BENVENUTI!


Ben arrivati nel nostro blog! Siamo cinque ragazzi con la passione ormai da anni per i b-movies, abbiamo deciso di cimentarci in questo progetto principalmente per nostro personale diletto, ma speriamo anche di essere utili con le nostre recensioni a qualche amante del trash di passaggio.

Saluti.

30 dicembre 2010

L'INVASIONE DEGLI ASTROMOSTRI (aka Kaiju Daisenso)

Di Ishiro Honda. Con Nick Adams, Akira Takarada, Jun Tazaki, Godzilla, Rodan, Ghidora. Giappone/1966

"Guarda Rodan e Godzilla, sembrano quasi risentiti che li abbandoniamo qui..."

Dell'infelice poker di film visionati nella giornata maratona, "L'invasione degli Astromostri", a mio parere, vince a mani basse. Trattasi del classico delirio nipponico di mostri, alieni, invasioni, tsunami, guerre, bordelli, pane, amore e fantasia.
La trama rasenta la follia pura: due astronauti (un giapponese e un americano), vengono spediti in missione sul Pianeta X, da poco scoperto nelle vicinanze di Giove.
I due però appena atterrati, vengono rapiti da dei misteriosi alieni, ovvero dei giapponesi con delle tutine argentate e gli occhiali da sole. Questa razza evoluta di extraterrestri ha un grosso problema: non può vivere sulla superficie perchè un terrificante drago a tre teste di nome Ghidora, infesta il loro pianeta. Dunque pensano bene di chiedere ai terrestri in prestito Godzilla e Rodan, che avranno il compito di uccidere il loro mostro spaziale. In cambio gli alieni promettono di donare alla terra le loro mirabolanti ricerche scientifiche. Dopo un iniziale tentennamento, ma solo perchè i giapponesi sono affezionati ai loro mostri, i due astronauti acccettano e poco dopo gli alieni si troveranno sulla terra con i loro fantastici dischi volanti a prelevare i due mostroni, che ovviamente erano in Giappone a farsi i cazzi loro. Si ritorna dunque sul Pianeta X, dove i nostri astronauti lasceranno le due creature e prenderanno in cambio una scatola d'oro con dentro i segreti medici tanto agognati.
Ma è tutta una truffa! Infatti il nastro alieno contiene solo un perentorio ordine di arresa. Già, questo macchiavelico piano era stato ordito dagli alieni col solo scopo di invadere la terra. A ben vedere è stata una tiritera assolutamente inutile, dato che potevano tranquillamente arrivare sulla terra, svegliare i mostri e distruggere tutto senza che gli umani si accorgessero di niente.
Comunque sia, da qui in poi si scatena, finalmente (dopo più di un'ora di film!), la solita gazzarra made in Japan, con i tre mostri in cooperazione (Godzilla, Rodan il mostro alato e Ghidora) che distruggono tutto, con l'intervento dell'esercito, con la gente che scappa e con lo sviluppo di due o tre sottotrame inutili.
SPOILER
A risolvere la situazione sarà poi ovviamente l'idiota del film che aveva inventato un pulsante che emette un suono fastidiosissimo che è l'unica cosa che sputtana gli alieni. Infatti gli invasori, non sopportando questo terribile rumore (che Mars Attacks abbia preso l'idea da qui???), sono costretti alla resa e anche i due mostri amici giapponesi, non più soggiogati dal potere alieno, si rivoltano e insieme uccidono Ghidora. Ecco diciamo che il grosso lo fa Godzilla, perchè Rodan è veramente una merda e non fa assolutamente un cazzo per tutto il tempo.
FINE SPOILER
Tirando le somme, il film stenta ad ingranare e soffre di un ritmo abbastanza lento (bisogna sempre considerare che è del '66!), ma si fa guardare, soprattutto grazie alla trama delirante e allo spasmodico uso di modellini. La produzione doveva essere così pezzente che hanno deciso di fare modellini per tutto: per i mostri, per le case, per il mare, per le navi, per le macchine, per i carroarmati...persino per gli astronauti che scendono dallo shuttle! Insomma, la gioia di ogni appassionato di modellistica.
Consigliato solo ai patiti dei mostri gommosi.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 73/100
Noia: 81/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 54/100
Incapacità degli attori: 48/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: qualunque film della serie Godzilla & i suoi amici del cuore, un filmato sui modellini.

POST IMPACT - Il giorno dopo

Di Christoph Schrewe, con Dean Cain Joanna Taylor Nigel Bennett Hanns Zischler, GER-USA/2004/Eagle Pictures

A Berlino lo scienziato al soldo degli americani Starndorf e il suo socio Hintz (aimè non Peter) hanno inventato un potentissimo raggio laser comandabile da una satellite chiamato  SolStar 2 in grado di distruggere qualunque cosa nel raggio di 1000 kilometri, non si sa bene per quale ragione questa potentissima arma di distruzione di massa è stata creata per salvare milioni di vite umane; la figlioletta Anna è inspiegabilmente perplessa e pure l'insopportabile portalettere dell'ambasciata statunitense Parker lo è.
Nonostante i complicatissimi calcoli, gli studi balistici, le simulazioni di traiettoria e la consultazione delle tabelline di Ufotto-leprotto un asteroide che sarebbe dovuto passare anni luce dalla terra si scopre puntare dritto alla Germania settentrionale, tra venti minuti.
Grande scompiglio all'ambasciata americana costretta a dover terminare in anticipo il party organizzato proprio da Starndorf, ognuno prende posto su di un aereo per l'evacuazione,  Starndorf decide però di restare tra le lacrime della figlia Anna che invece parte. Parker invece è tranquillamente salito sull'aereo e se ne sta tranquillo seduto quando ad un certo punto gli sovviene che appena cinque minuti prima ha detto alla moglie e alla figlioletta che le avrebbe condotte in salvo con lui, cerca  tardivamente di scendere ma l'aereo sta già partendo ed entra anche in colluttazione con un pelatone maggiore dell'esercito.
Tre anni dopo Parker si ricorda che aveva una famiglia a Berlino e decide di tornare col suo tenero, dolce e totalmente inutile cagnolone a cercarla, per capire se si sono salvate o se si sono trasformate in bastoncini Findus visto che dopo l'esplosione dell'asteroide il clima è decisamente peggiorato in Europa e nevica sempre.
Parallelamente anche l'esercito dei Nuovi Stati Uniti d'America dislocati per l'occasione in Marocco intraprende una missione per capire chi si diverte a maneggiare il SolStar 2 arrostendo impunemente i loro aerei da ricognizione.
Con l'espediente più banale dell'universo (i due si incontrano al mercato, sic!) Parker entra in collaborazione con Anna e insieme al colonnello pelato e alla scienziata Sara (che fa presto scordare allo sbadato Parker che sta andando a cercare moglie e figlia abbandonate tre anni prima, vedasi video a fondo recensione) partono alla volta di Berlino.
Dopo avere chiaramente sbagliato strada (atterrano a Parigi, attraversano Colonia e compare un cartello "Berlino 10 Km"), perso un'unità corazzata, perso parecchi soldati, essere stati costretti a riparare in un tunnel, incontarno un gruppo di persone che vive nella metropolitana di Berlino e che non sono stranamente nè venditori di rose nè controllori dei biglietti calabresi (ovvero la fauna  comune al 90% delle metropolitane del mondo) ma sono solo gente che gli chiede per quale motivo non siano mai venuti a soccorerli nei tre anni precedenti, seguono risposte generiche e vaghe e colpetti di tosse imbarazzati.
Lasciati al loro posto con schifo questi poveretti (e rispondendo indirettamente alla domanda posta qua sopra) il nostro Parker decide oltre al cane inutile di portare con se anche un altro elemento che può sempre essere inutile nel caso di pericolose missioni segrete: una bambinetta piagnucolosa e muta.
Ben presto scoprono che Starndorf aveva creato una piccola comunità in grado di sopravvivere, mentre Hintz si è impossessato del laser per fare probabilmente del bene all'umanità, forse. Starndorf viene ucciso fra le braccia di Anna che prima di morire gli chiede la password per entrare nella stanza del laser, egli risponde con un sentenzioso "Ricorda!".
Sgominata la sonnacchiosa guarnigione a difesa del laser arrivano alla porta, dietro a questa porta a vetri c'è Hintz che spiega loro che vuole usare il raggio laser per distruggere la loro civiltà visto che non sono venuti ad aiutarli dopo la catastrofe ( e in effetti non è che abbia tutti i torti), Anna dopo aver provato qualche password finalmente mangia la foglia e capisce che il padre non intendeva "Ricordati la password che appuntavi sul tuo diario quando avevi 7 anni" ma intendeva proprio, in un tripudio di banalità, la parola "Ricorda".
Entrano e uccidono Hintz dando finalmente una conclusione al film.
NO! Infatti Sara faceva il doppio gioco e vuole usare il laser per distruggere la Mecca visto che gli arabi hanno alzato i prezzi del petrolio essendone aumentato il bisogno (quello che tu chiami ricatto si chiama mercato cara la mia Sara), Parker con tanta tanta ridicolaggine glielo impedisce e lui e Anna ne escono vivi avendo salvato il mondo.
Parker va allora dove c'era la sua vecchia casa, entra e trova un messaggio strappalacrime della moglie che dice che anche se le hanno abbandonate lo ama ma che fa tanto freddo e non sa se sopravviveranno.
Sia la moglie che la figlia sono infatti in modalità Polaretto Dolfin sul letto di casa, Parker piange un po' ma poi decide che tutto sommato una donna vale l'altra e che Anna saprà essere anche meglio della vecchia moglie, almeno finchè non abbandonerà anche lei fra i ghiacci.
Film abbastanza noioso e assurdo, gli attori sono clamorosamente insopportabili, Parker su tutti, si salva veramente poco.


Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH 68/100
Noia 82/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 70/100
Presunzione della regia 70/100
Incapacità degli attori  83/100



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PRISON OF THE DEAD - Prigione di Sangue (aka The Game)

Di David DeCoteau, con Patrick Flood, Jeff Peterson, Sam Page, Kim Ryan e Alicia Arden. USA/2000


"Sutra Sutra palapeliggos sutra stocazzolutos"
Tutti i personaggi ogni 3 secondi su qualsiasi cosa

[ANTEFATTO]
Quella vecchia volpe di Azagthoth ha proposto una follia per oggi: una maratona di film di merda che ci ha occupato praticamente tutta la giornata fino a poco tempo fa'. Ogni componente di pellicole dall'abisso ha scelto un film da vedere e anche un recensore per la suddetta pellicola. A me è stata affibiata questa palla colossale firmata David Decotau, che per l'occasione si firma Victoria Sloan (...). Grazie Azagthoth.

[TRAMA]
Kristof, con la complicità del suo migliore amico (Calvin), organizza un simpatico scherzo ai suoi amici: Calvin fingerà di essere morto e Kristof così avrà l'occasione di riunire la vecchia compagnia in occasione della falsa veglia funebre, che ovviamente si svolgerà nel castello di Dracula. Lo scherzo riesce e tutti ridono. AH AH AH AH. Per movimentare la serata i giovinotti decidono allora di organizzare una seduta spiritica, al fine di evocare uno spirito (a caso, a quanto ho capito) che dicesse loro dove trovare la chiave di Talon che a quanto pare è il desiderio più grande di Kristof. A questa scena segue un vuoto temporale, in quanto mi sono addormentato una decina di minuti. I miei compagni di sventura in ogni caso mi hanno raccontato che facendo la seduta sono state risvegliate tre mostruose creature con gli occhi fiammeggianti che uccidono persone a caso. Il resto del film è un continuo di scene già viste, questi mostri che sgozzano le persone, gente che viene posseduta da spiriti che gli fanno dire "Sutra Sutra" eccetera a gettito continuo.

Fondamentalmente in questo film non succede nulla. Paradossalmente succede meno perfino rispetto ad un normale film di David Decoteau, visto che non vi sono neppure situazioni ambigue/omoerotiche nè ragazzetti in boxer e calzini (ok, uno c'è.. forse il maestro non ha saputo resistere, ma è chiaro che la vicenda non è incentrata su quello). Un cazzo di niente fino alla fine, una vera tortura.
[SPOILER]
Sopravvive solo Kristof che riesce anche a trovare la chiave che andava cercando. Dribla i mostriciattoli 3 o 4 volte, che per l'occasione sono diventati paralitici, li umilia, fa' il tunnel ad uno il sombrero all'altro e prende la chiave dal collo del terzo apre la porta e tutti muoiono. E questa è la fine dei mostri più babbei di sempre.
[FINE SPOILER]
Settantatre dei peggiori minuti della mia vita. Una gran merda di film che strappa pochi sorrisi ed annoia fino a desiderare di prenderlo nel culo piuttosto che proseguire la visione (sarà una tattica di David?).

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH 51/100
Noia 95/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 79/100
Presunzione della regia 20/100
Incapacità degli attori  77/100



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28 dicembre 2010

JOLLY ROGER: IL MASSACRO HA INIZIO (aka Massacre at Cutter's Cove)

Di Gary Jones con Rhett Giles, Tom Nagel, Kristina Korn e Thomas Downey. USA/2005/The Asylum.

"La sai l'ultima sui pirati? ARRH!"
ragazzo simpatico su pirateria

"non avrai la mia testa così facilmente!"
Il sindaco un secondo prima di perdere la testa

Tre coppie di ragazzini sono sulla spiaggia a godersi una splendida serata romantica con tanto di falò e marshmallows. La più arrapata delle tre coppie decide di appartarsi nell'angolo più buio e più fuori mano della spiaggia a pomiciare.... cosa potrebbe succedere ad una coppia in tale situazione in un film horror di serie b? Si, corretto. Essere fatta a pezzi da un'entità malvagia a caso, che per l'occasione è il pirata non morto Jolly Roger (nome decisamente originale, non trovate?). Da questo momento in avanti il film è un tripudio di teste mozzate, squartamenti, mutilazioni che coinvolgerà praticamente tutto il paese, il tutto realizzato con la grafica che permette un budget di 500000 dollari. I ragazzi sopravvisuti al massacro della spiaggia sono ovviamente sospettati di aver compiuto tutto quel casino, e si trovano al centro della più redicola investigazione della storia del cinema, con tanto di fuga dall'ufficio dello sceriffo tramite una porta di cartapesta "nascosta" dietro un armadio. Mi duole ammetterlo, a volte il film stupisce sinceramente per l'entità del massacro e le scelte della regia ma per fortuna la realizzazione di tali scene è talmente scadente da vanificare tutto il buon lavoro della regia. Va' inoltre segnalato che alcune scene sono talmente fuori dal mondo che si può intravedere l'intenzione di produrre apposta un film scanzonato e leggero un po' splatter. Ad ogni modo se paragonato ad un film della Asylum standard, questo Jolly Roger gode di una trama estremamente elaborata e quasi originale: il pirata non-morto è stato risvegliato dal ritrovamento di un antico forziere contenente il suo teschio, ed il mostro non avrà pace fino a quando non avrà mozzato la testa a tutti i discendennti della sua ex-ciurma. Facendo ciò egli potrà saldare il patto col demonio che il pirata aveva fatto e potrà riavere il tuo tèssssooooro. Beh, cosa vi aspettavate? Un capolavoro di introspezione? è pur sempre un film della Asylum..! E come tale non si smentisce.
[SPOILER]
Non avendo la più pallida idea di come far finire il film, il regista attua la seguente strategia: Jolly Roger sta facendo bruttissimo come in tutto il film, ma ad un certo punto Alex, il protagonista, gli va' alle spalle, prende la sua sciabola e gli taglia la testa. Fine. Una tale banalità che ti sorprende.
Non disperate, non è finita qui.. c'è il finale a "sorpresa".
[FINE SPOILER]
E' un film strano. Per certi versi il lavoro del regista è encomiabile e si vede l'intento di fare per davvero un film.. per lo meno, mi sentirei di premiarlo per l'impegno, poi le idee vabè, sono un po' banali, la realizzazione è quella che è. Nelle battute finali è probabile che il regista Gary Jones abbia detto ''ma andate tutti a fare in culo, che cazzo ci faccio qui a fare sta merda, finitevelo voi il film" (motivo per cui nei lunghissimi titoli di testa appaiono due ''directors''?) ed è andata a finire come vi ho raccontato pocanzi. Cercando di fare una media direi che il film è assolutamente ininfluente nel curriculum di uno shithound, è a tratti noioso, a tratti carino, a tratti Asylum, ma le grasse risate si tengono mediamente alla larga. Certo, uno zombie che canta ''15 uomini sulla cassa del morto yohohooo e una bottiglia di rhum" fa' abbastanza ridere. Sopratutto considerando che per l'occasione gli uomini diventano sedici. Così.

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH 71/100
Noia 75/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 87/100
Presunzione della regia 20/100
Incapacità degli attori  67/100


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27 dicembre 2010

H2O - Bagno di sangue (aka Leeches)

Di David Decoteau, con Matthew Twining, Josh Henderson, Stacey Nelson, Alexandra Westmore, Michael Lutz, Tony Carroccio, Charity Rahmer, Maya Parish, Stephen Sowan, Greg Lyczkowski, USA, 2003


Bene, stavolta tocca a me, è il mio turno di recensire un film di Decoteau, è il mio momento di tuffarmi nella filmografia omosessuale e cercare di uscirne indenne.
Perfetto, i calzini li indosso già, tolgo i pantaloni e resto in boxer, via anche la maglietta, giro la foto di Tramezzani che ho affianco al pc, applico un bollino adesivo su quella della mia ragazza appesa al muro, mi mancano gli addominali scolpiti ma credo che andrò bene per cimentarmi nel campo di Azagthoth, apro anche una pagina youtube e digito "musica da discoteca", mi fa schifo ma è immancabile per entrare nella psicologia  Decoteau.
Allora, eccoci al dunque, un film pienamente Decoteau, con mandrie di giovini in boxer e calzini, delle flashate ripetute, competizione e poco pericolosi gonfiotti neri, spacciati per sanguisughe.
Il film è ambientato nel college di Lakecrest (che peraltro esiste davvero) che sorge su di un lago, protagonisti un gruppo di effemminati atleti che si allenano per i campionati di nuoto, c'è il figaccione bravissimo che se la tira e la lumaca d'acqua che per vincere decide di assumere steroidi e ormoni in quantità industriale.
Ne assume talmente tanti che un giorno dopo un bagno nel sopracitato laghetto gli si attacca una sanguisuga che si porta a spasso aulla schiena senza che nessuno se ne accorga, quando se ne accorge e la toglie è troppo tardi. Il simpatico animaletto parassitario ha pensato bene di succhiargli via non solo sangue ma soprattutto tutti gli steroidi che aveva in corpo, così lui resta una segaccia del nuoto ma la sanguisuga diventa maxi.
Naturalmente l'animaletto non usa le sostanze per farsi bello con gli amici o vincere le gare di nuoto per sanguisughe ma cresce (nemmeno troppo a dire il vero) e acquisisce la capacità di mangiarsi interamente le prede, tende ridicoli agguati nelle docce (e dove sennò in un film di Decoteau!) agli sfortunati atleti che con goffa verve non resistono al simpatico insettino in gomma plasticosa.
Altre vittime le fa a poco vestiti giovani sdraiati (o legati!) al letto della propia camera, nel frattempo alla già noiosa trama delle sanguisughe assassine si aggiunge la storia dello spacciatore di steroidi che scoperto uccide il coach e alla fine del film perirà nell'esplosione elettrica che arrostisce le sanguisughe.
Interessante come nella locandina compaia una donna, davanti a quattro decotaeu-boys, ma niente paura, difatti David ci spiega subito con l'immagine di sfondo quale sia il ruolo per queste figure nei suoi film.
Insomma, come i più sagaci di voi avranno capito, è un film-manifesto di Decoteau, una buona visione per gli appassionati del genere, una clamorosa schifezza per il resto del genere umano, me compreso.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH 83/100
Noia 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 87/100
Presunzione della regia 88/100
Incapacità degli attori  75/100


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25 dicembre 2010

Buon Natale!

Cosa vi ha portato Babbo Natale? una nuova macchina? una busta con tanti soldini? Un film di David Decoteau con la partecipazione di Bruno Mattei e prodotto dalla Asylum? Beh, a noi ha portato una nuova shithound. Pellicole dall'Abisso è orgogliosa di presentervi Leotorda, la voce femminile della redazione, che da poco è entrata nel magico mondo delle recensioni.. Si è sempre prodigata nella ricerca di filmacci di merda da consigliarci e finalmente è scesa in campo assieme a noi sfidando la timidezza.. fatele un caloroso benvenuto ed un in bocca al lupo!

Un saluto con i più sentiti auguri di buon Natale,
 La redazione

SHOCKWAVE - L’Attacco dei Droidi (aka AI assault)

Di Jim Wynorski, con Joe Lando, Lisa LoCicero, Joshua Cox e la preziosissima partecipazione di Paul Logan. USA/ 2006/ Cinetel.

«Come facciamo a fermarli?»
«Lei per caso non ha una bomba nucleare con sè?»
«Ah...no, l’ho lasciata a casa»

Personaggi iniziali che verranno giustamente polverizzati in seguito a questa battuta.


Tutto ha inizio quando dei capacissimi scienziati costruiscono una potente macchina da guerra: dei dolcissimi granchietti-robot. Questi sono dotati delle più disparate armi oltre che d’intelligenza propria, capaci quindi di ribaltare l’esito di ogni battaglia a proprio vantaggio. Durante il loro trasporto aereo però i mostri meccanici si attivano, impazziscono e fanno precipitare il velivolo su un’isola deserta; sarà compito di una squadra di soldati incompetenti trovare e recuperare i tenerissimi granchi.

I robot in questione sono davvero temibili, infatti hanno in dotazione armi a caso, come cerchi rotanti, raggi laser, mucche volanti, dvd de “Il mondo di Patty” e cose così, inoltre possono neutralizzare il nemico usando i loro occhioni da cerbiatta, correndo in modo buffo o improvvisando teneri balletti con l’aiuto delle braccine di scorta.

[SPOILER]
Dopo un’intro completamente inutile e un cambio di scena discutibile (cosa che caratterizzerà l’intero film) ci troviamo su un aereo dove mezzo cast di Star Trek travestito da scienziati pezzenti sta viaggiando con un carico top secret. Ovviamente cosa potrà mai essere se non una coppia di allegri granchietti, legati con del filo interdentale? Basta infatti un’occhiata tenera a passeggeri e pilota e l’aereo precipita su di un’isola.
Per trovare e disattivare le nuove armi di distruzione viene ingaggiata una squadra di soldati la cui specialità è rotolare a terra senza motivo e non saper centrare una balena da un metro di distanza. Per badare che tutti usino forbici dalla punta arrotondata, la spedizione è guidata da una dottoressa che teoricamente dovrebbe capirci qualcosa, ma anche no. Il suo utile contributo intellettuale si limiterà infatti nel ripetere “non è possibile”, “non ne ho idea”, “chi sono io?”, “attento con quelle forbici” etc
Intanto su una nave da crociera tre rapinatori mettono a segno un colpaccio, uccidono una persona a caso nell’indifferenza generale e scappano in elicottero, sotto una tempesta, con l’aiuto di un pilota a dir poco insopportabile.
A causa del maltempo sono però costretti ad atterrare su un’isola apparentemente deserta (scena che potete trovare identica in tutti i film di Wynorski), dove naturalmente i mostri con gli occhioni hanno fatto coppia fissa, messo su casa e si preparano a partire per il viaggio di nozze recuperando pezzi di ricambio dall’aereo ed ora anche dall’elicottero; come faranno a scappare su dei mezzi che sono un loro terzo rimarrà per sempre un mistero.

Ladri ed esercito si incontrano, personaggi a caso muoiono, le donne piangono e si disperano, il pilota fa battute a raffica; in tutto ciò i nostri eroi riescono ad uccidere una delle macchine, ora i tre fortunati superstiti devono solo pensare ad un piano per distruggere la seconda.
Visto che hanno tempo da perdere e l’isola verrà distrutta nell’arco delle due ore successive, i sopravvissuti si mettono a cazzeggiare in cerchio attorno al fuoco; la dottoressa ribadisce fortemente il suo essere inutile, il pilota è in attesa che qualcuno gli faccia una domanda solo per rispondere con la sua amabile ironia, il maggiore gioca con le forbici dalla punta arrotondata quando...ecco! Gli viene un’idea geniale!
Il piano è ovviamente uno dei più ridicoli della storia, le probabilità che riesca sono nulle...ma loro ce la fanno lo stesso.
Dato che è in arrivo un temporale ed essendo il robot metallico, perchè non usare i fulmini per annientarlo? Però per essere certi che venga colpito da un fulmine, oltre che stare in una zona molto alta, sarebbe comodo se avesse un’antenna gigante in testa, non è forse ovvio?
I tre allora fanno apparire del C4 dal nulla, attirano il mostro sotto un’antenna abbandonata, glie la fanno crollare in testa e proprio a quel punto un fulmine ne colpisce la punta, distruggendo definitivamente il tenero nemico. Già.
Non resta che scappare dall’isola facendo battutine.
[FINE SPOILER]

Un film come tanti del genere; la recitazione (non certo aiutata dal doppiaggio a dir poco elementare) e gli effetti speciali sono ridicoli, i mostri suscitano tenerezza, nulla nella storia viene spiegato, rimane solo quell’alone di mistero che ti fa pensare che, in realtà, nemmeno chi ha scritto la scenografia sappia come giustificare gli avvenimenti. Proprio per questi motivi la visione è piuttosto piacevole, specialmente per chi vuole farsi quattro risate in compagnia.

Recensito da: Leotorda


VOTI
TRASH 80/100
Noia 46/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 83/100
Presunzione della regia 34/100
Incapacità degli attori 85/100


Se ti piace guarda anche: un film a caso con Paul Logan.

18 dicembre 2010

WARBIRDS - L'ISOLA DELLA PAURA

Di Kevin Gendreau, con Jamie Elle Mann, Brian Krause, Tohoru Masamune, Lucy Faust, David Jensen, Gizza Elizondo, Stephanie Honore, Henry Ku, Jon McCarthy, Marel Medina, Caleb Michaelson, USA, 2008

Siamo in piena guerra mondiale, nel Pacifico si fronteggiano l'esercito giapponese e quello americano. In un'isola dalla nulla rilevanza strategica l'esercito giapponese (forse lì in gita) trova delle uova di pterodatilo in una caverna che naturalmente si dischiudono dando vita a centinaia di mostri preistorici alati che in poco tempo decimano la guarnigione nipponica.
Dalla'altra parte dello schieramento l'esercito americano nomina un gruppo di soldati scelti (scelti a caso però) per una missione segreta, segretissima, devono portare qualcosa di grosso e importante dall'altra parte dell'oceano, in Giappone, vi lascerò sulle spine fino alla fine ma sappiate che inizia per Bomba e finisce per H, se volete rovinarvi la sorpresa leggete subito in fondo alla recensione.
Insomma questo manipolo di goffi figurini formato da un numero elevato di donne assolutamente dalle identiche fattezze, tra cui la fragile Vanessa (per gli amici Uzzy) ma anche la autoritaria Ruzzy e la scherzosa Puzzy, il colonnello Brutton, il soldato Pelaton e un paio di altre donne è incaricato della missione. Il quartier generale confida infatti sulla loro efficacia e la loro determinatezza nonchè sull'esperienza delle donne, collaudatrici ufficiali dell'esercito, per risolvere in poco tempo questa fondamentale missione.
Difatti in pochissimo tempo per un banale temporale e tra mille cincischiamenti (di cui ne fa le spese la comparsa Guzzy) riescono a precipitare sull'isola dei giapponesi sopracitati.
In breve tempo i glamour e pettinati protagonisti si accorgono della presenza sgradita dei mostri volanti, en passant catturano anche un gruppetto di giapponesi che vengono rinchiusi in una impenetrabile capanna di canne di bambù.
Una tenera storia d'amore inizia fra un soldato e Vanessa (per gli amici Uzzy), passano il tempo così, insubordinando a qualsialsi ordine del colonnello e osservando le bestie alate, nonchè facendo passare del tempo nel timer del lettore dell'ignaro spettatore.
Provano anche talvolta a fuggire, usando gli Zero giapponesi trovati lì, in una di queste fughe Vanessa (per gli amici Uzzy) viene abbattuta da uno pterodattilo mentre la sua guardaspalle Muzzy si lima le unghie.
Nella loro prigionia nella cella di burro i sagacissimi giapponesi capiscono che gli americani dovevano trasportare qualcosa di importante, usando uno stratagemma alquanto ridicolo (del tipo, "aiuto! Kohiro sta male, ha mal di pancia, andate tutti a vede cosa ha!") il loro capo riesce ad entrare nell'aereo e si accorge che trasportavano una bomba H, scoperto dal colonnello gli vengono ripetutamente tirate le orecchie e viene invitato a non farlo mai più.
Quando più avanti, secondo l'infallibile piano del dividiamoci-e-affrontiamo-il-nemico-singolarmente-e-a-mani-nude, i giapponesi fanno prigioniera una soldatina (forse Duzzy) e denunciano il colonnello di volere compiere un genocidio inumano, la autoritaria Ruzzy si accorge del terribile piano che devono eseguire e dopo una patetica riflessione sull'inumanità dell'operazione decide che tutto sommato anche tornare a casa a mettersi il rossetto è importante e che se moriranno centinaia di migliaia di giapponesi forse lei allora potrà persino permettersi una nuova acconciatura.
I giapponesi vengono uccisi, gli americani ripartono con il loro aereo (miracolosamente tornato a posto) e due Zero giapponesi guidati da Fuzzy e Wuzzy.
Uno Zero viene abbattuto, nella fuga uno pterodattilo entra nell'aereo, dove c'è la bomba, il colonnello decide allora di sganciare la bomba tirando l'apposita cordicella sagncia-bomba-atomica, (proprio la stessa che penzola dallo sciacquone di casa vostra) e di cadere anche lui chissà dove.
Mentre i mostri (e chi c'era sotto)sono arrostiti dalla deflagrazione della bomba, Ruzzy può volarsene a casa, del resto aveva finito lo smalto per le unghie.
Una bella porcata targata Asylum era da un po' che mancava, forse un dei prodotti peggiori della non rinomata casa di produzione, colpisce in particolar modo lo spettatore la sottilezza e la ricercatezza degli stratagemmi atti a far proseguire la scena, riescono ad essere sempre scontati e irreali. La grafica è tipica dell'Asylum che si diletta qui addirittura con aerei e pterodattili, la prossima volta chissà forse pastelli colorati  cannibali e asparagi giganti. Magari.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH 85/100
Noia 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 80/100
Presunzione della regia -1/100
Incapacità degli attori 88/100
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17 dicembre 2010

PARANORMAL ENTITY

Di Oren Pel... Ops volevo dire di Shane Van Dyke con Erin Marie Hogan, Shane Van Dyke, Fia Perrera USA/2009/The Asylum

Senza vergogna. Quelli della Asylum rinunciano a qualsiasi parvenza di pudore gli fosse rimasta e decidono, sull'onda del successo di Paranormal Activity, di realizzare questo Paranormal Entity che in quanto a plagi spudorati farebbe impallidire persino il buon Bruno Mattei. Infatti non solo il titolo richiama in maniera evidente la pellicola di Oren Peli, ma tutto lo svolgimento del film non é altro che uno squallido copia/incolla. Quindi abbiamo il nostro allegro spiritello che sbatte le porte, che scopre la gente nel sonno, ogni tanto possiede qualcuno, si nasconde in soffitta, lascia orme in giro, tutto esattamente come nell'originale. Addirittura la protagonista femminile é molto simile fisicamente a quella di Paranormal Activity e l'atteggiamento del protagonista maschile é analogo a quello della sua controparte nella versione mainstream. L'unica piccola differenza é che qui lo spirito é decisamente più cattivo, infatti ricorre al crudele stratagemma dello scherzo telefonico per terrorizzare gli inquilini della casa... Capito che perfidia?
Tutto sommato é un peccato che il tutto sia stato realizzato in maniera così sciatta, l'Asylum si é lasciata sfuggire l'occasione d'oro di far meglio della versione originale, infatti a differenza di altre occasioni il budget necessario era sicuramente alla portata anche delle loro miserabili tasche, ma sopratutto, aldilà del successco di pubblico, l'originale era già di suo una cacatella e far di meglio non era poi così difficile...
Va beh dai amici dell'Asylum non abbattevi troppo, provate a chiedere un parere a Spielberg la prossima volta, magari vi va meglio...

Recensito da: Azagthoth

VOTI
TRASH 63/100
Noia 83/100
Ridicolaggine degli effetti speciali np
Presunzione della regia 30/100
Incapacità degli attori 79/100


Se ti piace guarda anche: Paranormal Activity 1 e 2 (ma lasciati dire che non stai bene)

16 dicembre 2010

GIOVANI VAMPIRE (aka The Sisterhood)

Di David Decoteau con Barbara Crampton, Jennifer Holland, Michelle Borth USA/2004/Regent Entertainment

Un David Decoteau in bolletta o obbligato da un qualche contratto capestro é costretto a girare questo “The Sisterhood”, che altro non é che un remake in chiave femminile del suo seminale “The Brotherhood”. Quindi invece della solita fratellanza abbiamo la sorellanza (beta alfa tau, cioé “bat” della serie ma che saranno forse vampiri?), invece dei due rivali Chris e Devon, abbiamo Christine e Devin, per il resto invece lo svolgimento é identico a quello di un qualsiasi film del maestro canadase. Quindi apriamo le danze con il solito incipit che prevede la morte della traditrice della confraternita, poi a seguire il tentativo della capa della sorellanza di attrarre a se la candida protagonista, che apre al solito finale mal realizzato, il tutto in un deliro di flashate bianche musica zarra ed insensati flashback.
Cercando di fare un discorso specifico, che esuli dalle altre pellicole decoteauniane, impresa non semplice, questo “Giovani Vampire” (complimenti tra l'altro ai distributori italiani per il titolo...) può innanzitutto vantare un livello recitazione che definire osceno sarebbe riduttivo, con delle espressioni appena abbozzate dalle protagoniste che riescono a far impallidire persino l'abituale controparte maschile dei film di David. Il film inoltre può vantare un comparto di effetti speciali di prim'ordine e in generale una messa in scena pezzente come poche, con tanto di residence alla buona spacciato per un'università di eccellenza e lezioni di psicologia che cominciano parlando di "streghe" e di "stregoneria" con alunni che se le ascoltano a torso nudo ed altre amenità simili. Ma soprattutto é Decoteau a mostrarci ancora una volta tutto il suo valore, anche in un contesto come questo, che dovrebbe, in teoria, penalizzarlo: come non apprezzare la profonda metamorfosi a cui viene sottoposto il secchione sfigato dalla perfida Devin? In pratica passa dall'andare in giro con occhialoni spessi, capelli spettinati e camicia di flanella, all'atteggiarsi a bel tenebroso con capello ingellato, occhiale da sole, camicia aperta fino all'inguine e petto depilato. E non mi venite a parlare di luoghi comuni eh?!
Ma soprattutto é la comparsa di due ragazzi in boxer, ciascuno con una rosa in mano a lasciare di stucco, a tal proposito non so voi, ma io la scena me la vedo già:
“Presto David dobbiamo finire il film siamo già al quarto giorno di riprese! Domani dobbiamo sbaraccare presto!”
“Uff, basta sono stufo o mi ci fate mettere un ragazzo in boxer o io questo film non lo faccio più!”
“Ma te lo abbiamo già spiegato mille volte David! Questa é la sorellanza, non la fratellanza, i ragazzi in boxer che ci azzeccano?!”
“Allora io questo film non lo voglio fare più! Finitevelo voi il VOSTRO film!”
“Oddio... Va bene hai vinto, mettici sto ragazzo in boxer...”
“Si però uno non basta, ne voglio due... E ciascuno con una rosa in mano!”
“Una rosa in mano!!! Ma che c'entra?”
“O la rosa o niente!”
“D'accordo, d'accordo”
E ragazzi in boxer e rose in mano furono...

Recensito da: Azagthoth

VOTI
TRASH 91/100
Noia 67/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 81/100
Presunzione della regia 70/100
Incapacità degli attori 90/100


Se ti piace guarda anche: mi spiace ma questo é un unicum assoluto

9 dicembre 2010

8MM - Delitto a luci rosse



Di Joel Schumacher con Nicholas Cage, Joaquin Phoenix, James Gandolfini. USA/1999/Columbia Pictures Corporation

Questa recensione vuole essere riparatrice nei confronti di tutti i b-movies sbeffaggiati in questo blog. Infatti qualcuno un giorno potrebbe dire a me e ai miei compagni d'avventura: “Troppo facile così! Sbeffeggiate solo quei poveracci di Mattei, Decoteau, Andolfi, Lucchetti, che si fanno film di merda, ma alla fine li fanno con due lire, mentre lasciate in pace i pesci grossi, quelli che nonostante un budget milionario non riescono a produrre altro che stronzate!”. Ma le cose non stanno così! Noi di Pellicole dall'Abisso non guardiamo in faccia a nessuno, e quindi ecco a voi la recensione del trashissimo 8MM di Joel Schumacher con protagonista Mr Nicholas Cage.
Un investigatore (Nicholas Cage) viene assunto da una facoltosa vecchia signora, appena rimasta vedova, la quale ha scoperto tra le carte riservate del defunto marito un filmino snuff, in cui una giovane ragazza viene uccisa a coltellate. Compito di Cage é scoprire se il filmino é autentico, cioé se la ragazza é stata realmente uccisa, e che fine abbia fatto la ragazza.
Questo film, uscito nel 1999, giunge in un momento cruciale della carriera della premiata coppia Schumacher-Cage, Joel doveva riguadagnare un briciolo di dignità dopo aver girato i suoi due abominevoli Batman, Nicholas aveva deciso di abbandonare la parte dell'action hero capace solo di pronunciare one liner per dimostrare al mondo di essere un gran attore. Il risultato per entrambi é stato un buco nell'acqua clamoroso.
Nicholas Cage é semplicemente pessimo, monoespressivo ed ingessato fino all'inverosimile, riesce a non essere mai convincente per tutta la durata della pellicola, non lo é quando recita la parte dello sbirro avvezzo ad ogni esperienza, ne quando cerca di spacciarsi per appassionato di porno, ne quando recita la parte del padre di famiglia in ansia per i propri familiari, ne in qualsiasi altra circostanza. Sicuramente la sua recitazione é più contenuta rispetto alla sua esilarante performance in “Omicidio in diretta”, dove si dimenava come un tarantolato, ma lì c'era probabilmente di mezzo lo zampino di suo zio, Francis Ford Coppola (peraltro, mica l'ultimo degli stronzi, sarà un caso che Cage é diventato un attore di sucesso?) che gli avrà detto: “Dai Nic non te ne stare così come uno stoccaffiso, fai smorfie, gesticola, i grandi attori non se ne stanno lì fermi, datti una mossa”; ma comunque il risultato finale rimane veramente ridicolo. Cito solo uno dei suoi saggi di recitazione presenti nella pellicola:

SPOILER
Come quando per trovare il coraggio di uccidere uno dei responsabili della morte della ragazza (che abbiamo appena scoperto essere stata effettivamente uccisa durante la realizzazione del filmato), telefona alla madre di quest'ultima dando inizio ad una conversazione del tipo “Vuole sapere che fine a fatto veramente sua figlia?” “Ma certo” ”E' morta!” “Nooooooo” “La prego mi dica che le manca tanto!” “Siiiiiiii!” “E che soffre molto!” “Siiiiii!” e via dicendo. Così dopo il doppio pianto di rito, trova il coraggio per andare ad aprire la testa del cattivo a mazzate.
Tra l'altro, piccolo inciso, la cara mammina se ne era sbattuta bellamente le palle del fatto che la figlia fosse scomparsa anni prima, e se si era interessata recentemente alla vicenda, era solo perché era mossa dalla speranza di ruscire a tacchinare Nicholas Cage (impossibile stabilire dall'espressioni di quest'ultimo se gradisse il corteggiamento o no), quindi presentarla come mamma disperata per la sorte della figlia non solo é poco credibile ma é pure ipocrita.
FINE SPOILER

Ad aiutare il buon Nicholas non contribuisce nemmeno un plot, che oltre essere decisamente implausible, ci propina personaggi di una monodimensionalità irritante, in pratica esistono i buoni che dicono: “si lo so faccio parte di uno sporco mondo, ma é tutta colpa di sfortunate circostanze se ci sono finito, e non lo approvano, e se potessi farei volentieri a meno di farne parte, ma proprio non posso, sob”, e i cattivi che invece baldanzosi dicono: “Sisisi lo so sono tanto depravato, e a quella troietta gli abbiamo fatto proprio la festa ahahahah... e siamo anche paraculati e la giustizia non ci può toccare ahahahah... e neanche tu Nicholas Cage puoi farci niente, perché sei una femminuccia senza palle ahahahah!” tutto ciò mentre sono legati e Nicholas Cage li minaccia con una pistola, perché ovviamente se uno é cattivo é pure coglione.
Ma a mettere la pietra tombale sul film ci pensa il buon Joel Schumacher, il quale giustamente avrà pensato: “voglio fare un film serio, allora sai che faccio? Ci metto la morale, perché nei film seri ci sta sempre una morale” e quindi:

SPOILER
Nicholas Cage rintraccia finalmente il protagonista dello snuff e dopo una collutazione gli strappa la maschera, e si trova di fronte una persona con una faccia normalissima, al che lo guarda con un'espressione che vorrebbe essere stupita, e il cattivone, di conseguenza, ribatte: “Cosa ti aspettavi di vedere? Un mostro?” Ohohohohoh! Ma come siamo profondi Joel! Caspita al tuo confronto una pozza che si forma su un tratto di asfalto drenante nuovo di zecca é la Fossa delle Marianne, ma complimenti...
FINE SPOILER

Non lasciatevi ingannare dalla confezione hollywoodiana e dai nomi altisonanti impegnati nella realizzazione, “8MM” é trash allo stato puro!

Recensito da: Azagthoth

VOTI:
TRASH 74/100
Noia 64/100
Ridicolaggine degli effetti speciali np
Presunzione della regia 94/100
Incapacità degli attori 79/100


8 dicembre 2010

2012: SUPERNOVA

Di Anthony Fankhauser, con Brian Krause, Heather McComb, Najarra Townsend ed altre nullità. USA/2009/The Asylum

"tempo scorre."
"Tempus fugit" secondo i doppiatori italiani.

"non ce la faremo mai!" 
Ragazzina rompicazzo riguardo il passaggio attraverso due macchine che stanno facendo manovra a 8 metri di distanza tra loro

Kelvin, uno scenziato del distaccamento NASA di Pessano con Bornago, è a conoscenza di un cataclisma che minaccia di trasformare la terra in un "deserto radioattivo" (cit): l'esplosione di una vicina supernova ha sprigionato una tempesta di raggi gamma che colpirà la terra trasformandola inevitabilmente in negativo. Il problema è che pensava di avere molto più tempo, essendosi affidato a due studiosi comunisti totalmente inetti. 
Ennesimo polpettone poverissimo made in Asylum, con tre attori insopportabili, trama noiosissima e scontata ed effetti speciali patetici sulla falsariga del blockbuster (?!) "2012: Doomsday". La mia recensione potrebbe anche concludersi qui. Se avete familiarità con Asylum avete già capito tutto, per tutti gli altri cercherò di tirar fuori qualcosa di un po' più definito da questa insignificante pellicola. Dunque, per prima cosa i personaggi. Kelvin purtroppo è sposato e, non pago, ha pure una figlia: la madre è la classica rompicoglioni saccente che pensa di avere in mano la situazione, la figlia è il personaggio inutile che non sa fare nulla, urla e ogni 5 secondi cade in depressione e dice ''moriremo tutti!" "non ce la faremo mai" "aaaaah". Sempre. Anche quando la mamma parcheggia. Gli scienziati: un russo pelato e una cinese strafiga che ovviamente è un'infiltrata e vuole sabotare la missione. Ora, perchè? La Cina è favorevole alla distruzione del mondo? Boh, evidentemente si.. forse voleva impedire lo svolgimento del piano assolutamente folle escogitato dal dottor Stocazzo per difendere il mondo dai raggi gamma: "facciamo esplodere millemila missili nucleari nella magnetosfera in modo da creare uno scudo radioattivo! dai che figata facciamolo! però è troppo facile usare i missili intercontinentali, portiamoli su uno ad uno con lo space shuttle al costo di millantamila dollari a traversata! così se per puro caso il mondo sarà salvo almeno sarà devastato dalla crisi economica!". Tralasciamo il fatto che le parti in cui compare lo shuttle sono chiaramente ingiallite immagini di repertorio e che le tute spaziali sono in realtà delle salopet da meccanico.
[SPOILER]
Lodevole il finale alla Armageddon, con il dottore che si esibisce in un monologo "strappalacrime" in videoconferenza con il suo tirapiedi, nel quale il protagonista fa' intendere di volersi sacrificare per il pianeta, peraltro senza motivo, salvo poi tornare sulla terra, probabilmente a piedi, nello stupore generale (oooooh). Il film lascia non poche domande a cui il dottor Kelvin cerca di rispondere in maniera a dir poco approssimativa e confusionale nel suo discorso finale fuoricampo. 
[FINE SPOILER]

Un film patetico ed insignificante, fatto col culo, poco brillante, scontato e girato da un incapace.. insomma, un buon prodotto Asylum.

P.S: superfluo dire che il 2012 non centra un cazzo ed è lì solo per creare il parallelismo con la controparte famosa di questo schifo.

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 67/100
Noia: 85/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 75/100
Presunzione della regia: 23/100
Incompetenza degli attori: 79/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: perchè vedere un altro film del genere? vai a troie..

5 dicembre 2010

RODAN IL MOSTRO ALATO

Di Ishirô Honda, con Kenji Sahara, Yumi Shirakawa, Akihiko Hirata. Giappone/ 1956

"Comandante, Rodan va circa al doppio della nostra velocità....lo abbiamo colpito, ha dimezzato la velocità... si adesso che lo abbiamo colpito ha diminuito di circa un terzo la sua velocità.... è  troppo veloce non lo raggiungeremo mai"
Pilota giapponese rimandato quattro volte in matematica all'inseguimento di Rodan 


Rodan, il mostro con le ali (ma potrebbe anche intitolarsi: Rodan, il mostro che si faceva bellamente i cazzi suoi), è uno dei tanti, tantissimi e troppi mostri della filmografia giapponese anni 50-80.
Come sempre accade in questi film la denuncia è chiaramente contro la bomba atomica e le conseguenze delle radiazioni "che hanno svegliato e ingigantito questo mostro preistorico, rendendolo alto centinaia di metri", ma anche inaspettatamente contro il riscaldamento globale e (meno inaspettatamente) contro la crudeltà umana nei confrontoi della natura.
TRAMA
La storia inizia con l'allagamento di una miniera da cui fuoriescono delle sorte di bruchi giganti chiamati Meganulon, per il riconoscimento lo scienziato tira fuori nientepopodimeno che un album Panini dei mostri preistorici e indicando un disegno fatto forse da lui identifica con chiarezza Meganulon e successivamente Rodan, questo fra le angosce disperate dei colonnelli giapponesi che esclamano frasi disperate come "ma è orribile e disgustoso" piuttosto che "è un mostro alato" (forse avevano già visto il film).
I bruchi escono dalla miniera e, aiutati anche dalla loro folle velocità di 8 metri al minuto, assaltano il villaggio dei minatori seminando morte e distruzione, ma anche ilarità e ridicolaggine.
Questo però non centra  niente con Rodan, i bruchi se ne tornano nella miniera da dove non usciranno più per tutto il film, esce invece Rodan, a riposo nel suo uovo da mille milioni di anni.
Rodan di per se è assolutamente innocuo, non si cura di spargere terrore nè di attaccare l'uomo , semplicemente svolazza qua e la, forse è anche buono e ha pure una fidanzata spuntata non si sa da dove.
Sarebbe proprio il mostro alato da sposare se non fosse che Rodan ha un terribile problema sociale: ogniqualvolta vola crea dei vortici con le ali che distruggono tutto ciò che c'è sotto, un grosso problema per un mostro alato perbene che vuole entrare in società.
L'insensibile esercito giapponese decide allora di snidarlo e ucciderlo, aiutati anche dalla dabbenaggine del mostro e consorte che creano il loro nido sopra un vulcano spento, lo bombardano di missili mentre è presumibilmente in pantofole e sedia a dondolo nella sua tana. Rodan prende fuoco a causa dell'eruzione del vulcano e anche la compagna nel tentativo di salvarlo perisce tra le fiamme, da buon film giapponese l'esercito non festeggia la distruzione del  mostro ma anzi si commuove nel vedere la scena.
Il film, considerando l'anno, è in realtà fatto molto bene; gli effetti speciali, stendendo un velo pietoso sui Meganulon, sono veramente sorprendenti, in special modo la serie infinita di modellini di case, stazioni, ferrovie, ponti che vengono distrutte per esigenze di copione. 
Spiace inserire questa pellicola fra i film trash, ma siamo nel 2010 ed è doveroso, tuttavia come direbbe l'incoerente ingegnere della miniera : io mi dissocio dal mio pensiero.

Recensito da Ortnid

VOTI
TRASH: 65/100
Noia: 75/100 (5 punti in più per i titoli di testa)
Ridicolaggine degli effetti speciali: 65/100
Presunzione della regia: 65/100
Incompetenza degli attori: 65/100



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Per intenditori, questo film fa parte del cofanetto "Rodan, Monster collection" che comprende anche "L'invasione degli astromostri" e "Gli eredi di King Kong"

2 dicembre 2010

GODZILLA CONTRO I ROBOT (aka Gojira tai Mekagojira)

Di Jun Fukuda, con Masaaki Daimon, Kazuya Aoyama, Reiko Tajima. Giappone/1974

Ad Okinawa una profezia dice che un giorno un immenso mostro arriverà e distruggerà la terra, che sarà però salvata da altri due mostri. Tutto sembra avverarsi quando Godzilla arriva e comincia a fare strage...ma che succede? Arriva un altro Godzilla e si affrontanto! Infatti il primo mostrone non è altro che un gigantesco robot dalle sembianze del nostro mostro giapponese preferito, costruito da degli “esseri spaziali”.

Come avrete capito si tratta del classico delirio nipponico con protagonisti mostri gommosi simil-pokemon e dei robot simil-Gundam. E ci si fa anche delle grasse risate perchè gli effetti speciali sono a dir poco ridicoli, la trama è idiota e superflua, i protagonisti umani sono inutili e indistinguibili.
All'inizio ci si chiede come possano entrarci dei robot in tutto ciò...infatti sulle prime arriva Godzilla, cosa che per i giapponesi è assolutamente normale se non piacevole: “Arriva Godzilla!” dicono col sorriso sulle labbra e già pronti a divertirsi.
Sarà che saranno passati vent'anni dal suo primo arrivo (questo film infatti non è che il tredicesimo sequel dell'originale “Godzilla” del 1954), ma ormai Gojira è considerato buono. E infatti quando inizia a distruggere un bel modellino di un palazzo e attacca il suo vecchio amico Angilas (una specie di triceratopo sepolto nelle sabbie) tutti si sorprendono.
Ma ecco che tutto si spiega, infatti si tratta di un robot dalle sembianze di Godzilla, progettato da un gruppo di essere spaziali, cioè dei giapponesi con le tute argentate e che quando muoiono si trasfomano in scimmie.
E così tra agenti dell'Interpol con gli occhiali da sole che spuntano come funghi, archeologi, scienziati, figlie rapite, vecchietti, nipoti, profezie, statuette, lune rosse, soli che sorgono ad ovest...ecco che arriva un altro pupazzone. Infatti l'accozzaglia di esseri umani che si agita disperatamente per tutto il film, si affanna per evocare questa specie di cagnotto gigante che riposa nella roccia. Tale mostro, che viene evocato da un interminabile e tediosissima canzone giapponese cantata da una tizia sulla spiaggia, in realtà è una segaccia incredibile. E' un incrocio fra un cane, Argor della “Storia Infinita” e uno di quei patetici cattivi dei Power Rangers; nella battaglia finale, fra il vero Godzilla e il RoboGodzilla, è totalmente inutile e fa solo la comparsa.
La suddetta lotta è lunghissima ma pregna di megacazzate con missili, pali della luce, calamite, fulmini, laser dagli occhi, pugni, calci e fuoco dalla bocca: insomma il classico bordello giapponese che provoca attacchi epilettici e che ci fa tanto ridere.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 85/100
Noia: 51/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 91/100
Presunzione della regia: 75/100
Incompetenza degli attori: 60/100

SE TI PIACE GUARA ANCHE: uno dei 7 milioni di film di Godzilla, Gorgo e soci.



La fantastica canzone riempitivo per evocare il cagnotto (vedere per credere gli ultimi secondi del video)

LA MASCHERA ETRUSCA

Di Ted Nikolaou, con Piero Passatore, Ulla Aläsjarvi, Andrea Redavid, Alex Nicolaou, un Gargoyle. ITA/2007/Buskin Films

Lo stesso gruppo di studenti cialtroni già protagonisti in Messico ne "La Tomba" del non compianto Bruno Mattei, e ivi giustamente massacrati, si ritrova a svernare e a trascorrere il loro inutile e ozioso periodo di studi nella etrusca e misteriosa Siena, città probabilmente svuotata per l'occasione in quanto non sono presenti comparse di nessun tipo.
Nonostante l'affaticamento per i risibili studi intrapresi, per la mezz'ore di lezione all'aperto quotidiana e per le panzane raccontate loro da padre Christopher, gli amici Jude, Mark, Stanton e Gennaro Quagliarulo si trovano un altrettanto ridicolo lavoro: consegnare un giornale a una persona alle undici di sera all'ultimo piano di un condominio in via Etruria (fantasia portami via). Presi dal loro pesantissimo mestiere i sagaci ragazzi capiscono che qualcosa non va in quell'appartamento, Mark ha strane visioni, Gennaro Quagliarulo vede donne conturbanti, Stanton no, se ne sta lì buono buono a chiedere soldi ai suoi amici attendendo pazientamente il proprio turno per essere  massacrato insieme alla sua ragazza.
Nel frattempo veniamo a scoprire che il padre di Jude è morto qualche anno prima "schiacciato da un Gargoyle", aveva da poco trafugato una maschera etrusca assieme all'amico Samuel Powell. Per farla breve vengono a sapere che in realtà la maschera appartiene ad un demone che ha bisogno di sangue fresco che la indossi per poter vivere. In un trionfo di noia e battute scontate vengono uccisi dalla galoppina-del-demone-moglie-di-Powell (che deve essere abbandonato dal demone per morire in pace) prima Gennaro Quagliarulo (il nome è di fantasia, ma è il tipico nome dell'italico medio che fa cose italiane tipo non lavorare, suonare il chitarrino o fare il latin-lover) e poi Stanton e la sua ragazza. Sbrigate le normali formalità da film horror  il demone si impadronisce di Mark che finge di assecondare Jude e il prete per sorprenderli e ucciderli. Purtroppo per lui la sua dabbenaggine lo porta a tentare di attaccare la ragazza vicino all'orrenda pira accesa per distruggere la maschera, naturalmente in quel momento passa uno stormo di uccelli a cui Mark è allergico che lo fanno distrarre e finire irrimediabilmente nel fuoco. Finale con Jude che schiaccia la maschera con un sasso (tecnicamente sarebbe di bronzo ma per l'occasione è stata forgiata nel burro da parte degli etruschi) e la getta in un pozzo .
Il film, a tutti gli effetti classificabile sotto l'etichetta di Etruscologia, nel complesso ci ha divertiti abbastanza, non fosse altro per la superficialità e la svogliatezza della sua realizzazione, nella sua durata di 90 minuti i primi 75 sono assolutamente inutili, ridondanti e pregnati di trash gratuito.
Tutto sommato una buona visione da fare con gli amici.

Recensito da: Ortnid

VOTI:
TRASH 78/100
Noia 70/100
Ridicolaggine effetti speciali 60/100
Presunzione della regia 60/100
Incapacità degli attori 80/100


Se ti piace guarda anche: L'etrusco uccide ancora



LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani