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Ben arrivati nel nostro blog! Siamo cinque ragazzi con la passione ormai da anni per i b-movies, abbiamo deciso di cimentarci in questo progetto principalmente per nostro personale diletto, ma speriamo anche di essere utili con le nostre recensioni a qualche amante del trash di passaggio.

Saluti.

28 gennaio 2011

L'UOMO PUMA (aka The Pumaman)

Di Alberto Di Martino, con Walter George Alton, Miguel Angel Fuentes, Donald Pleasance. ITALIA/1980

“Ah! Ho mal di testa! Mi succede sempre quando percepisco un pericolo!”

Come tutti ben sapete gli inca, gli aztechi, i maya e compagnia cantante hanno discendenze aliene. Non lo dico io, ma Alberto Di Martino, regista di questo divertente e allucinato pastrocchio, nato in qualità di “risposta italiana a Superman”. Questa volta non si tratta di un bambino abbandonato da Krypton in un campo di grano, ma bensì di uno stupido paleontologo, Tony, discendente inconsapevole della stirpe extraterrestre degli Aztechi (giunti come si vede nel prologo, a bordo di un lampadario arancione).
Inconsapevole fino all'arrivo di Vadinho, un gigantesco cileno con una faccia a metà tra Frankenstein e Ivan Zamorano, sacerdote degli dei che dopo varie insistenze farà indossare al suddetto paleontologo una cintura magica capace di trasformarlo nell'Uomo Puma. Il nostro “supereroe” avrà il compito di fermare il folle criminale Kobras (l'onnipresente Donald Pleasance), che ordisce un piano politco-internazionale per diventare il capo del mondo. Lo fa con: a)una tuta nera di pelle, b)con una antica maschera d'oro azteca con cui è capace di controllare le menti e che racchiude un'incredibile tecnologia, c)con delle facce di gomma delle persone controllate, attaccate ad un macchinario pseudo-elettrico d)con l'aiuto di una paleontologa bionda, doppiata con la voce e con l'accento finto-olandese più insopportabile della terra e che ovviamente poi si innamorerà dell'Uomo Puma.

Oltre all'assunto ridicolo e inconsistente, il film ha una struttura previdibile e scontata, passando anche dei momenti di fiacca abbasanza lunghi, ma ci sono alcune perle che risollevano decisamente le sorti di questa pellicola.
Innanzitutto la “divisa” da supereroe dell'Uomo Puma è quanto di più ridicolo visto nella storia: una maglietta nera attillata con sopra una faccia azteca, dei pantaloni di tela marroni e un mantello rosso e nero. E poi ci sono gli effetti speciali...roba che avrebbero fatto morire di vergogna i fratelli Lumiere. Le sequenze di volo sono fatte talmente male che non ci si può credere: l'Uomo Puma viene sovrapposto sullo sfondo in modo così casereccio e approssimativo che non potrete non sganasciarvi dalle risate. Stessa sorte vi accadrà, quando vedrete l'incredibile attraversamento delle pareti e le fantastiche scazzottate in stile Bud Spencer e Terence Hill.
Il meglio però arriva alla fine, con l'inseguimento dell'Uomo Puma all'elicottero in cui sta fuggendo Kobras. Le parole non servono, guardate il video qua sotto e giudicate da soli.

In conclusione si tratta di un discreto film trash abbastanza divertente, dove l'infinita bruttezza degli effetti speciali gioca un ruolo decisivo. Consigliato.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 75/100
Noia: 71/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 98/100
Presunzione della regia: 82/100
Incompetenza degli attori: 51/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Superman e tutti i film con delle leggende azteche, inca, maya che implicano gli dei animali, cioè quasi tutti.




La fantastica sequenza dell'elicottero

FRANKENSTEIN & THE WEREWOLF REBORN!

Di Jeff Burr, David DeCoteau (!!), con Ashley Lyn Cafagna, Ben Gould, Jaason Simmons, Robin Downes, USA-Romania 2000 a.c.

AVVERTENZA: Questo film, cialtrone e pretestuoso, è vigliaccamente diviso in due parti totalmente slegate fra di loro ma legate da un grossolano filo di povertà, squallore e disagio sociale. E' girato in un luogo senza tempo e senza spazio, pur essendo svolto in Romania la protagonista femminile arriva in treno da New York facendo scalo a Ginevra, inoltre indossa scarpe da ginnastica ma la pellicola vorrebbe essere ambientata in un fantomatico medioevo. Clamorose e ripetute comparse del microfono di scena che penzola spesso dall'alto risultando più appariscente lui di Frankenstein e del lupo mannaro messi assieme.

EPISODIO 1
Anna Frankenstein dopo la morte dei genitori è inviata a trascorrere il resto della sua vita nel castello dello Zio, uno scienziato che vive in Romania e che si diletta con misteriosi esperimenti. Purtroppo il suo treno è in aticipo di 12 ore (capita spesso in Romania) e così arriva nel cuore della notte e ad accoglierla c'è la governante Frau Messner che la prende a pesci in faccia fin da subito, come peraltro faranno lo zio e il suo assistente Ludwig. Ad Anna viene detto di non uscire mai dalla sua stanza e di poter solo giocare con le altre bambine in cortile, poco importa che Anna abbia 35 anni e che nel cortile non ci sia nessuna ragazza.
Nel cortile c'è però Thomas, un aiuto giardiniere che aiuta Anna ad esplorare il castello. Nella notte i due intravedono da una finestrella l'esperimento compiuto dallo zio: creare un essere vivente utilizzando parti di cadavere (esperimento originale per uno che si chiama Frankenstein di cognome e fa lo scienziato).
Causa la pecoraggine dei due l'essere mostruoso riesce a scappare e giunto al lago di fronte al castello strangola un malcapitato in gita con la famiglia.
Il giorno dopo, mentre lo zio e Ludwig ronfano della grossa, Anna va al lago e incontra il mostro davanti al quale invece che fuggire terrorizzata offre del pane, del latte e insegna delle parole come Amico, Anna, Caravanserraglio e altre cose che posson sempre tornare utili nella vita.
Quando lo zio e Ludwig si accorgono che Anna sa dove si trova la loro creatura decidono di far prendere aria alle loro terga e di mettere finalmente il naso fuori dal castello per catturarlo, riuscendo nell'impresa con estrema facilità.
Giunti di fronte al calderone dove vogliono buttarci il prodotto di lunghi anni di esperimenti (che poi cosa lo hanno fatto a fare se poi lo vogliono distruggere, eeeeh boh!) indugiano grezzamente finchè il mostro non si risveglia e butta nel calderone Ludwig, lo zio viene ferito e muore, il castello esplode con solo Anna che si salva (senza peraltro avvisare nessuno dell'imminente esplosione del castello). 
Cedo la parola a Imrahil che vi narrerà sapientemente la tediosa seconda parte.


EPISODIO 2
Grazie Ortnid, ed eccoci giunti alla seconda parte. 
Senza alcuno stacco di qualsivoglia genere troviamo una giovane ragazza (un'altra..) giunta nella landa fatata senza nome, in una squallida stazione dove viene maltrattata dal capostazione, poi da tuttio il resto della Romania. I suoi genitori, impegnati in politica internazionale [citazione necessaria], non sapendo cosa farsene di una petulante e curiosa ragazzina di sedici anni hanno ben pensato di mollarla allo zio licantropo affinchè la sbrani  tenerone per una rifocillante vacanza nel countryside rumeno. Prima di giungere al maniero dello zio, tale signor Kranek, la ragazza incontra degli zingari che le danno un foglietto (evento che non ha la benchè minima rilevanza se non quella di fare della facile retorica sulla discriminazione razziale). Giunta a destinazione scopre che il buon zio ha mandato una lettera ai suoi genitori per dire che non la voleva affatto tra i piedi, ma la lettera non è mai arrivata . La verità è che lo zio è un buono di cuore, ma nasconde un orribile segreto: un giorno un lupo mannaro è entrato dalla finestra (così..) e ha copulato con lui lo ha morso, trasmettendogli la lupomannarite. Da quel giorno in poi, quando sorge la luna piena (e se avrete modo di vedere questa ciofeca noterete che sarà di dimensioni tali che trasformerebbe in licantropo pure don Bosco) il signor Kranek si trasforma in un terribile mostro assetato di sangue con agghiaccianti somiglianze con quello visto ne "La croce dalle sette pietre". La polizia sta nel frattempo indagando riguardo alle orrendi morti violente da cui la tranquilla cittadina è falcidiata, e giunge in casa del signor Kranek giusto nel momento in cui egli confida alla nipote di essere un licantropo, motivo per cui viene arrestato. 
[SPOILER]
non so più cosa scrivere quindi vi spiattello bellamente il finale: gli zingari danno alla ragazza una pistola con dei proiettili d'argento (visto che nessuno ci aveva pensato...) e lei dopo un breve ma noiosissimo ''scontro'' con lo zio lupacchiotto gli spara. fine.
[FINE SPOILER]
Il secondo episodio risulta essere decisamente più lungo rispetto al primo, ma essendo diretto da David Decoteau è anche di una noia mortale e costituito di vuoto cosmico. Tralasciando il fatto che noi ci aspettavamo di vedere Frankenstein combattere contro un lupo mannaro, questo/i film sono una merda gigantesca, carino il primo, un disastro il secondo. Il voto trash è alto anche e soprattutto per la truffa ideata dai produttori.


Se mi è concessa una piccola riflessione, cercherò di tracciare una linea che colleghi entrambi i film tramite elenco, per analizzare ciò che le due produzioni hanno in comune.
A- Ci sono dei mostri
B- Gli zii sono buoni ma hanno dei segreti cattivi (diffidate se vi invitano al pranzo di Natale..)
C- Tutti hanno dei microfoni appesi sul soffitto
D- Tutti odiano le ragazze
E- I titoli di coda

Recensito da Ortnid (Frankenstein); Imrahil (il lupo mannaro)

TRASH 84/100
Noia 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 85/100
Incapacita degli attori 80/100
Presunzione della regia 69/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE:  Ebetesaur versus il coniglio mannaro, due volte


26 gennaio 2011

Il RITORNO DI SCARECROW (aka Scarecrow Gone Wild)

Di Brian Katkin con Matthew Linhradt, Samantha Aisling, Ken Shamrock, USA/2004/Urban Girls Productions

Ancora una volta GXT non tradisce la fiducia che ho sempre riposto in lei, e decide di deliziarmi con niente popo di meno che il “Ritorno di Scarecrow”! Il film é addirittura il terzo episodio di una trilogia (ebbene si sembra impossibile ma ne hanno fatti altri due, ah e stando ad imdb pare siano pure peggiori, incredibile!) legata ad un mostruoso spaventapasseri che massacra i teeneger. In pratica ci viene riproposta il solito classico slasher, solo che a condurre la mattanza di giovinetti invece di esserci un Jason o un Micheal Meyers, c'é uno spaventapasseri.
Lo spaventapasseri in questione ritorna in vita per vendicare lo sfigato della compagnia, che i suoi amici idioti hanno spedito accidentalmente in coma, e così il massacro a inizio. La sceneggiatura é, come potrete immmaginare, di una piattezza imbarazzante ed inoltre il buon Brian Katkin ci mette pure del suo, impiegando fotografia sciatta come poche, temi musicali casuali inseriti in momenti casuali, e per di più pensa bene di girare la seconda parte del film di notte, dove per girata di notte leggasi buio, ergo non si capisce una mazza!
Ma almeno un merito Brian Katkin ce l'ha: in aiuto dei suoi giovani protagonisti fa intervenire il classico coach da film americano, che si rivelerà però essere niente meno che... Ken Shamrock!!! Ebbene si il coach é proprio lui, la leggenda delle arti marziali miste Ken Shamrock. Il buon Ken appena presentatosi ai ragazzi sboroneggia alla grande, racconta che lui ha già affrontato Scarecrow in passato e ha saputo sconfiggerlo, erano i tempi del Pride e lo ha finalizzato due volte. Appena finito di parlare ed ecco che compare lo spaventapasseri! E così via al match del secolo Scarecrow vs Ken Shamrock! Purtroppo gli anni passano per tutti, il povero Ken non é più quello di una volta e lo spaventapasseri sarà pure fatto di stracci e paglia ma non é l'ultimo dei pirla, si guarda bene dal farsi portare a terra, costringe l'avversario a combattere in piedi e lo manda KO alla prima ripresa.
Nonostante questa grave dipartita, il film riesce comunque a mantenersi a buoni livelli di trash con alcune trovate azzeccate, tipo portare lo sfigato in coma in un ospedale, però in uno che é ancora in costruzione (!!!), dove lavora una sola persona (!!!) ovvero il bis cugino della moglie del cognato della protagonista, o con ridicole digressioni sulla nascita dello spaventaparsi del tipo: “Un bambino sarebbe stato ucciso e la sua anima si sarebbe fusa con quella dello spaventapasseri?””Fusa?””Si una specie di metamorfosi.... Lo spaventapasseri ha assunto la personalità del bambino...” si come no un po' come in Dragonball no? F-U-S-I-O-N-E. Non dimentichiamoci poi del finale, dove ci viene mostrare un ipotetica terza legge di Ohm:

SPOILER
Facendo attraversare il corpo di uno sfigato dalla corrente, tramite uso di un defibrillatore, si causa la morte di uno spaventapasseri, e si rende lo sfigato in grado di cedere a sua volta corrente, nonché di cedere l'appena acquisita spaventapasserità (quest'ultimo termine va inteso come il comportarsi come uno spaventapasseri assassino!)
FINE SPOILER

Insomma “Il ritorno di Scarecrow” risulta essere un discreto trashino, che nonostante una trama banale e una regia piatta riesce comunque a regalarci qualche ghignata.

Recensito da: Azaghtoth

VOTI
TRASH 66/100
Noia 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 86/100
Incapacita degli attori 77/100
Presunzione della regia 75/100

14 gennaio 2011

BATS

di Louis Morneau, con Lou Diamond Phillips, Dina Meyer, Bob Gunton. USA/Gotham city/1999.


ATTENZIONE!: Questo film contiene dei celatissimi messaggi subliminali che non sareste sicuramente in grado di comprendere  (se siete dei brontosauri tediosi), anche se ciò potrebbe sconvolgervi inconsciamente tra parentesi vi verrà svelato quale è il significato recondito delle azioni del film, buona lettura sagaci volponi.

La dottoressa Casper è una zoologa con specializzazione in chirotteri e per questo motivo, oltre che reietta dalla società e disoccupata, ha anche come assistente l'abbronzato Sands,  assolutamente inetto a qualsialsi attività fisico-lavorativa nonchè ignorante sui pipistrelli e pavido per natura (chi ama la natura non è amato dalla società).
Quando in un segretissimo esperimento del governo americano fuggono due pipistrelli geneticamente modificati per uccidere (una nuova arma! L'uomo è cattivo) i due vengono chiamati in causa ufficialmente per debellarli ma in realtà per far loro da colazione. 
Questi pipistrelli infatti sono intellligentissimi, astutissimi, fortissimi, cattivissimi e onnivori, anche se a vedere il film pare abbiano una leggera predisposizione per la carne umana piuttosto che per le crocchette di Mais e avena (la natura è buonguistaia).
Una volta giunta sul posto, dopo aver cercato di defilarsi sostenendo che non possono essere pipistrelli (la natura è buona), la dottoressa si rende conto del problema e individua la causa in una voracissima specie di pipistrelli asiatici (con un nome trucissimo tipo i volpotti sbaciucchiosi, la natura è romantica). I
l dottor Swanbeck, molto timidamente invero, spiega lei i diabolici piani del governo e che lui è uno scienziato e quindi è suo dovere studiare lo sviluppo degli animali e ha così deciso di creare una nuova specie di pipistrelli in grado di sopravvivere in ogni dove (l'uomo è malvagio).
Con queste banali motivazioni la Casper con l'aiuto dello sceriffo Kimsey si mette sulle tracce dei topi volanti che nel frattempo hanno seminato morte, distruzione e guano su tutta la popolazione (è l'uomo che provoca la natura!).
Dopo aver spiegato che lei ama i pipistrelli perchè sono indispensabili per la vita dell'uomo in quanto mangiano le zanzare, aiutano la foresta pluviale e fanno da segnalatori ambientali (pensate un po' io non so fare nessuna di queste cose, l'uomo è inutile) e che per nessun  motivo al mondo ne ucciderebbe uno individua tramite il software batshunt 1.0 il loro nido, che è banalmente in una miniera poco lontana.
Adesso, parrà ovvio che l'unica cosa da fare sia chiudere la miniera con l'esplosivo ed è esattamente quello che i militari intendono fare, bombardando l'ingresso (l'uomo è violento).
ASSOLUTAMENTE NO!
E' lapalissiano che sia necessario inserire un refrigeratore gigante nel nido in modo da ibernarli e chiudere poi la miniera, forse, e comunque badando bene di non disturbare troppo i teneri muffetti di pelo (che intanto da 2 sono diventati milioni, la natura non usa metodi contraccettivi).
Lo scienziato pazzo sostiene invece di poter controllare la mente dei pipistrelli avendoli inventati lui e ostacola in tutti i modi l'operato della dottoressa più di quanto già non lo facessero i suoi goffi aiutanti (l'uomo è incapace, l'uomo abbronzato ancora di più).
Il mattino seguente il neo-papà viene sbranato dai pipistrelli che gli dimostrano così tutta la loro riconoscenza (la natura odia chi la vuole modificare), una spedizione dell'esercito viene sterminata mentre cerca di infilare il gigantesco refrigeratore nel nido e la Casper, Sands e Kimsey decidono di andare loro ad accenderlo, il tempo a disposizione è però poco perchè sono in arrivo degli aerei ultrasonici per nuclearizzare l'aerea, per fortuna questi aerei arrivano con incredibile calma visto che il colonnello dà loro un tempo di 62 minuti, probabilmente erano impegnati a nuclerizzare qualche altra parte del mondo (l'uomo è perfidissimo ma è lento).
Mentre Sands sta tranquillamente all'aperto a grattarsi le unghie dei piedi e a fare battutine via radio coi due  la dottoressa e lo sceriffo scendono nella miniera, dopo delle interessantissime spiegazioni di lingua in cui la saputella-chirotterofila ci spiega termini tecnici di oscura comprensione tipo chirottero o guano (l'uomo è ignorante), raggiungono il nido, abbassano la levetta di accensione del refrigeratore e cincischiano clamorosamente nel ritorno facendosi anche assaltare da un pipistrello addormentato, ben presto vengono inseguiti da tutta la colonia, ma con le loro doti di corridori velocissimi in salita, al buio, indossando uno scafandro riescono ad uscire dalla miniera, a far saltare l'ingresso e a ridersela di tutta la vicenda (l'uomo è sadico, la natura talvolta è gnogna).
Filmaccio che racchiude tutte le banalità dei film del genere (Bats, Rats, Cats, Bratz etc.) avvolgendole in un panno di noia e pesantezza estenuante, dei buoni effetti grafico-meccanici diluiti in 90 minuti di grossolanità e umorismo spiccio, dotata di una macchina da presa madre natura avrebbe fatto sicuramente meglio (ma si sa, la natura è perfetta, l'uomo è il più stupido dei bipedi).

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 70/100
Noia: 71/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 65/100
Presunzione della regia: 60/100
Incapacità degli attori: 65/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Rats, Slugs etc.

RATS (aka Killer Rats)

di Tibor Takàcs, con Sara Downing, Bailey Chase, Denise Dowse e Ron Perlman (per l'occasione "Perlam" sulla copertina..). USA/2003/Nu Image

"GNUAAAAURLLL" 
il terrificante verso della matriarca dei ratti

 All'alba del 14 gennaio, ecco la prima recensione del 2011 di pellicole dall'abisso!

Degli addetti delle fogne in canottiera stanno svolgendo il loro ''lavoro'' ed avendo una squisita conversazione su quanto sia buono il parmigiano sulla pasta, quando ad un certo punto si perdono. Controllando su un rotolo di carta da parati, che vorrebbe essere la mappa della rete fognaria, e non riscontrando alcuna affinità con l'ambiente circostante decidono di tirare giù un muro. Fatto il buco uno dei due infila la testa per guardare e... GNUAAAAURLLL.
Nel frattempo la bella Samantah viene condotta per ordine del giudice in un nosocomio pieno di pazzi e di drogati. Il dottore che la prende in cura sarà il dottor Wilson, interpretato dall'ormai celebre attore Ron Perlman (Il nemico alle porte, Il nome della rosa, Hellboy e molti altri), che nonostante sia l'unico interprete di un certo spessore (spessore.. una vera e propria vetta olimpica considerato il film), è stato ulteriormente umiliato dai distributori italiani che sono riusciti a sbagliare a scrivere il suo nome sulla copertina del dvd. Ben presto lo spettatore scoprirà che Samantah in realtà si chiama Jennifer, ed è una giornalista che vuole indagare sui metodi terapeutici usati nell'istituto. Lo si evince anche dal fatto che sia una persona assolutamente normale e che non abbia alcun comportamento strano, ma a nessuno importa. Nonostante il nosocomio sia una rinomata struttura ad altissima sicurezza, i degenti si muovono come meglio credono all'interno, anche perchè le efficacissime e solide porte di contenimento sono tutte rigorosamente aperte. Aggiungiamo a ciò l'insana curiosità tipica dei personaggi di tutti i film dell'orrore e ben presto avremo una fila di malati mentali diretti nello scantinato del nosocomio dove hanno trovato dimora mamma ratto gigante e un sacco di altri topini.

La trama del film è ovviamente scontatissima e la regia abbastanza scolastica, ma tutto sommato il film è godibile, ha un certo ritmo ed è mediamente divertente, diventando a tratti esilarante: ad esempio i tizi della disinfestazione sono innanzitutto dei babbei allucinanti (tanto da lasciar le dita nelle trappole per i topi) ma soprattutto combattono i ratti con dei raggi laser tipo ghostbusters e facendoli esplodere, il tutto con degli effetti che definire patetici sarebbe un complimento. In secondo luogo mamma-ratto è un ratto sopramisura, ma in realtà è grande poco più di un cane da appartamento. Si, proprio quelli che si mettono ad abbaiare per due ore ad alla fine prendi a calci. Peraltro abbaia, se non fosse stata prodotta nella solita merdosissima CGI avrei scommesso fosse il cane del regista. Nulla di particolare per quanto riguarda gli attori, una performance tutto sommato dignitosa per tutti.

Questa pellicola non è una pietra miliare del cinema trash, ma sicuramente è una valida alleata quando si tratta di ravvivare stanche serate nebbiose, come questa, e per farsi quattro risate davanti ad una birra in lattina da pezzente. Consigliato.

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 83/100
Noia: 51/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 76/100
Presunzione della regia: 54/100
Incapacità degli attori: 35/100







SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Bats, Slugs, Frogs.. e le altre migliaia di film che hanno per titolo il nome in inglese di un animale al plurale

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani