusa finale è questa: un film trash non può MAI essere fatto volutamente. Punto.

Recensito da: Ortnid

VOTI

TRASH: 68/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 92/100
Presunzione della regia: 75/100
Incapacità degli attori: 90/100



Se ti piace guarda anche:  In rete se ne trovano altri......

17 novembre 2012

TROPPO BELLI

Di Ugo Fabrizio Giordani. Con Costantino Vitagliano, Daniele Interrante, Alessandra Pierelli. ITALIA/2005/Medusa Film

"E voi da quale paese venite?" Spazzino nero con la voce da zulu anni '30
"Il problema non è da dove veniamo, è dove vogliamo arrivare" 

Sulla scia del successo ottenuto dai due palestrati imbecilli Costantino e Daniele, l'ex piduista Maurizio Costanzo pensa bene di costruire un film a bella posta sui "Troppo Belli" della tv italiana, firmandone la sceneggiatura. Per chi non se lo ricordasse, era il 2005, Costantino e Daniele erano i due protagonisti del programma Uomini & Donne, condotto dalla moglie di Costanzo, Maria De Filippi, specializzata nel creare personaggi dal nulla, la cui prerogativa era la presunta avvenenza fisica, accoppiata ad un encefalogramma non piatto, diciamo ad imbuto.

Il programma c'è ancora - e certo non sprecherò tempo ad insultarlo perché sarebbe troppo facile - ma, per fortuna, ogni tanto, la giustizia divina colpisce. I due ebeti sono finiti nell'oblio, cancellati non solo dal cinema - e ci mancava - ma pure dalla televisione. E le ragazzine che andavano pazze per loro sette anni fa magari sono cresciute o si sono suicidate per la disperazione.

Nel film Costantino, ma soprattutto Daniele, vogliono entrare nel magico mondo dorato del cinema e, adescati dalla figlia del proprietario, si rivolgono ad una truffaldina agenzia che spilla loro un sacco di soldi in cambio di book e presunte lezioni di recitazione.
Non mi soffermo un secondo in più sulla pretestuossima trama, perché tanto il film ha il solo scopo di esaltare i muscoli e le inespressive facce dei nostri eroi, attorniati da un nulla cosmico.

Come prevedibile, la recitazione dei due protagonisti è aberrante. O meglio, Vitagliano è quasi quasi dignitoso, mentre Interrante è davvero abominevole nella sua incapacità. Il brutto della cosa è che la scarsezza di Interrante trasmette quasi tristezza, mentre per esempio Alberto Tomba in Alex L'Ariete era esilarante. Non fa peggio di Interrante, ma quasi ci va vicino il "maranza milanese", spacciatore arricchito, cafone e spaccone, autore di un'interpretazione talmente stereotipata e fuori dalle righe da non volerci credere.

Bisogna dire però che la confezione formale del film è buona, o comunque nella media. Inquadrature, fotografia, scenografia e regia fanno il loro onesto lavoro, ha un buon ritmo e non è noioso, anche se è palese che in alcuni frangenti i processi causa-effetto vengono totalmente a mancare. Per esempio l'ex ragazza di Costantino, si innamora, si fidanza e si sposa con il loro comune amico nello spazio di 3-4 di giorni. Oppure, all'inizio del film avevano trentotto lavori diversi, poi di punto in bianco sono in giro a non fare un cazzo tutto il giorno. E poi "Visto che produci il loro film, sicuramente sarai stato invitato al matrimonio a cui Costantino e Daniele andranno"???????!!!!!!?????!!!!!!

Vabè, da menzionare l'outfit dei due al suddetto matrimonio. Daniele è in giacca gessata e t-shirt nera, mentre Vitagliano sfoggia un dolcevita rosa e dei capelli ingellati all'indietro, degno del peggiore scagnozzo del Padrino parte III.

Il livello thrash è quasi ai suoi vertici e se volete farvi quattro risate, l'inespressività e la stoltezza dei due mancati decoteauniani è una garanzia. Così come la meravigliosa colonna sonora a firma Gigi D'Alessio e Anna Tatangelo.

La voce fuori campo alla fine dice: "Ah dimenticavo, da quel momento in poi Costantino e Daniele non hanno più smesso di lavorare". 'Sto cazzo. Per fortuna.

Recensito da: Vidur 

VOTI
TRASH: 91/100
Noia: 34/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 63/100
Incapacità degli attori: 98/100




Un sunto

Il maranza milanese e un esemplificativo saggio delle doti di Interrante

11 novembre 2012

MORTAL KOMBAT

Di Paul Anderson. Con Christopher Lambert, Robin Shou, Linden Ashby, Talisa Soto. USA/1995

Mentre la guerra fredda finiva, Capcom e Midway Games stavano per accenderne una (caldissima) sul fronte videoludico, mondo in fortissima espansione; Street Fighter e Mortal Kombat erano senza ombra di dubbio i migliori picchiaduro in circolazione in quel periodo e i videogiocatori si schierarono prontamente da una parte o dall'altra, lance in resta. Questa lotta senza esclusione di colpi porterà le due case produttrici a scontrarsi anche sul fronte cinematografico, con l'uscita in rapidissima successione (1994 e 1995) dei film ispirati ai due videogiochi. Street Fighter decide di puntare tutto sul cast, Mortal Kombat sceglie dei totali sconosciuti patrocinati dal Grandammiraglio della Merda su celluloide, Sir Christopher Guy Denis Lambert. Chi avrà avuto ragione?

LA TRAMA
Una volta ogni generazione, all'oscuro della maggior parte della popolazione, viene indetto un Mortal Kombat, un violentissimo torneo nel quale i più potenti guerrieri della Terra si scontrano con le controparti fedeli all'oscuro imperatore di Outworld, che vuole conquistare il nostro pianeta. I patti sono questi: se Outworld vince il Mortal Kombat dieci volte consecutivamente, la Terra diventerà una sua colonia. Siamo al decimo torneo ed i nostri compatrioti hanno perso le ultime nove edizioni... Liu Kang, un cinesino capellone esperto di kung-fu, aiutato da Johnny Cage e Sonia Blade, cercherà di spezzare la catena di vittorie inanellata dagli scagnozzi dell'imperatore e consentire alla terra un migliaio di anni di respiro. Non sarà semplice.

Film pacchiano al punto giusto, nel complesso ben realizzato, estremamente tamarro e con Christopher Lambert, il che fa' di questo lungometraggio potenzialmente il mio preferito di sempre. Ok, ok, ovviamente sto esagerando.. però è un bel film. Senza ombra di dubbio più bello di Street Fighter, ammorbato com'era da caschi blu, buoni sentimenti eccetera. C'è da dire che il target a cui si rivolge Mortal Kombat (e parlo sia del videogioco che del film) è tendenzialmente più "maturo", il che sdogana una quantità fotonica di effetti speciali, alcuni dei quali molto ben realizzati, una trama che verte sulla vendetta e la gloria personale, invece che sui bambini che muoiono di fame e devono essere aiutati da Jean-Claude Van Damme. Gli eroi completamente integri ed innocenti non sono mai stati simpatici al grande pubblico, nessuno si rispecchia in un eroe senza macchia. Ora mi direte che Ryu e Ken, nel film di Street Fighter, erano dei pericolosi criminali e trafficanti d'armi. Tutto verissimo. Ma il loro personaggio è completamente appiattito a macchietta comica. Non voglio dire che Mortal Kombat sia un capolavoro d'introspezione, perchè ovviamente non è così, dico solo che c'è uno studio più approfondito dei personaggi. Il problema è alla base; il videogioco di Mortal Kombat aveva già una trama e dei personaggi molto ben delineati e quindi gli sceneggiatori sapevano già cosa il pubblico si aspettasse. Gli sceneggiatori di Street Fighter hanno dovuto inventarsi in 10 minuti una storia che coinvolgesse tutti i personaggi della serie, che di per se non avevano nulla a che fare l'uno con l'altro.

Se devo proprio cercare il pelo nell'uovo, alcuni personaggi vengono liquidati troppo rapidamente. Goro, un personaggio fondamentale della saga nonchè il più forte combattente dell'universo e vincitore della precedente edizione del Mortal Kombat viene liquidato in neanche due minuti in un combattimento ridicolo ed offensivo (gli danno un pugno nelle palle, con tanto di Christopher Lambert che se la ride). Più in generale, le parti "simpatiche" sono perfettamente e totalmente evitabili in questa pellicola. Capisco la voglia di un regista di sdrammatizzare e di ricordare al pubblico che non sta vedendo un film Tarkovskij, ma lo spettatore sa perfettamente di star vedendo una cagata divertente, e a renderla tale, non è certo la tua battutina da stronzo, sono le BOTTE, il SANGUE, e la VIOLENZA GRATUITA.. tre elementi che a onor del vero comunque non mancano. No, per la verità il sangue manca quasi del tutto, scordatevi le fatality che tanto hanno fatto borbottare le autority all'uscita del gioco.

Ma quindi chi vince? dal punto di vista cinematografico sicuramente Mortal Kombat, e non lo dico solo io, lo dicono i dati:

Mortal Kombat: due lungometraggi, due serie tv e una seria animata

Street Fighter: un lungometraggio e una serie animata.

Per dovere di cronaca ammetto però che la battaglia videoludica alla fine è stata vinta da Capcom, che a tutt'oggi pubblica il suo Street Fighter con cadenza biennale, mentre Midway Games sembra aver chiuso i battenti nel 2009.

Mi sono dilungato troppo, lo sapevo.
In sostanza ci troviamo di fronte a un buon prodotto in assoluto, per nulla ridicolo, godibile, divertente e spensierato. Si, in sostanza un bel film. Cosa ci fa' qui? beh.. ormai l'avevo visto.. può sempre tornare utile ai navigatori che cercano un film trash come monito... Non è tutto oro quel che luccica.

Recensito da: Imrahil


VOTI:
TRASH: 49/100
Noia: 23/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 54/100
Presunzione della regia: 38/100
Incapacità degli attori: 53/100



Se ti piace guarda anche: Street Fighter, ovviamente.

10 novembre 2012

IRON INVADER (aka Metal Shifters)

di Paul Ziller, con Kavan Smith, Colby Johannson e Nicole de Boer. Canada/2011


«Stai bene?»
«Si, ma l’ho toccato... Perché non mi ha uccisa?»
«Il metallo è stato infettato con un batterio che si nutre di ferro nel sangue...grazie a Dio sei anemica.»


Nella cittadina di Vattelapesca cade un satellite russo, questo verrà prontamente raccolto da due fratelli, Ethan e Jake Sam e Dean, e portato dal loro amico sfasciacarrozze, che userà i suoi pezzi per costruire un golem di metallo in onore del paesino.

Paul Ziller si ispira liberamente alla serie TV di Supernatural, in modo da rendere i primi 30 minuti una bruttissima imitazione del telefilm. La formula dei personaggi è proprio la stessa: due fratelli - il più grande bassino, capelli corti chiari e occhi azzurri, interessato ad una donna, e il più piccolo slanciato, faccia da bambinone, capelli e occhi scuri - trovano un affare con degli strani poteri e lo portano ad un amico, proprietario di uno sfasciacarrozze.
E continua così fino a quando il golem di metallo non prende vita, a quel punto tutto diventa solo un enorme delirio, paragonabile unicamente ai film di Paul Ziller stesso.



Il mostro sembra indistruttibile, anche se sfasciato è in grado di ricomporsi all’infinito, come per magia. Grazie ad una maestra di biologia appena arrivata in città, si scoprirà infatti che non è il metallo ad avere strani poteri, bensì un batterio alieno che se ne “nutre”. Proprio per questo il golem attacca gli umani, per assorbire i metalli presenti nel sangue! Faceva prima ad attaccarsi a qualcos’altro.

[SPOILER]
Svariate morti ridicole dopo, i non pochi superstiti si rifugeranno in un bar e lì scopriranno che il punto debole del batterio è l’alcool. Ma tu pensa i casi della vita!
Quindi, dopo aver fatto saltare in aria il mostro con un’esplosione, andranno ad annaffiare di alcool i resti del Golem, spegnendo così le fiamme, causate dall’esplosione stessa.
Perché come tutti sappiamo l’alcool spegne il fuoco. Segnatevelo bambini.
Sarà per questo che il film è PG-13?
[FINE SPOILER]

Alla fine della visione tante sono le domande che lo spettatore si pone, ma la più importante è indubbiamente: “Perché?”.
Perchè lasciare il tuo filone di film catastrofici tutti uguali per partorire una cosa del genere, Paul?
È stato obbligato, non c’è dubbio! Lui voleva fare un film sulla fine del mondo a causa di un satellite precipitato sulla terra, oppure a causa di un batterio alieno, oppure entrambe. E qualcuno lo ha costretto ad inserire un golem di metallo in CGI!

Non so quanto valga la pena guardare questa cosa. Gli elementi necessari a far schifo ci sono tutti ovviamente, dagli effetti speciali alla recitazione, senza dimenticarci della trama. Ma, come tutti i film di Ziller, fa schifo nella media, non è eccezionale.
Forse solo un fan di Supernatural può disprezzarlo adeguatamente.

Recensito da: Leotorda


VOTI:

TRASH: 72/100
Noia: 67/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 84/100
Presunzione della regia: 15/100
Incapacità degli attori: 78/100

 
Se ti piace guarda anche: un altro film di Paul Ziller, Supernatural.

27 ottobre 2012

LA MANO INFERNALE

Di Lorenzo Buscaino. Con Eros Bosi, Lorenzo Acquafredda, Giovanni Tasca, Annalisa Mancusu, Mauro Pietrini. ITA/2012/Buscaino Pictures

Sebastian è un ragazzo a cui la vita non sembra aver dato molto. Disoccupato e sotto sfratto, può contare solo sul suo amico Fux e il suo affettuoso cagnolino. Un giorno però, in un bosco, troverà qualcosa che cambierà nettamente la sua vita: sotterrata vicino ad un albero infatti reperirà niente popò di meno che la mano sinistra del diavolo, un oggetto in grado di esaudire cinque desideri. Il sogno di tutti noi..! Purtroppo , come recita un proverbio, anche Sebastian scoprirà che "la farina del Diavolo va' tutta in crusca"...

Qui a Pellicole dall'Abisso è passato di tutto. Mai pensavamo però sarebbe arrivato qualcosa del genere: un bel giorno un tale di nome Eros ci manda una e-mail chiedendoci di recensire un film horror indipendente girato da lui e dal suo tanto giovane quanto coraggioso gruppo di amici. Ben lusingati da questa richiesta ci siamo fatti spedire il DVD ed ora tocca a me l'arduo compito di recensire questa pellicola.

La trama, liberamente ispirata ad un racconto dell'orrore degli inizi del Novecento (La zampa di scimmia di William Jacobs), è una boccata d'aria fresca, perchè che io sappia nessuno ha mai girato un lungometraggio legato alla suddetta opera. Oltre alla sua originalità, va' detto che la pellicola fila via liscia, non risultando mai troppo lenta o noiosa, e lascia lo spettatore piacevolmente sorpreso per la qualità della regia, decisamente all'altezza dell'arduo compito di tener alta la tensione. 

E questa era la carota.. passiamo al bastone.

La stra grande maggioranza dei difetti di questa produzione sono da attribuire al budget decisamente risicato: le immagini non sempre sono nitide e l'audio in presa diretta a volte fa perdere alcuni stralci dei dialoghi. Inoltre va' ricordato che per fare un film horror un minimo di effetti speciali, make-up e costumi ci vogliono, e qui ce ne sono parecchi in realtà. Personalmente penso che anche George Lucas sarebbe stato molto in difficoltà a realizzare gli effetti speciali di questo film con 200 euro di budget.. 

Quello su cui si può lavorare invece è il "terrore della telecamera" che ogni tanto affligge gli attori più giovani (che poi sono la stragrande maggioranza), i quali, benchè il loro impegno sia assoluto, spesso non riescono ad essere naturali. 

Siamo dunque al verdetto finale: ci troviamo di fronte a un buon film, divertente, con diversi spunti interessanti e che con qualche piccolo accorgimento (e con un finanziatore.. "Magari!", direte..) sarebbe addirittura potuto essere un ottimo film. 
Caro Lorenzo, caro Eros, in questo blog potete trovare merda a pacchi, anche con budget a sei zeri, e vi posso garantire che il vostro film è migliore della maggior parte di essi.

Se volete sostenere anche voi Eros, Lorenzo e tutti gli altri vi invito a visitare la loro pagina facebook.

Recensito da: Imrahil, con un grandissimo in bocca al lupo da parte del sottoscritto e da tutto il resto della redazione.

VOTI:

TRASH: 69/100
Noia: 53/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 78/100
Incapacità degli attori: 83/100


Se ti piace guarda anche: Se vuoi restare sulle produzioni indipendenti Dark Resurrection è un altro prodotto ottimo. 



25 ottobre 2012

CARNOSAUR - La Distruzione

Di Adam Simon. Con Diane Ladd, Raphael Sbarge, Jennifer Runyon, Harrison Page. USA/1993

Carnosaur dovrebbe godere di un posticino speciale nel cuore di ogni shit-hound che si rispetti. Noi a Pellicole dall'Abisso lo avevamo visto per la prima volta anni ed anni fa', e ne eravamo rimasti molto colpiti, ma nessuno alla fine si prese la responsabilità di recensire, una volta aperto il blog, un film visto in maniera per nulla analitica e molto tempo addietro. Oggi non avendo un cazzo da fare ho deciso di riguardarmelo, e di propinarlo anche a voi, cari lettori, per il semplice fatto che siamo di fronte ad un prodotto che non può assolutamente mancare in un sito di recensioni di film orridi.  

LA TRAMA
Una multinazionale specializzata in polli decide di affidare ad uno scienziato pazzo (anzi, una scienziata, w le quote rosa) la creazione di un nuovo super pollo da allevamento mega-redditizio. In realtà la scienziata, essendo appunto pazza, lavora in "gran segreto" ad inserire un Carnosaur in ognuno voi, dal momento che voi uomini fate schifo e siete un cancro per questo pianeta! Ecco. Nel frattempo Doc, il nostro protagonista che rappresenta il tipico americano medio, si alcolizza e spara agli hippie, salvo poi innamorarsi di una di loro.

Divertente accozzaglia di praticamente tutto ciò che potrebbe venirvi in mente pensando al termine "b-movie", questa pellicola potrebbe tranquillamente essere usata nelle scuole di spettacolo di tutto il mondo per spiegare agli studenti che cosa sia un film di merda. C'è il protagonista, duro, sboccato ed alcolizzato, c'è una trama assolutamente folle, intricatissima e stupida; c'è la bella ed acculturata ragazza ambientalista che riuscirà a fare breccia nel duro cuore del protagonista buzzurro, c'è una quantità davvero notevole di sangue e frattaglie mal fatte, c'è la cameriera che dice a un avventore allarmato "vedi troppi film dell'orrore, ah ah ah", c'è una gigantesca sega a due mani sul fatto che l'uomo sia un cancro da estirpare e che il pianeta sarebbe un posto migliore senza di noi, c'è un finale a metà strada tra il "non sappiamo come finirlo" e "cazzo, abbiamo finito i soldi" e poi ovviamente c'è un "terrificante" mostro che decuplica le sue dimensioni in 20 minuti e che, neanche a dirlo, è un pupazzotto ridicolissimo che muove solo le braccine.

Il film non è per nulla lineare, anzi direi che salta decisamente di palo in frasca, frastornando il pubblico con una miriade di sottotrame che si aprono e si chiudono immediatamente o non si chiudono affatto. Personaggi stereotipati a gogo che vengono dilaniati dalle tremende fauci dei Carnosaur di passaggio, che prima è uno, poi senza alcun motivo diventano due, tre e via dicendo.

[SPOILER]
Ineffetti si scopre che la dottoressa malvagia aveva creato delle uova di Carnosaur cammuffate da uova di gallina, per cui dal momento che l'americano medio mangia circa 15 uova al giorno, è riuscita ad infettare tutti con la Carnosaurite che, come effetto collaterale, fa partorire un uovo di Carnosaurino. La dottoressa stessa ci fa' sapere di depositare delle uova con una certa regolarità..


Memorabile il finale raffazzonato in due secondi in cui arrivano dei soldati e uccidono i protagonisti. Così.
[FINE SPOILER]

Nonostante il film faccia così schifo, sono stati prodotti ben 2 sequel, facendo di Carnosaur la trilogia più sciatta della storia (i due sequel peraltro sono praticamente introvabili, ma se mai riusciremo a scovarli sicuramente ne avrete notizia).

Non è semplicissimo dare un commento sensato a questo film. Diciamo.. è molto divertente, ma c'è di meglio. Non siamo al top del top, ma ci troviamo inequivocabilmente di fronte ad una pellicola che di fatto è ambasciatrice di un intero movimento cinematografico, nello specifico quello che più amiamo.

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 90/100
Noia: 73/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 95/100
Presunzione della regia: 82/100
Incapacità degli attori: 59/100





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19 ottobre 2012

IL LIBRO DELLE STREGHE: BLAIR WITCH 2 (aka Book of Shadows: Blair Witch 2)

Di Joe Berlinger. Con Kim Director, Jeffrey Donovan, Erika Leerhsen. 2000/USA

Alcuni di voi si ricorderanno di "The Blair Witch Project", uscito nel 1999. Fu una delle più grandi truffe della storia della cinematografia. Era stato spacciato come un vero documentario e venduto come l'horror più terrificante di tutti i tempi: orde di adolescenti, compreso il sottoscritto, si precipitarono al cinema nella speranza di assistere ad un film evento. La triste realtà è che era (ovviamente) un fake e il film in sé era una discreta merda in cui non succedeva assolutamente niente, eccetto gli ultimi 5 minuti.

L'anno successivo uscì questo spurio seguito dal titolo chilometrico giustamente ignorato da tutto il mondo. Questa volta non si vuole spacciare un documentario come reale, la struttura è quella di un film vero e proprio, in cui cinque persone decidono di passare una notte nel bosco infestato dalla strega di Blair, diventato un posto di culto turistico dopo il successo del primo film. C'è Jeff, il capo spedizione, attrezzato di mille telecamere; Stephen e Tristen una coppia che sta scrivendo un libro sulla strega di Blair; Erika, una bella fighetta che assomiglia un pò a Isabella Adjani, che dice di essere una vera strega e Kim, una goticona che è anche un pò medium (cit.)

L'allegra combriccola si fa una passeggiata nel bosco, dove incontra un altro gruppo di turisti nippo-tedeschi in loco per il loro stesso motivo. I nostri cinque protagonisti passano la nottata all'insegna di alcol e droghe, ma al loro risveglio trovano tutta l'attrezzatura distrutta (a parte le cassette), hanno degli strani segni sul corpo e Tristen, che era incinta, deve fare i conti con un aborto.

I nostri dunque, per capire cosa è successo in quella notte di cui non ricordano niente, vanno nella casa di Jeffrey, una ex fabbrica abbandonata, per riesaminare i nastri. Nel frattempo i turisti nippo-coreani sono stati trovati sventrati e disposti a pentacolo, nella migliore tradizione stregonesca e proprio i nostri amici vengono accusati di questo scempio.

E da qui parte la solita tiritera di avvenimenti senza logica e senso, apparizioni, sparizioni, gufi morti che sfondano finestre, la streghetta che sparisce e tante altre amenità. Il film mantiene dunque un profilo di perenne ambiguità, cercando di confondere lo spettatore in una continua altalena tra realtà, fantasia e visioni indotte dalla strega di Blair o giù di lì.

La cosa però funziona poco, perché sono cose già viste un milione di volte e al di là dei chiari omaggi (su tutti La Casa), il filo logico è talmente labile che fin dal principio sai che tutte le cose inspiegabili non saranno spiegate con la scusa "eh beh l'occulto, la magia, la strega Nocciola".

Nonostante sia dunque un horrorino denso delle solite cazzate, nel complesso  bisogna dire che la confezione è di buona qualità, così come la colonna sonora e le interpretazioni degli attori. La sensazione di straniamento, una buona dose splatter e un discreto ritmo  tengono un pò su il livello, ma in definitiva si tratta di un film trascurabile, che ha però almeno il pregio di non essere una truffaldina trovata commerciale come il primo.

Recensito da: Vidur

VOTI

TRASH: 57/100
Noia: 45/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 35/100
Presunzione della regia: 78/100
Incapacità degli attori: 51/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: The Blair Witch Project, un qualsiasi horror di bassa lega uscito negli ultimi 30 anni




Ps: chi ha fatto il trailer non ha palesemente guardato il film. I cinque non sono amici perchè si incontrano lì per la prima volta e non sono affatto appassionati di cinema. 

12 ottobre 2012

LA NOTTE DELLA LUNGA PAURA (Aka Night of the lepus)

Di William Claxton. Con Stuart Whitman, Janet Leigh, Roy Calhoun, DeForest Kelley. USA/1972/MGM

Se devo essere onesto, gli "eco-horror" mi hanno proprio scassato le palle: Sono una noia mortale, sono tutti uguali, hanno tutti le stesse tematiche e ad essere sinceri la stragrande maggioranza di essi sono dei film a bassissimo budget, fatti con poca cura e senza la benché minima pretesa. "La notte della lunga paura" non fa' ovviamente eccezione, ma ho scelto di vederlo per le terrificanti belve che i protagonisti del film si troveranno ad affrontari: dei batuffolosissimi e per nulla aggressivi coniglietti giganti.

TRAMA:
I ranch californiani stanno affrontando una vera e propria invasione di conigli, che si stanno pappando tutti i raccolti e rischiano di lasciare sul lastrico il povero Cole. Invece di cospargere di topicida i suoi raccolti o di reinventarsi venditore di carne di coniglio, il nostro eroe ha la pessima idea di rivolgersi ad una coppia (con figlia petulante a carico) di simil-professorini amanti della natura che vogliono risolvere la minaccia leporina senza spargimenti di sangue: nello specifico scelgono di irrorare alcuni conigli di ormoni sconosciuti e mai testati prima portatigli dall'Est da una persona altresí sconosciuta. Ottima idea.
Il risultato sará un esercito di conigli giganti "aggressivi come lupi" e grandi altrettanto.

La pellicola si sviluppa in modo assolutamente lineare e non dissimile da quella di tutti gli altri eco-horror dell'universo, per cui l'attenzione precipita in maniera inesorabile fin dai primi minuti del film. Attenzione che si risveglia solo quando vengono ripresi i conigliotti e i leprotti con dei modellini sullo sfondo per farli sembrare oversized. Sono veramente una delle cose meno minacciose che abbia mai visto, considerando che viene anche mantenuto il loro versettino tenero (sentirli ruggire sarebbe stato impagabile). Senso di paciositá e tenerezza che diventa di ilaritá quando si verificano incontri uomo/coniglio gigante. Forse dovrei dire incontri uomo/uomo vestito da coniglio.

Comunque, dopo aver aspettato giorni senza fare assolutamente nulla, si decide di chiamare la guardia nazionale, che si rivelerá praticamente inutile, anche perché il protagonista rifiuterá la proposta del generale di bombardare la zona con dei caccia (sono sicuro che i vertici dell'areonautica sarebbero stati molto d'accordo nel mandare due Thunderchief a bombardare dei "conigli assassini giganti".."

[SPOILER]
Si deciderá perció di elettrificare un binario morto del treno e di convogliarvi tutti i conigli giganti. Cole preparerá una betoniera di salmí e tutti saranno di nuovo felici, contenti e sudisti come prima.
[FINE SPOILER]


Un film assolutamente trascurabile se non per la scelta dei mostri di turno, che essendo dei conigli pelosi non fanno paura assolutamente a nessuno. A parte a Vidur e a Leotorda che in una situazione paragonabile a quella del film sarebbero certamente morti di allergia. Moderatamente divertente e abbastanza noioso. Se non vi interessano i conigli lasciate perdere.


Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 73/100
Noia: 81/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 89/100
Presunzione della regia: 15/100
Incapaitá degli attori: 84/100




Se ti piace guarda anche: un qualsiasi eco-horror abbraciando Gianubaldo, il tuo coniglietto di peluches



2 ottobre 2012

SHE

Di Avi Nesher. Con Sandahl Bergman, David Goss, Gordon Mitchell. 1983/USA

Nel classico scenario post-apocalittico, 23 anni dopo la Cancellazione, il mercante Tom, col suo amico Dick, vanno alla ricerca della sorella rapita dalla banda dei Nork, aiutati dalla “Dea” She e dalla sua socia Shandra. Se ne vedranno di ogni.

Piacevole sorpresa 1: c'è l'immenso Gordon Mitchell, già protagonista di un paio di capolavori come “LaCroce dalle 7 Pietre” “BloodDelirium”. Piacevole sorpresa 2: è molto divertente.
Classica pellicola dall'abisso d'avventura superficiale e raffazzonata, dove non esistono processi logici causa-effetto, gli eventi si susseguono senza soluzione di continuità, sballottando i protagonisti a destra e a manca, tra mille peripezie e personaggi assurdi. 

Non trascuriamo una bella dose di violenza e sadismo, in primis della Dea She (Sandahl Bergman, eroina degli anni '80, già vista in Conan Il Barbaro e "Apocalisse a Frogtown") , che a capo di una società matriarcale, imprigiona e tortura gli uomini, tra cui Tom e Dick, i nostri simpaticcisimi protagonisti. Tom è il classico bellone statuario, biondo e totalmente inespressivo, Dick è il classico cazzone senza arte né parte che dovrebbe far ridere. I due inizialmente vengono proprio rapiti da She (Dea de che, visto che non ha alcun potere particolare e di certo non è né immortale né invulnerabile), che però si invaghisce del bel Tom e alla fine lei e la sua giunonica amica  Shandra li seguiranno nelle loro avventure.

E così vediamo i nostri quattro protagonisti scampare ai pericoli di bande di lebbrosi, scienziati pazzi che vivono in un tenda di plastica in mezzo al bosco coadiuvati da un energumeno barbuto vestito da ballerina, comunità di poeti belli e raffinati che vivono nel lusso ma che di notte si trasformano in licantropi, una setta di monaci plagiati dalla divinità comunista Godan che ha gli occhi magici ma che viene ucciso dalla sua gelosa profetessa, e un irritante guardiano del ponte capace di autorigenerarsi ogni volta che viene mutilato.

I nostri al fine arrivano alla terra dei Nork, comunità di guerrieri/soldati vestiti in un miscuglio fra punk, gladiatori romani e giocatori di football adornati di svastiche naziste (ah, la critica sociale). L'immenso Gordon è a capo di questo esercito, anche se il vero “Fuhrer” è un tizio con una stufa di alluminio in testa. Tom, Dick e She riescono ad intrufolarsi nella comunità e a recuperare la sorella, ma vengono scoperti.

SPOILER
Il tizio con la stufa in testa però decide di non ucciderli subito, ma di lasciarli andare e attaccare il giorno dopo il popolo di She. I nostri dunque non tornano a casa, ma decidono di tendere un agguato all'esercito dei Nork, proprio fuori dalle mura dalla città, fra trincee, bidoni e frecce di plastica, degni di “Mamma ho perso l'aereo”. E indovinate un po'? Vincono pure.
FINE SPOILER

In conclusione, “She” è un filmetto stupido e divertente, senza alcuna pretesa, che dà la sensazione di essere stato improvvisato scena per scena, realizzato con quattro dollari, ma con tante idee diverse e originali. Risate assicurate grazie agli effetti speciali degli occhi di Gonad e la sequenza finale della battaglia fra i tre protagonisti e l'esercito. Colonna sonora di RickWakeman, mitico tastierista degli Yes.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 85/100
Noia: 44/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 78/100
Presunzione della regia: 42/100
Incapacità degli attori: 74/100



Se ti piace guarda anche: The Barbarians, IronMaster, Sangraal, Robot Holocaust, Starcrash, Apocalisse a Frogtown

17 settembre 2012

I AM OMEGA


Di Griff Furst, con Mark Dacascos, Geoff Meed e Jennifer Lee Wiggins. USA/2007/The Asylum.


In occasione dell’uscita di “Io sono leggenda”, l’Asylum presenta questo capolavoro di noia  e inutilità, commettendo un terribile errore. 
I presupposti per un film pieno di azione e mostri ci sono tutti, con tanto di protagonista campione di Kung Fu, ed è questo quello in cui speravo. 
Ma non era abbastanza credibile, sarebbe stato troppo distante dal film scopiazzato, troppo superficiale: serviva il sentimento, il dramma, l’introspezione. Tutto questo trasmesso ovviamente dal nostro amico campione di Kung Fu, e certo non di recitazione. Come si può ben immaginare il risultato è una noia mortale. 

Il protagonista, Renchard, è l‘ultimo uomo vivo rimasto sulla terra, o così almeno crede. Nonostante non sia mai stato contagiato in chissà quanti anni (quindi si suppone che sia immune) è terrorizzato dal contatto con i mostri, fatto che si sposa alla perfezione con la sua passione per il Kung Fu devo dire. Perché sparare ad un mostro quando posso prenderlo a calci e poi disinfettarmi ogni volta la gamba, imprecando?
Dalla sua villetta di cartapesta e finestre spalancate, Renchard escogita un piano fantastico per eliminare la piaga, almeno da Los Angeles: far esplodere l’intera città, piano che verrà però minacciato da una chiamata Skype sul suo mac. 
Certo.
La chiamata è di una ragazza che vive a LA e ha bisogno di aiuto per fuggirne, e da bravo gentleman Renchard farà la cosa giusta, mandandola a cagare.
Purtroppo per lui i superstiti sono più del previsto e presto riceverà visite da una coppia di ex soldati preoccupati per la ragazza, che gli faranno esplodere casa con un bazooka. Così, giusto per essere convincenti. 
Parte quindi la missione di salvataggio, a venti minuti dalla fine del film e ad un giorno dall’esplosione delle bombe e quindi dell’intera città. 

[SPOILER]
Anche i soldati sono al corrente delle bombe, e useranno Renchard per muoversi più velocemente, attraverso le fogne, fino in centro città.
Ma la vera natura dei loro scopi si mostrerà presto; la ragazza è infatti la salvatrice delle razza umana, porta nel suo sangue "la cura" e, per questo, i due soldati vogliono ucciderla. Toccherà al nostro eroe portarla in salvo da mostri, pazzoidi ed esplosioni varie.
Lo so, sembra non avere senso, infatti non ha affatto alcun senso. 
A parte il delirio su una civiltà marcia che merita di morire, essere infetta e così via, che è messo giusto per non spiegare nulla... ma se volevi uccidere la ragazza, e la città stava per esplodere senza che lei ne sapesse assolutamente nulla, perché diamine hai fatto su tutto sto casino per andare a recuperarla? Non potevi startene a casa tua a guardarla saltare in aria via Skype?
[FINE SPOILER]

Ricapitolando:
1) La trama non torna, tanto per cambiare.
2) Il tentativo di unire la classica vaccata Asylum a qualcosa con un minimo di introspezione ha un risultato tra il tragicomico e il soporifero.
3) Gli umani infetti sono essenzialmente degli zombie, velocissimi nell’arrivare e lentissimi nel combattere, senza nemmeno un minimo di intelligenza o una qualche riserva nell’uscire alla luce del sole. Di conseguenza i combattimenti non possono che far schifo.
4) È inutile cercare una qualche sensatezza in tutto ciò.

Da guardare sorseggiando un buon caffè. Un buon silos, di caffè.


Recensito da Leotorda


VOTI
TRASH: 77/100
Noia: 89/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 78/100
Presunzione della regia: 65/100
Incapacità degli attori: 87/100




Se ti piace guarda anche: un brutto film di zombie, Io sono Leggenda, 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra.

10 settembre 2012

IL MUTANTE - PROJECT V.I.P.E.R.

Di Jim Wynorski, con Patrick Muldoon, Theresa Russell, Curtis Armstrong, Joe Avalon, USA 2002

La Nasa ha assoldato un gruppo di scienziati per la progettazione di un Project V.I.P.E.R., ovvero un microrganismo voracissimo e carnivoro la cui dieta si basa su di uranio e carne umana e che dovrebbe in qualche maniera, assolutamente non spiegata, rendere respirabile l'aria su marte.
La nave spaziale che deve portare il grazioso animaletto sul pianeta rosso però, colpo di scena, impazzisce e i membri dell'equipaggio spariscono nel nulla.
In realtà questo non centra minimamente col resto del film, ma ci verrà utile poi per svelare il finale (no, non lo faremo).
Sulla terra intanto qualcuno riesce a rubare la copia del Project V.I.P.E.R. nonostante sia conservato dalla NASA in una lampada da campeggio nascosta da inviolabili codici cifrati in uno scantinato protetto da un paio di arrendevolissime guardie.
Sfortunatamente i misteriosi complottisti (ben specificato sin dall'inizio complottisti interni) sono ancora più scarsi dei sistemi di sicurezza e dopo una fuga avventurosa e spericolata fanno precipitare il loro traballante aereo nel Nuovo Messico, per la serie lo spionaggio industriale spende mille miliardi per il colpo e poi incarica la banda bassotti di metterlo a segno.
Guarda caso nelle vicinanze c'è una tranquilla cittadina che, sempre guarda caso, sorge proprio su di una vecchia miniera abbandonata di uranio.
Il project V.I.P.E.R., che peraltro non è nemmeno una vipera o similare ma una specie di polpo bavoso, fa colazione con qualche ignaro abitante sebbene sulle sue tracce ci siano gli scienziati creatori e lo sceriffo Tulley che ha appena scoperta di avere un grave tumore (talvolta capita quando si abita sopra una miniera di uranio).
A questo già ben nutrito e chiassoso gruppo di sfaccendati si unisce l'agente speciale Conners, ovvero il personaggio bello, aitante, brillante e spiritoso del film, insomma il primo che speri venga sgranocchiato dal V.I.P.E.R. (ma sai che purtroppo non sarà così)
SPOILER
In breve viene rivelato il tradimento di uno dagli scienziati che ha venduto il V.I.P.E.R. ad un capoccia corrotto della NASA, tuttavia il mostro nonostante le sue mille abilità superpotenti si dimostra vulnerabile ad una bomba al mentolo o giù di lì. Fine.
FINE SPOILER
Nella scialba piattezza del film ci siamo permessi di rimarcare qualcosa di ignobilmente notabile che terrà sveglia la vostra attenzione durante la visione:
-Quando l'aereo precipita nella foresta non solo si materializza una pista d'atterraggio ma ad un certo punto compare una fila di bidoni pieni di benzina ben allineati per creare un'esplosione tanto fragorosa quanto assolutamente ingiustificata.
-Sempre nella stessa scena il pilota fa planare l'aereo senza subire il minimo danno fisico, nella scena dopo è morto.
-La NASA sa che su quell'aereo c'era il V.I.P.E.R., ma non ha alcun motivo si saperlo.
-Lo scienziato corrotto svela al cellulare il suo tradimento, questo nonostante alle sue spalle ci sia la sua collega, che ovviamente sente tutto. La sua telefonata viene inoltre registrata senza nessun motivo.
-Conners ordina una bomba al suo distretto che viene consegnata via posta e ad un'altra persona.
-Lo sceriffo nella scena finale vorrebbe salvare la città da eroe facendosi esplodere col mostro, ma tergiversa in maniera così clamorosa che il V.I.P.E.R. lo mangia, la bomba viene lanciata da Conners al volo dalla sua auto, ma visto che aveva un timer avrebbe potuto comodamente depositarla ai suoi piedi e allontanarsi con calma.
-Il Project V.I.P.E.R è uno dei mostri più informi, vaghi, insulsi che abbia mai calcato lo schermo, fa schifo pure nel nome.
In sintesi è aberrante la mancanza di idee e di fantasia del regista che ripropone tutti i cliché dei film del genere, la speranza che il nome di Wynorski cada nell'oblio eterno insieme ai suoi film è qualcosa che dovrebbe darci speranza, ma a cui in effetti questa recensione non contribuisce affatto.
Mannaggia.

Amaramente recensito da Ortnid


VOTI:

TRASH 74/100
Noia 74/100
Incapacità degli attori 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 73/100
Presunzione della regia 80/100

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3 settembre 2012

DARK RESURRECTION (Vol. 1)

Di Angelo Licata. Con Marcella Braga, Maurizio Zuppa, Giuseppe Licata, Elisa Werneck. ITA/2007

Il potente maestro Jedi Sorran ha trascorso diversi anni nella ricerca di Eron, pianeta perduto sul quale esiste un tempio, presso il quale vi sono vorticosi flussi energetici estremamente potenti e la cui scoperta porterebbe, a detta dello stesso maestro, una profondissima conoscenza della Forza, fino a permettere ad un Eletto di diventare fondamentalmente un tutt'uno con essa, acquisendo poteri di gran lunga superiori a qualsiasi Jedi o Sith mai esistito. Sorran, che è un vero duro, non ci pensa due volte a mandare schiere di padawan a morire come mosche nella ricerca di questo pianeta, e ciò al Consiglio non piace molto. Tant'è che decidono di espellerlo dall'ordine, ma mentre i membri del consiglio cercano di operare il Distacco (una sorta di rito di gruppo che consentirebbe di privare un Jedi del suo legame con la Forza, e quindi dei suoi poteri), Sorran uccide tutti ficcando la sua spada laser per terra; con questo gesto si ufficializza il suo passaggio al Lato Oscuro, e diventando Lord Sorran (suvvia.. i Jedi "caduti" cambiano sempre nome..!). Con un nuovo Sith tanto potente in circolazione, che peraltro ha la prospettiva di diventare praticamente una divinità nel caso trovasse il Tempio di Eron, il destino della galassia è appeso ad un filo. Hope, la giovane padawan del maestro Zui Mar Li è considerata un vero portento, ma vista la minaccia imminente è costretta a scendere in campo prima che il suo addestramento sia completo. Riuscirà a ostacolare Sorran? Per la verità non lo sappiamo.. per questo dovremo attendere l'uscita di Dark Resurrection Vol. 2!

Jedi? Sith? Forza? Si, ci troviamo di fronte ad un film appartenente alla grande famiglia di Guerre Stellari, di cui peraltro io sono un grandissimo fan. Anzi, ci troviamo di fronte ad uno dei più celebri film fan-made dell'universo ideato da George Lucas. Ho molta stima delle persone che si sono gettate in questo progetto; in primo luogo, perchè non è affatto un brutto film nel complesso, e in secondo luogo perchè sono riusciti a rendere godibili perfino gli effetti speciali pur avendo a disposizione un budget ridicolo (ho letto 7000 euro). Se considerate che la Asylum mette a disposizione una milionata di dollari per ognuna delle sue cacate su cellulosa con quegli effetti tremebondi mi vien da pensare che 993000 dollari se li mettano in tasca i costumisti (?!) e gli """"art director"""". Chiariamoci, Dark Resurrection ha un po' di difetti, e sinceramente non penso possa interessare a una persona non infoiata di Guerre Stellari; d'altronde, ti metteresti a cercare e guardare un film fan-made se non te ne frega un cazzo neanche dell'originale? L'ovvia risposta è no, a meno che tu non abbia tendenze masochistiche o qualche rotella fuori posto.

Il principale difetto di questo film è dovuto probabilmente all'inesperienza degli attori (che, se vogliamo dirla tutta, ci sta.) ma anche su questo tema mi viene da dire che si è visto molto di peggio su questo blog. La trama non è entusiasmante e mi ricorda pericolosamente quella di "Knight of the old Repubblic", se si sostituisce la StarForge al Tempio di Eron, ma penso si possa parlare al massimo di ispirazione.

A me è piaciuto abbastanza, ma non lo consiglierei a nessuno (che non sia un nerd perso, per lo meno). Spero di essermi spiegato. Per chi fosse interessato è uscito nel 2010 anche Dark Resurrection Vol. 0, il prequel.

Recensito da Imrahil


VOTI:
TRASH 58/100
Noia 85/100
Incapacità degli attori 80/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 64/100
Presunzione della regia 30/100





essendo il film libero da diritti, eccovelo in tutta la sua completezza in quel di Youtube

22 agosto 2012

THE BROTHERHOOD V: ALUMNI

Di David Decoteau con Maria Aceves, Preston Davis, Brett Novek, Here! Films/Usa/2009

Sia resa lode al signore David finalmente ce l'ha fatta! Dopo aver girato 267 film uguali con protagonisti giovani prestanti che celebrano rituali in boxer e calzini senza mai osare spingersi oltre, il regista canadese si arma di coraggio e decide finalmente di fare outing. Ebbene si in Brotherhood V Alumni c'é tutto quello che avreste sempre voluto chiedere a Decoteau e che lui non ha mai fatto, cioé ci sono uomini che baciano altri uomini... Non vi sto a descrivere lo sbigottimento per chi come me pensava che con Beastly Boyz David avesse finalmente raggiunto la perfezione formale della sua poetica a base di boxer attillati, ma come si sa l'arte non ha confini ed é in continuo evolversi, David Decoteau non fa eccezione. Peccato che il canadese sia giunto ormai stanco a questo traguardo e il film manchi totalmente di verve; la pellicola si trascina stancamente sin dall'inizio, con l'ormai classicissimo prologo (il medesimo di tutti i suoi film) che qui raggiunge la spropositata lunghezza di un quarto d'ora, con una serie di scene in cui i protagonisti si lavano a turno gli addominali con l'assassino pronto a colpirli a fine doccia, con il suddetto bacio come unico momento capace di risvegliare l'attenzione dell'ormai spento spettatore. Un film fondamentale nel percorso cinematografico decoteauniano quindi, ma totalmente privo di trovate geniali, come il voler scrivere “questa é la mia passerina” sul culo di un malcapitato sotto le docce, che hanno reso grande il regista. Insomma una pellicola ad uso e consumo dei cultori del genere, caldamente sconsigliata a chiunque altro.

Recensito da: Azagthoth

VOTI:
TRASH 68/100
Noia 97/100
Incapacità degli attori 89/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 94/100
Presunzione della regia 40/100

17 agosto 2012

DRAGON CRUSADERS


Di Mark Atkins, con Dylan Jones, Cecily Fay e Feth Greenwood. USA/The Asylum/2011.


Sin dall’inizio il film è misterioso: all’orizzonte veleggia una nave, a guidarla ci sono una decina di uomini vestiti da impiegati, ma con una bandana in testa e, all’occasione, un mantello.
Vorrei conoscere il costumista. E anche quello che ha fatto i casting.
Perché si, sono pirati. Se non si fossero messi ad uccidere gente a caso non ci sarei mai, mai arrivata.
Mentre i banditi saccheggiano e uccidono, un gruppo di cavalieri templari reietti, capitanati dal sosia di Gene Gnocchi con il parrucchino (dunque perfettamente credibile), notano l’accaduto e corrono in soccorso. 
L’unica persona ancora viva al loro arrivo è stata fatta prigioniera sulla nave pirata, per salvarla i nostri eroi incorreranno però in una terribile maledizione.

[SPOILER]
La prigioniera è una ragazza che, avendo perso le speranze di essere salvata e sapendo casualmente una maledizione, decide di lanciarla su chiunque si trovi sulla nave, tranne lei ovviamente. I nostri arrivano, la salvano e - OPS - sono maledetti! 
Qui arriva la parte migliore, perché la maledizione non consiste nell’uccidere tutti tra atroci sofferenze, né nel tramutare i presenti in rospi... trasforma le persone in famelici mostri alati, mille volte più pericolosi di prima. 
Complimenti!
Per spezzare la maledizione basterebbe fare a fettine la ragazza ma, visto che son cavalieri tanto buoni, partiranno tutti alla ricerca dello stregone creatore del sortilegio, per uccidere lui e i suoi amichevoli draghi. 
La tempistica della trasformazione per i “buoni” è più lenta, quando cominceranno inevitabilmente a trasformarsi potranno contare solo sull’amicizia che li lega (?) e sull’aiuto di una misteriosa donna guerriera.
[FINE SPOILER]

È difficile trovare le parole adatte a descrivere questa cosa
Innanzitutto la trama è talmente banale che, sentendola nel trailer, ti fa venire voglia di abbandonare la visione ancora prima di iniziare. Gli attori sono qualcosa di vergognoso, più del solito. La ragazza non può aver studiato recitazione, mi rifiuto di crederlo! 
Armi che prima non c’erano appaiono di colpo quando più fanno comodo, i costumi di carnevale sono meglio di quelli che indossano i protagonisti, i mostri non sto nemmeno a dirvi come sono perché bè... sono Asylum (i draghi dello stregone in compenso sono meglio del solito) e, oh mio dio, non vedevo dei combattimenti così brutti da Almighty Thor.
La lista sarebbe infinita, ma mi fermo qui. Se proprio volete sapere fino a che punto Dragon Crusaders sia insulso, temo che dovrete vederlo con i vostri occhi.


Recensito da: Leotorda


VOTI
TRASH: 76/100
Noia: 51/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 83/100
Presunzione della regia: 10/100
Incapacità degli attori: 92/100



Se ti piace guarda anche: il filmino di una recita scolastica.

28 luglio 2012

L'ISOLA DEGLI UOMINI PESCE

Di Sergio Martin, con Barbara Bach, Claudio Cassinelli, Richard Johnson, Joseph Cotten, ITA 1979

« Approssimativa la sceneggiatura, che evita ogni chiarimento, limitandosi a miscelare con superficialità alcuni stereotipi del genere. Gli attori - compreso uno stanco Joseph Cotten - fanno del loro meglio, ma il risultato è modesto, tanto che negli Usa si è cercato di aggiungervi un po' di sostanza rimontando la pellicola ed inserendovi alcune sequenze girate da Mel Ferrer e da Cameron Mitchell. Anche il finale apocalittico non si discosta da quello di tanti altri film»

Il commento tratto da fantafilm.com dovrebbe immediatamente mettervi di fronte alla dura realtà di questa pellicola, il cui giudizio sulla realizzazione appare ecumenico e definitivo. Non ci sono molte vie d'uscita per questo horror italiano fine anni settanta che miscela insieme troppe tematiche per poter confezionare un prodotto efficace, forse la bellezza delle grotte di Nettuno, dove sono state fatte alcune riprese, merita qualcosa.

TRAMA
Un fruppo di pigionieri diretti alla Cayenne naufraga e viene assalito da dei lucertoloni di cartapesta che, goffamente, affogano gran parte dell'equipaggio.
Sopravvive solo Claude ed uno sparuto gruppetto che va però assottigliandosi col passare del tempo, in linea i massima i responsablili delle aggressioni sono sempre questi misteriosi mostri, ma senza nessun motivo sono sparse per l'isola delle trappole mortali, messe non si sa da chi non si sa per chi.
Per farla breve Claude si imbatte in Edmond, che ha rapito lo scienziato Marvin e sua figlia Amanda per fargli recuperare il tesoro di Atlantide tramite la creazione degli uomini pesce......ah già poi sparso qua e la c'è del woodoo, della critica all'eugenetica e delle flebili storie d'amore.
Non scriverò nemmeno dell'esplosivo finale confuso, lungo e prevedibile.
L'accozzaglia di elementi ne rende la visione lunga e pesante, soprattutto per i più navigati del genere, è il film ideale da trasmettere su La7 Gold alle 23.15, dopo un film western a caso e prima di Superzap.


Recensito da: Ortnid
VOTI
TRASH: 71/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 80/100
Presunzione della regia: 79/100
Incapacità degli attori: 82/100




Se ti piace guarda anche: Il pianeta degli uomini spenti

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani