BENVENUTI!


Ben arrivati nel nostro blog! Siamo cinque ragazzi con la passione ormai da anni per i b-movies, abbiamo deciso di cimentarci in questo progetto principalmente per nostro personale diletto, ma speriamo anche di essere utili con le nostre recensioni a qualche amante del trash di passaggio.

Saluti.

31 agosto 2010

GIALLO

Di Dario Argento con Adrien Brody, Emmanuelle Seigner, Elsa Pataky, ITA 2009


Per me che sono cresciuto con il mito di "Profondo Rosso", primo horror/thriller (insomma film pauroso) che io abbia mai visto, mai mi sarei aspettato di dover recensire una pellicola di Dario Argento in un sito di film di serie z, ma come ha dimostrato l'odierno ingaggio di Rinaudo da parte della Juventus, purtroppo quando pensi che il peggio sia passato ti trovi spesso a scoprire che invece non ha limite.
Da dove vogliamo partire? Dalla trama, eccola: un serial killer traumatizzato sequestra e uccide brutalmente belle ragazze, sulle sue tracce si metteranno un commissario (Adrien Brody) pure lui traumatizzato e la sorella (Emmanuelle Seigner) dell'ultima ragazza rapita.
Il film parte malissimo, la fotografia é quella di un qualsiasi thriller girato direttamente per la tv, di quelli che infestano i martedì sera di Rai 2 tanto per intenderci, ciò unito ad una trama che suonerebbe già risaputa anche nel Cenozoico ci fa capire immediatamente che il film tutto sarà fuorché qualcosa di memorabile.
Ci rimane comunque la speranza di poter, se non altro, assistere ad un onesto thriller, in grado di intrattenerci piacevolmente per un'oretta e mezza; invece ad annichilire anche quest'ultima speranza ci pensa una delle sceneggiature più squallide dell'intera cinematografia argentiana.
Innanzitutto parliamo del serial killer, tanti elementi non contribuiscono alla ruscita del personaggio: non é uno dei personaggi in scena dunque non possiamo neanche divertirci a scoprirlo, come nel più classico whodunit, il serial killer ci viene rivelato a metà pellicola quindi niente sorpresa finale, inoltre ha una somiglianza imbarazzante con Gargamella, il cattivo dei puffi, ma soprattutto ha il movente più idiota che la storia ricordi:
INIZIO SPOILER:
Come ci spiega con solennità il buon Adrien Brody: "He doesn't like beautiful things".
Capito che psicologia sottile? A lui non piacciano le cose belle, perché lui é brutto come scopriremo, e quindi uccide le belle ragazze. Complimenti, pensate che ci si sono messi in tre (Argento, Keller ed Agnew) per partorire questa genialata
FINE SPOILER

Ora so che qualcuno penserà: "va beh dai ma c'é di peggio, ne "Il cartaio" Silvio Muccino dice che gli passa come un vento tra le mani quando gioca a videopoker, no dai vuoi mettere?"
Il fatto é che questo é solo l'inizio, il colpo di grazia al film lo da l'incredibile storia personale del commisario Avolfi.

INIZIO SPOILER:
Sconvolto dall'aver assistito all'omicidio della madre, quando era ancora bambino, il buon Avolfi troverà il modo di vendicarsi uccidendo l'assassino, verrà per scoperto dal suo futuro superiore, il quale dopo aver ascoltato la sua storia lo aiuterà a diventare commissario!
Si certo come no... Sono cose che capitano tutti i giorni... Sisi assolutamente plausibile...
FINE SPOILER

Dopo un idiozia del genere il film sbraca totalmente, grazie anche al ridicolo espediente con cui viene scoperto l'assassino e ad un finale che vorrebbe essere amaro ma riesce solo ad essere incommentabile, di quelli che ti fanno solo piegare la testa con l'aria rassegnata.
Tirando le somme questo film é consigliato ad un amante del trash? Dipende, se di Dario Argento non ve ne é mai fregato niente guardatevelo le ghignate sono garantite, se però avete amato film come "Profondo rosso" e "Suspiria" (tra l'altro citati entrambi tanto per aumentare la tristezza) e sentendo pronunciare la parola "argento" non pensate solo ed esclusivamente al prezioso metallo, beh allora risparmiatevi lo strazio della visione di "Giallo", ve lo consiglio con il cuore.

Recensito da: Azagthoth


VOTI:
TRASH 70/100
Noia 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 50/100
Presunzione della regia 70/100
Incapacità degli attori 70/100

25 agosto 2010

RING OF DARKNESS

Di David DeCoteau con Colin Bain, Matt T. Baker, Adrienne Barbeau USA/2004/Rapid Heart Pictures (ma dai chi l'avrebbe mai detto)

E' notte. Un giovane corre disperato verso la salvezza, quando é circondato da un gruppo di ragazzotti che ne fermano la fuga, il giovane disperato urla: "Racconterò a tutto il mondo ciò che fate" e loro diabolici replicano: "Tu non racconterai niente a nessuno! Ahahah". Parte la musica truzza e compare il titolo: "Ring of Darkness.
So cosa state pensando "ma io questa scena me la ricordo, io questo film devo averlo visto" e invece no, o per meglio dire é possibilissimo che lo abbiate visto ma é più probabile che abbiate assistito un altro qualsiasi film di David DeCoteau (e se seguite minimamente GXT vi sarà capitato di sicuro). Infatti questo non é l'inizio di questo film di DeCoteau ma é l'Inizio (la maiuscola é d'obbligo) di tutti i film di DeCoteau. Non sto esagerando, parlo con cognizione di causa dall'alto della mia esperienza, com'era l'inizio di "Stirpe di sangue"? Uguale. E quello di "The Frightening"? Anche. E quello di Brotherhood: Patto di Sangue (a breve la rece)? Pure. Visto ve lo avevo detto... 
Ma non solo l'inizio ma anche la trama é sempre la medesima ed immutata: un giovine pieno di speranze viene avvicinato da una confraternità di ragazzotti che gli offre mari e monti ma che in cambio vuole da lui qualcosa. E quindi largo a tutti gli elementi più caratteristici del suo cinema, solita trama, solito stile: i ragazzi eternamente in boxer, i flashback che ci ricordano quanto accaduto giusto due minuti prima (per allungare un pò la minestra), le flashate bianche, i giovanotti ripresi con il rallenty (fa sempre parte della melina cinematografica di David), gli enevitabili rituali, gli interminabili dialoghi e via dicendo.
Sono comunque presenti in questo film piccoli variazioni sul tema ad esempio invece della classica confraternita universitaria c'é una boy band i "Taken Ten" alla ricerca di un nuovo membro, c'é un abbozzo di critca sociale nei confronti delle boy band in generale (per carità niente di eccezionale si intende, il livello di profondità é più o meno lo stesso di quelli che scrivono Berlusconi stronzo o Veltroni figlio di puttana sui manifesti pubblicitari in metropoltana) e una ragazza insolitamente carina per la media delle protagoniste femminili dei film di David.
Questo é il cinema di David Decoteau prendere o lasciare.

Recensito da: Azagthoth

VOTI:
TRASH 70/100
Noia 70/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 67/100
Presunzione della regia: 50/100
Incapacità degli attori: 73/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE:
un qualsiasi film di DeCoteau con degli adolescenti a torso nudo in copertina.

24 agosto 2010

SCIAME ASSASSINO

Di Paul Andresen  con  Shane Brolly,  Kaarina Aufranc, USA/2003/Eagle Pictures

Ragazzi che palle! Per la centomillesima volta mi trovo a dover recensire un film uomo versus natura, peraltro passato in tempi recenti su Italia 1. Questa volta a differenza di altre il film è densissimo e succedono una marea di cose (chiaramente tutte inutili al fine della trama), è reso per giunta ancora più insopportabile dal doppiaggio che fa parlare tutti i messicani (cioè chiunque in questo film meno i cattivi) in una specie di misto italo-ispanico con battute del tipo "Hola amigos, como andemos in questo dias, hai visto quante vespe, hasta la vista gringo" e ogni altra sorta di parola spagnoleggiante che vi passa per la vostra testa.
Le comparse messicane, appare scontato dirlo, sono tutte grasse, pigre, ignoranti, ubriacone e si chiamano Ramirez o Gonzalez.

LA TRAMA
Lo scienziato pazzo e sanguinario Schröder si reca in Guatemala alla ricerca dello sciame assassino, che dimora nella foresta dai tempi di Cortez, si imbatte in un villaggio Maya (che tecnicamente si sarebbero estinti 1000 anni fa ma nei film americani Maya=Messicani come già ho avuto modo di scrivere in altre recensioni) e si fa dire dove si trova lo sciame, che secondo lui potrebbe in qualche maniera sconfiggere il cancro.
Una volta trovato lo affida ad un trafficante di droga in camion che ha il compito di portarlo in america ma in un improbabilissimo incidente il camion si rovescia e lo sciame viene liberato nei pressi di un villaggio, il conducente viene ricoverato causa perforazione di un polmone (ma nella scena dopo verrà detto che ha preso un colpo in testa) e muore poco dopo, le vespe iniziano a uccidere gente di qua e di la.
Frattanto nel villaggio il sindaco (un burrito panzone, con sigaro in bocca e che possiede qualunque cosa e persona del paese) licenzia "il ragazzo degli insetti" Lang, che aveva il compito di uccidere le zanzare del paese e invece le ha triplicate, non permette inoltre allo sceriffo Ramirez di impedire la festa dei morti che deve tenersi a breve nel paese.
Per non si sa quale motivo Sandra (l'immancabile ragazza impicciona rompicoglioni presente in ogni filmaccio pseudo ambientalista) che indagava sul traffico di droga assieme ad un suo grasso ed inutile amico si trova sulle tracce dello sciame ed entra in combutta col nostro eroe Lang.
I due capiscono che Schröder vuole che lo sciame di vespe attacchi la popolazione nel giorno della festa, non riescono a impedirlo, lo sciame attacca la festa (una roba tipo festa di fine anno della scuola in maschera) facendo tantissime vittime, Sandra viene punta e qui viene svelato il perchè di tutto ciò, Schröder vuole estrarre il DNA della ragazza per farne un potente antidoto e salvare "milioni di persone", Lang e Sandra uccidono tutti i cattivi e dei pipistrelli mangiano tutte le vespe, la natura ha chiuso il suo cerchio.
Commentarlo mi sembra superfluo, vorrei solo ricordare qualche perla, tipo che i nostri eroi si accorgono solo a metà film che le vespe non uccidono ma mandano in coma (e tutte le vittime fatte fino a quel momento che sono state seppellite senza controllare se fossero vive o morte direte voi? Eeehh vabeh), oppure la scena in cui Ramirez e Lang entrano in ospedale e vedono il medico assalito dalle vespe, cosa fanno, dite che lo aiutano? Chiaro che no, lo chiudono dentro e correndo escogitano un piano complicatissimo: una volta usciti Lang sale sulla macchina e si lancia a tutta velocità contro la porta chiusa dell'ospedale saltando giù poco prima dello schianto, nel frattempo Ramirez ha aperto del gas all'interno della struttura, esce e spara al serbatoio della macchina appena dopo che Lang è saltato facendo esplodere l'ospedale, questo piano che forse non sono riuscito a spiegare in tre righe scritte i due se lo spiegano telepaticamente nel giro di 3 secondi.
Avvilente anche il fatto che nel film viene spiegata 18 volte la dizione e il significato della parola ENTOMOLOGO, che al regista deve essere apparso un vocabolo misterioso e ricercato.
Una recensione caotica per un film ancora più caotico.

recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 61/100
Noia: 70/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 60/100
Presunzione della regia: 69/100
Incapacità degli attori: 73/100

LA CROCE DALLE 7 PIETRE (La Camorra contro il Lupo Mannaro)

Di Marco Antonio Andolfi, con Marco Antonio Andolfi, Annie Bella, Gordon Mitchell. ITALIA/1987/G.C. Pictures

“Aborì, vieni qui!!!”

Ed eccomi qui, anch'io come Aborym, a far fronte all'onere e all'onore di dover recensire uno dei film trash per eccellenza e il suo ancor più memorabile seguito.

“La Croce dalle 7 Pietre”, per chi possegga un minimo di “cultura” cinematografica, dovrebbe essere un titolo noto, in quanto perfetta sintesi del film di merda Made in Italy. Siamo di fronte infatti all'apice del comico involontario, un'opera verso cui tutti gli altri film da “So bad, it's good”, dovrebbero guardare con timore e rispetto.

Ma andiamo con ordine. Il mitico, leggendario, straordinario, unico e solo Marco Antonio Andolfi è un attore e regista teatrale di Roma; un bel giorno del 1987 decide di fare un film e ottiene i fondi (limitatissimi a dir la verità) grazie ad una sovvenzione statale (!).

Il buon Marco Antonio (che decide di usare lo pseudonimo di Eddy Endolf per l'occasione) scrive, dirige e interpreta.

La trama: Marco (sempre Andolfi) è un ragazzo di Roma che viene invitato a Napoli dalla cugina. Una volta arrivato lì viene subito rapinato della sua croce (quella del titolo ovviamente) da due tizi in moto. Da qui inizierà la sua ricerca disperata per recuperare il magico amuleto fra gli ambienti della camorra. Infatti senza di esso, allo scoccare della mezzanotte, Marco si trasforma in un lupo mannaro.

E' quasi impossibile descrivere nei dettagli questo film. La sciatteria e la noncuranza della regia è spettacolare, lo sviluppo dello script è risibile - con una decina di sottotrame totalmente slegate tra loro che non hanno alcun senso e che vengono aperte e mai chiuse - l'interpretazione degli attori è inimmaginabile, i dialoghi massacranti e gli effetti speciali sarebbero inadeguati in una recita parrocchiale.
Quindi ora mi limiterò a gettare alla rinfusa ciò che questo film è in grado di offrire.

La pseudo-orgia satanica della prima scena in cui il mitico Gordon Mitchell (dove c'è un film di merda c'è anche lui) nelle sue migliori smorfie invoca il demonio Aborym, al grido di “Aborì, vieni qui!”.
Marco Antonio con la sua faccia da idiota e il suo tic agli occhi, che si crede un adone in grado di conquistare tutte le donne che incontra.
La scena al bar, dove viene inquadrata per un quarto d'ora la ragazza che compone il numero (due volte, e in uno di quei telefoni con la tastiera a “cerchio”).
Il sogno di Marco dopo 20 minuti, in cui praticamente ci fanno rivedere ciò che abbiamo appena visto con un filtro blu e Aborym con una bolla rossa che gli esce dalla testa.
I camorristi che hanno battute del tipo “San Gennà, aiutaci tu!” o “Iamme a vedè Maradona”.
L'incontro col ricettatore Totonno O' Cafone, al cui Marco trasformato in licantropo, scioglierà la faccia (vedere il video più in basso per credere).
La scena della discoteca in cui Marco incontra una ragazza che gli offre della marijuana e che dopo un secondo dopo si innamora di lui e diventa la donna della sua vita...e poi c'è la TRASFORMAZIONE.

Ovvero quando Marco da pacifico bancario di Roma, privo della sua croce, si trasforma in un terribile e fortissimo uomo lupo.
La trasformazione avviene 4-5 volte in tutto il film e dura un'eternità. Fotogramma per fotogramma vedremo Marco Antonio digrignare i denti ricoprirsi pian piano di peli, solo sulla faccia però. Eh già, perchè poi sarà totalmente nudo, ad eccezione di una ridicola maschera sul volto,, dei guanti da cucina ricoperti di pelo e di una specie di toupet a coprire le parti intime. La creatura diventa potentissima, è in grado di uccidere un uomo con una manata e di far sciogliere la faccia alle persone. Questo perchè la madre del suddetto era “fissata e adoratrice di Satana” e aveva fatto un patto col diavolo. Poi un giorno cambiò idea e un vescovo le diede questa croce da mettere al collo al figlioletto in modo da proteggerlo. Ma Aborym non è mica un pirla, infatti è un'incrocio fra un gorilla, il cugino It della Famiglia Addams e Chewbecca. Però parla con accento napoletano e dice cose tipo “Sgualdrina...devi morire..devi morire...” ed è in grado di far esplodere lo stomaco alle persone.

E non è finita qui, sicuramente sto dimenticando qualcosa, ma mi dovete perdonare perchè il film è talmente pregno di merda che è difficile ricordarsela tutta.

Ma “La Croce...” è davvero magica, perchè riesce in altre 4 prodezze:
1)Nonostante questo turbinìo di situazioni deliranti ed esilaranti, il film è anche noioso, tanti pezzi sono da bypassare senza remore.
2)Il film, Marco Antonio e tutti gli interpeti si prendono dannatamente sul serio. Non vi è la minima ombra di ironia.
3)In Giappone è stato venduto col titolo di “Talysman” e con un montaggio diverso. Beh sembra che abbia avuto un successone.
4)Darà vita ad un seguito, a mio modesto parere addirittura migliore, il clamoroso “Riecco Aborym”.

“La Croce dalle 7 Pietre” è dunque un articolo indispensabile per chiunque voglia approciarsi al genere, una summa di tutto ciò che amiamo e veneriamo. Uno dei “Film di merda” per eccellenza, una pillola contro il cattivo umore, un toccasana per la depressione, il perfetto esempio pratico di quello che succede quando si mette un inetto, pazzo visionario, che si crede insieme Kubrick e un modello di Armani, dietro la macchina da presa. O semplicemente un'opera di Marco Antonio Andolfi.

recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 97/100
Noia: 85/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 98/100
Presunzione della regia: 91/100
Incapacità degli attori: 99/100



Una delle grandi trasformazioni di Marco Antonio



La brutta fine di Totonno O' Cafone

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Riecco Aborym o uno dei 150 fotoromanzi sceneggiati da Marco Antonio

22 agosto 2010

BARB WIRE

Di David Hogan con Pamela Anderson, Udo Kier, Temuera Morrison, USA/1996/Dark Horse Entertainment


"Non chiamarmi baby!"


"Barb Wire" appartiene a quella categoria di film che hanno un solo ed unico scopo, quello di cercare di lanciare nel mondo del cinema qualcuno che con il suddetto mondo non dovrebbe aver mai nulla a che fare. Come potete immaginare questa categoria di pellicole raccoglie alcuni tra i più agghiaccianti aborti che la storia ricordi, come "Presa Letale" con protagonista il wrestler John Cena tanto per citarne uno.
Il nostro "Barb Wire" ha invece l'arduo compito di lanciare nel firmamento delle stelle hollywoddiane Pamela Anderson (qui pure Lee) e noi dopo 14 anni possiamo dire con il senno di poi se fu vera gloria ovvero: Pam é diventata una star del cinema? La risposta é no. La causa? Forse il film in questione faceva altamente cagare? La risposta é si.
La vicenda é ambientata in un futuro post cataclisma (in questo caso la seconda guerra civile americana) in cui da una parte ci sono i govenativi, classici cattivoni simil nazi, dall'altra ci sono i ribelli, buoni, scalcinati e con le pezze al culo nel mezzo c'é la protagonista una cinica (almeno all'apparenza) mercenaria di nome Barb Wire.
Ora se ti chiami Kurosawa o Leone da questa premessa puoi anche far nascere un gran film, ma se ti chiami David Hogan evidentemente no. Il film non decolla mai, il soggetto é di una piattezza avvilente, insomma tutto é buttato sulle spalle di Pamela Anderson. E lei? Beh lei durante tutta la durata del film sembra semplicemente annoiata, annoiata a morte. Probabilmente se ne era accorta pure lei che questa schifezza non se la sarebbe filata nessuno.
Non perderò tempo a dilungarmi sulla fedeltà o meno al fumetto da cui é tratto, per due motivi fondamentali: primo, preché non l'ho mai letto, secondo, perché non credo che a nessuno, dal regista all'ultimo dei truccatori sia mai fragato qualcosa del personaggio di Barb Wire e della sua storia, come ho già detto l'unico scopo del film era lanciare Pamela Anderson, tutto il resto é solo contorno. E la cosa si nota e molto purtroppo.
Dai Pam non te la prendere, rimarrai C.J. Parker di Baywatch per sempre ma il cinema lascialo perdere va che é meglio.
Accludo il video del singolo che ha accompagnato la distribuzione del film Welcome to Planet Boom di Tommy Lee perché é una delle cose peggiori che io abbia mai ascoltato in vita mia.

Recensito da: Azagthoth


Voti
TRASH 51/100
Noia 77/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 50/100
Presunazione della regia 55/100
Incapacità degli attori 60/100





Se ti piace guarda anche: il video porno privato sottratto alla coppia Tommy Lee - Pamela Lee

L'ETRUSCO UCCIDE ANCORA (aka The dead alive)

Di Armando Crispino con Alex Cord, Samantha Egger, John Marley, ITA,1972, Inex Film


"Non c'é dubbio si tratta di un maniaco sessuale ma di un tipo che ancora non conoscevo con una componente piuttosto singolare, un hobby: l'etruscologia"


E' necessario aggiungere qualcosa? Cioé, dai davvero non é sufficiente così? Cosa può chiedere di meglio un amante degli z-movies se non un serial killer con la passione per l'etruscologia?! Che poi vedendo il film sembra che essere patiti di etruschi sia la cosa più comune del mondo! Il protagonista che dichiara di trovarsi bene solo con i suoi "unici e veri amici, gli etruschi appunto, una giovane coppia che va ad amoreggiare nel sepolcro di un etrusco, l'assassino ossessionato dagli etruschi e via dicendo... Insomma se come a me non te ne é mai fregato niente degli etruschi, beh questo film ti farà sentire un pò stronzo.
Dal punto di vista stilistico invece "L'etrusco uccide ancora" é un classicissimo thriller italiano anni '70 che più classico di così non si potrebbe: c'é l'assassino con il caratteristico trauma infantile, i flashback del suddetto trauma, il protagonista che é un pò traumatizzato pure lui, tutti che in ogni caso urlano come degli isterici, alcuni omicidi veramente ridicoli, le soggettive dell'assassino in pieno stile argentiano... A proposito di Argento: credo che in "Tenebre" il particolare delle scarpe rosse con il tacco voglia proprio essere un omaggio al film di Crispino, se qualcuno ne sa qualcosa a proposito lo scriva qua sotto gliene sarei grato.
Che altro dire, non perdetevi questo film e poi diventate tutti fan degli etruschi su facebook e il minimo che possiate fare.

Recensito da: Azagthoth

VOTI
TRASH: 84/100
Noia: 55/100
Ridicolaggine effetti speciali: 67/100
Presunzione della regia: 75/100
Incompetenza degli attori: 77/100


Se ti piace guarda anche: un qualsiasi thriller italiano anni '70

HEMOGLOBIN (aka Bleeders)

Di Peter Svatek, con Rutger Hauer,  Roy Dupuis, Kristin Lehman, Canada-USA 1997

Ma dove sono i goblin? non dovrebbero esserci dei goblin emo? Dai dai che deve essere un capolavoro, come? ah non si intitola Emogoblin ma Hemoglobin? Boh vediamolo.
Con questa premessa ci siamo cimentati in questa pellicola, una pellicola veramente dall'abisso, un film comunque di pretese, che riprende un breve racconto del grande Lovecraft ma che forse lo fa sobbalzare nella tomba.
TRAMA
La famiglia Van Daam inizia alla fine del Settecento a praticare simpatiche usanze quali l'incesto e la necrofagia in un'isoletta insignificante della costa canadese, curiosamente gli abitanti del luogo invece che appoggiare le abitudini dei Van Daam decidono di sterminarli, costringendoli a riparare sotto terra dove nel corso degli anni si trasformano in mostri ermafroditi che si cibano dei cadaveri del cimitero del paese, solo un piccolo viene preso in affido da una donna che lo fa crescere in maniera normale.
Un giorno arriva sull'isola John Strauss con la moglie Kathleen, John è affetto da una misteriosa malattia del sangue che lo scioglie più o meno ogni volta che vede il sole (probabilmente ha vissuto sempre in una spelonca visto che per tutta la durata del film sta sempre malissimo), dopo avere girato un po' per il paese (dove tutti, ma tutti, hanno la comune caratteristica di essere maleducatissimi), dopo avere alloggiato un po' in un bed-and-breakfast con annesse pompe funebri e dopo aver fatto conoscenza con i Van Daam del sottosuolo (che nel frattanto causa spostamento del cimitero hanno iniziato a mangiare passanti) e dopo aver fatto amicizia col dottor Marlowe (che abita ovviamente lontanissimo dal paese) si rende conto che anche lui è un mostro ermafrodita assetato di carne umana.
Nella scena finale, dopo stragi e fughe, si riuniscono tutti in un faro e John si trova al bivio se restare umano con perennemente il sangue al naso ma con la sua bella moglie che lo ama o andare a vivere nel sottosuolo con degli orchi assassini ermafroditi.
Appare lapalissiano allo spettatore che il protagonista scelga la seconda ipotesi in quanto il finale del film vorrebbe essere un "lieto fine" con lui che si allontana da Kathleen tra la commozione generale.
Nel giudizio del film non posso criticare la trama, che non è imputabile al regista, non posso criticare gli effetti speciali, che non sono affatto male, non posso nemmeno criticare gli attori, che non sono dei signori nessuno, insomma non mi è data la possibilità di dare un vero giudizio critico, percui se volete vedervelo vedetelo, ma non è vero trash.

Recensito da:  Ortnid
Voti
TRASH: 50/100
Noia: 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 45/100
Presunzione della regia: NP
Incompetenza degli attori: 60/100

BLACK SHEEP- PECORE ASSASSINE

 Di Jonathan King, con Nathan Meister, Danielle Mason, Tammy Davis, Peter Feeney, Nuova Zelanda, 2006

"Le pecore hanno qualcosa che non va"
Henry mentre osserva delle pecore-cannibali che si stanno mangiando metà della popolazione della nuova Zelanda

Nuova Zelanda, 3 milioni di persone, 70 milioni di pecore, se vogliono girare un film horror-splatter chi saranno i protagonisti? Ovvio no, sarebbe come se in Svezia facessero "renne assassine" o in Svizzera "mucche assassine", gli improbabili protagonisti di questo film sono proprio loro, delle belanti e innocuissime pecore.
Ma ovviamente le pecore sono animali troppo pacifici e tranquilli per essere delle assassine e allora ecco il colpo di genio, immaginate quello che ha scritto il copione che sobbalza sulla sedia dicendo "Eureka, facciamo che c'è un uomo avido che pensa solo al guadagno che tramite esperimenti genetici crea delle pecore assetate di sangue, e faccciamo che c'è anche il fratello buono che salva il mondo, e mettiamoci anche due ecologisti in mezzo a far numero" si deve essere andata prprio così.
Qualcuno potrebbe avere obbiettato che è una trama un po' banaluccia e inflazionata ma la risposta deve essere stata probabilmente un belato di disapprovazione.
LA TRAMA [INIZIO SPOILER]
Angus e Henry sono due garruli giovani neozelandesi che passano le loro giornate a bighellonare e a tosare pecore nel ranch di papà, un giorno il padre muore e sono loro a dover mandare avanti la baracca, Henry sviluppa una improbabile fobia per le pecore (la scusa più vergognosa del mondo per andarsene per i cazzi suoi) e se ne va lasciando il fratello a mandare avanti l'attività.
Passano gli anni e Angus, che è una avido umano (l'uomo è sempre avido) vuole spremere a più non posso la sua attività e inizia così  a fare esperimenti sulle pecore al fine di migliorare la produzione, chiaramente qualcosa va storto e crea delle pecore mangia-uomini che con il loro morso possono inoltre infettare l'uomo e trasformarlo in pecora assassina. Ciò alla vigilia del più grande congresso di pecorai-pecoroni del mondo.
Quando Henry decide di tornare alla fattoria e di vincere la sua paura si rende conto di quello che sta succedendo e, con il fastidiosissimo aiuto di una ambientalista (di quelle che dopo cinque minuti già odiate la natura e tutto ciò che si muove al mondo) riesce, dopo stragi e spargimenti di sangue a far esplodere tutte le pecore.
[FINE SPOILER]
Ho scassato le palle ai miei amici di Z-movie per mesi con questo film, lo avevo adocchiato per la prima volta al Blockbuster nello stesso scaffale dove anni prima avevamo scovato Frankenfish, non poteva essere un caso. Nonostante ciò sono stato deriso per tantissimo tempo e accusato di volere vedere un film non ritenuto all'altezza, alla fine, impietositi dal mio pianto disperato sono riuscito a convincerli (o a scassare loro i coglioni fino a livelli di insopportabilità aulici) e hanno ceduto, conoscendo anche il mio debole per i mostri gommosi.
Per quanto mi riguarda sono mediamente soddisfatto, bisogna dire che gli effetti speciali sono abbastanza belli e l'ambientazione è stupenda (stessi creatori del signore degli anelli, almeno così dicono loro, poi probabilmente se lo vengono a sapere gli fanno causa) il che è un deterrente per un film di "pellicoledallabisso", però a far pendere l'ago della bilancia verso il basso pesa tantissimo la trama e la sceneggiatura, stucchevolmente banale e mai imprevedibile, ridicola e risibile per l'intera durata del film.
Dai, con lo spirito giusto vale la pena di vederlo, è beeeeehllo (ecco ho scritto l'orrenda freddura che volevo scrivere dall'inizio della recensione, chiedo venia)

Recensito da:  Ortnid
Voti
TRASH: 66/100
Noia: 71/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 65/100
Presunzione della regia: 60/100
Incompetenza degli attori: 74/100


18 agosto 2010

AZTEC REX (aka Tyrannosaurus Azteca)

Di Brian Trenchard-Smith, con Ian Ziering, Dichen Lachmann, Marc Antonio. USA/2007

Siamo nel XVI secolo e una piccola spedizione di “conquistadores” spagnoli, guidati da Hernan Cortes (Ian Ziering), incontra su un isola una tribù Azteca messa sotto scacco da due enormi tirannosauri.

Filmaccio realizzato direttamente per la tv (SciFi Channel), realizzato in fretta e con assoluta povertà di mezzi e di idee. La truppa degli spagnoli è composta da 4-5 persone, così come la tribù azteca, che praticamente è formata dal re, dalla figlia e dal guerriero spasimante della figlia.

Il nome di richiamo è Ian Ziering, che tutti noi ricordiamo nella parte di Steve Sanders nel telefilm cult degli anni '90 “Beverly Hills 90210”.
Beh, mi spiace dirlo, anche perchè Steve era uno dei personaggi più simpatici, ma il buon Ian ha fatto veramente una brutta fine. Già perchè non solo si è ridotto a fare queste merdate, non solo viene imparruccato ridicolmente con dei boccoli neri, ma lui non è neanche il protagonista!
No, il protagonista è uno dei conquistadores con la faccia da indio, che uccide il dinosauro e si chiava la figlia figa del re azteco! Ian Ziering scappa subito alla vista del mostro, si rifugia in spiaggia e sparisce dalle scene per tre quarti del film. Ricomparirà alla fine e verrà brutalmente ucciso.
Cazzo Ian, ma ritirarsi no?

Comunque il resto del film è una minchiata noiosa e prevedibile in tutto e per tutto, di cui tra l'altro ricordo pochissimo, dato che l'abbiamo visto più di un anno fa, per giunta in inglese.

E i T-Rex? Essenzialmente si tratta di due dinosauroni penosamente realizzati in CGI, più tristi che ridicoli, che CHIARAMENTE non interagiscono con l'ambiente circostante, visto che passano sugli alberi e gli alberi rimangono miracolosamente al loro posto. Non faccio neanche il paragone con le creature di “Jurassic Park” (uscito 12 anni prima!) perchè sarebbe come sparare sulla croce rossa.

Filmetto trascurabile, inutile e da evitare, a meno che non vogliate farvi quattro risate spernacchiando Ian Ziering con la parrucca da spagnolo...

recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 47/100
Noia: 72/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 30/100
Incapacità degli attori: 51/100

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17 agosto 2010

IL SEGRETO DEL VAMPIRO (aka She lives by night)

Di Brett Hull, con Liliana Cabal, Pat Collins, Carmen Fournier. USA/2001/Trax Productions

Angela è una vampira; una notte, durante la caccia, viene investita accidentalmente da Roger, un impiegato monoespressivo con una vaghissima (molto molto vaga) somiglianza con Edward Norton. Il trauma fa' perdere completamente ad Angela la memoria e Roger, preso dal senso di colpa, la carica sulla sua merdosissima macchina gialla, la porta a casa sua e le offre ospitalità. Le cure e la beltà (?!?!) di Roger faranno sciogliere la giovane ed avvenente vampira che ben presto si innamorerà di lui. In ogni caso, pur con tutta la buona volontà, Angela dovrà nutrirsi in qualche modo, ed essendoci pochissime comparse, dovrà ben presto iniziare a succhiare (oh-oh-oh..) gli amici di Roger. 
Mi trovo sempre in imbarazzo quando devo recensire questo genere di film. So perfettamente di non essere uno scrittore. Non ho mai neppure scritto sul giornaletto della scuola. Non ho mai saputo girare intorno agli argomenti, e di fronte a questo film è un problema titanico, perchè in sostanza non succede un cazzo. 110 minuti di nulla o quasi, dialoghi infiniti che non vanno a parare da nessuna parte: emblematico il primo dialogo tra Roger ed Angela: "Chi sei?" "io sono.." "almeno dimmi come ti chiami" "non.. lo so.. no anzi si.. aspetta eh..." "..." "no, non ricordo nulla" " ma dai non puoi non ricordarti come ti chiami, allora come ti chiami?" "ho una gran confusione in testa..." "vuoi che andiamo da un dottore?" "NO" "no ma guarda è importante sei sicura che non vuoi che andiamo da un dottore?" "NO" "senti è importante hai avuto un grosso shock.. andiamo dal dottore" "NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO". non continuo perchè ho pietà di voi, ma fate una ventina di minuti così.. E' a questo punto che Azagthoth, gettando la copertina del dvd in terra ci chiede: - Sparate l'anno di questo film..- Dopo qualche tentativo svelò la risposta.. 2001. La realtà è che la pellicola con cui è stato girato questo film fa' così schifo che lo fa' sembrare un film dell'inizio degli anni 80, ad essere molto gentili. In seguito il film non decolla affatto. Dialoghi da soap opera, sguardi da soap opera, baci da soap opera. fondamentalmente ci troviamo di fronte ad una soap opera. Anche gli attori sono da soap opera; Roger ha la stessa espressiona sia quando fa' il caffè che quando investe Angela che quando scopre che la sua fidanzata è una vampira. ed è più o meno questa ''(°-°)''. Il tutto è inoltre montato in maniera estremamente fastidiosa, girato senza neppure un cavalletto su pellicola degli anni '30 recuperata probabilmente in un vespasiano, con una colonna sonora estremamente monotona ma se non altro non invadente. Come se non bastasse Brett Hull si sente il nuovo Kubrik, e allora riprendiamo la tizia attraverso lo specchio per truccarsi (ma non era una vampira..? già..) e la rosa che nasce dalla sabbia nel sogno perchè l'amore alla fine vince sempre e comunque ogni donna sotto sotto è un po' vampiro e varie altre cagate che in un normale film trash mi avrebbero anche fatto sorridere, ma in questa merda colossale mi hanno fatto solo girare le palle ancora di più. 

Ma quindi, "il segreto del vampiro" che cos'è? E' una di quelle merde che non stanno nè a galla nè a fondo. troppo serioso (e noioso, e fastioso, ed un sacco di altre cose che finiscono in ''oso'') per essere un vero e proprio film trash; e di contro troppo scarso, troppo stupido, troppo vuoto, troppo inutile per essere un film mediocre ma che si guarda volentieri. Da evitare come la gonorrea.

recensito da: Imrahil

VOTI:
TRASH: 30/100
Noia: 98/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -
Presunzione della regia: 88/100
Incapacità degli attori: 85/100

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4 agosto 2010

THE FRIGHTENING

Di David DeCoteau, con Matt Twining, James Foley, Charity Rahmer. USA/2002

Depressi dal triste “La Casa nel Tempo”, nonostante la brillante presenza di un cattivissimo Peter Hintz, decidiamo di buttarci su un DeCoteau, che è sempre garanzia di risate assicurate.

Per una volta mi permetto di saccheggiare un'opera del cineasta canadese al più grande esperto del suddetto regista nel globo terracqueo, il nostro Azagthoth.

Corey si è appena trasferito in una nuova scuola, ma sotto la maschera di studente per bene nasconde incofessabili segreti legati al suo passato che continuano a perseguitarlo. Le ossessioni riaffiorano quando cominciano a verificarsi strani eventi: morti inspiegabili e sparizioni misteriose terrorizzano il liceo.

L'inizio è entusiasmante: un piccolo compendio della poetica DeCoteauniana in pochi minuti. E' notte e un ragazzo con dei pantalondi di latex e una canotta a rete, si introduce di soppiatto nella scuola, quando arrivano quattro loschi figuri vestiti di nero che lo uccidono senza pietà; il tutto condito da una valanga di flashate e da un montaggio talmente isterico da provocare immediata epilessia. Dove l'abbiamo già visto? Ah già, E' LO STESSO IDENTICO INIZIO DI OGNI FILM DI DECOTEAU! Grande David, davvero senza nessun pudore.

Ma il senso di dejavù è ricorrente in tutta la pellicola: io sono convinto che intere scene di questo film (tipo quelle della lotta o il dialogo di Corey con la cheerleader) siano state prese di peso da un altro film di DeCoteau. I miei soci dicono che sono pazzo e che me lo sono inventato...purtroppo non sono riuscito a portare nessuna prova a sostegno della mia tesi, quindi non posso fare altro che arrendermi e constatare che i film di David siano così identici gli uni agli altri da confonderli totalmente o che mi stia rincoglionendo in modo preoccupante.

Comunque sia, la variante senza confraternita prevede lo scontro fra due gruppi di studenti: i lottatori sono fighetti e indossano i maglioni a losanghe (i cattivi), gli pseudo-punk hanno la cresta e canotte leopardate (i buoni).

Interessante notare come in questo film ci sia una girandola di uccisioni di studenti senza sosta, una media di due al giorno, ma che tutti se ne sbattano allegramente. Addirittura la secchiona che viene ammazzata a teatro (altra scena secondo me presa da un altro film), viene totalmente dimenticata da tutti e nessuno ne farà più menzione.

Notevole anche la scena top: Corey e il suo amichetto punk si devono intrufolare di notte nella scuola chiusa. Arrivano davanti al portone e uno dice: “Di solito la porta è sprangata e c'è un allarme inserito...ma non oggi!”. Aprono la porta ed entrano tranquillamente, usando l'espediente più idiota della storia del cinema.

Per il resto è un DeCoteau “doc”: giovinetti implumi in boxer, flashate, musica zarra, montaggio folle e uccisioni ridicole. Il finale però è diverso dal solito, ma solo perchè copiato da un altro celeberrimo film, che non vi sto a dire, casomai vorreste avventurarvi nella visione di questo capolavoro.
Nulla di indimenticabile, ma comunque un DeCoteau di buon livello.

Recensito da: Vidur

VOTI:
TRASH: 73/100
Noia: 68/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 75/100
Presunzione della regia: 51/100
Incapacità degli attori: 75/100

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3 agosto 2010

LA CASA NEL TEMPO (aka House of clocks)

Di Lucio Fulci, con Keith Van Hoven, Karina Huff, Paolo Paoloni, Bettine Milne, Peter Hintz.

Vittorio e Sara Corsini, due anziani e ricchi coniugi, hanno ucciso i loro nipoti e li tengono nella loro ricca magione in una cripta. Aiutati dal giardiniere Piero uccidono anche la loro cameriera, così per sport, e la seppelliscono in giardino.
I tre banditi Paul, Tony e Sandra zonzeggiano per le campagne del basso Piemonte decisi a rapinare la solitaria e ricca casa dei Corsini.
Con uno stratagemma qualsialsi entrano in casa ma in seguito ad una colluttazione uccidono Vittorio, Sara e Piero, svaligiano quindi la casa ma decidono di attendere il giorno per fuggire non potendo passare dal giardino dove vigilano i Dobermann di guardia.
Tutto chiaro fin qui? Si? Bene adesso passiamo oltre.
I tre banditi si dividono, gli orologi iniziano ad andare sempre più freneticamente indietro nel tempo, le tavole si apparecchiano da sole, i coniugi resuscitano, il giardiniere anche, Paul viene ucciso ma subito si riprende e subito riviene ucciso, lo zombie della cameriera esce da sotto terra e impala Tony, Sandra è inseguita fin nella cripta dove i nipoti dei Corsini resuscitano e uccidono sia gli zii che il giardiniere.
Sandra, Paul e Tony si risvegliano in auto e pensano sia stato un incubo, fanno pochi metri in auto e si schiantano in un burrone, il loro orologio inizia ad andare al contrario.
Perchè?
Perchè tutto questo? Perchè? Cosa vuol dire? Che significato ha?
Boh
Non lo so, non ci ho capito nulla, sarà Peter Hintz (Paul) senza baffi, sarà la noia protagonista assoluta di questo film, sarà la pessima recitazione di chiunque, sarà la colonna sonora inconfondibilmente fastidiosa come in tutta la produzione Fulci.
Ci aspettavamo tantissimo, abbiamo ricevuto abbastanza, la trama è pacchiana, la scelta di affidare la telecamera principale ad una persona affetta dal morbo di Parkinson poi è molto nobile, nonostante le immagini ne risentano visibilmente.
In sostanza è un film da vedere, non fosse altro per la partecipazione sbarbata e gangsteriana di Peter Hintz (si si come no).

Recensito da: Ortnid
Voti
TRASH: 70/100
Noia: 77/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 65/100
Presunzione della regia: 76/100
Incompetenza degli attori: 80/100


2 agosto 2010

LA TOMBA

Di David Hunt (Bruno Mattei) con Hugo Barret, David Brass, Juliette Junot, Federica Lenzi. Italia/2004/Mondo Home Entertainment

Nel Messico dei Maya si svolgevano raccapriccianti sacrifici umani in onore della malvagia dea Quatlique (o qualcosa del genere). I re, devoti agli dei della luce, per porre fine una volta per tutte a questo inutile spargimento di sangue, compiono una retata nel tempio della dea oscura. I soldati del re feriscono a morte il gran sacerdote, ma la sua galoppina, compiendo un antico rito consistente nel cavargli gli occhi e lasciarlo macerare nel Tavernello (tm), riesce a preservare il suo corpo per quando sarà il momento opportuno.. il suo risveglio. E questo era il passato. Giunti ai nostri giorni troviamo una compagnia di improbabili studenti di archeologia arrivati in messico per compiere delle visite agli antichi templi. Guidati dalla strega più insopportabile di sempre giungeranno proprio a quello di Gardaland  della suddetta dea Quatlique.

Se avete visto "la mummia"  di Stephen Sommers avete visto il 90% del film, se avete visto anche "Indiana Jones e il tempio maledetto" avete visto anche il restante 10% (alcune scene peraltro sono state letteralmente rubate da questa pellicola, non dico plagiate, proprio tagliate e incollate). Mescolate inoltre lo sciattume tipico dei film di Bruno Mattei ed avrete un cocktail quasi letale. ''Oddio'' direte.. ''chissà che rottura di palle, sarà tipo ''nella terra dei cannibali'' o tipo ''Terminator 2''.. adesso vado a suicidarmi..''. Non premete il grilletto e buttate la siringa con la candeggina; questo film, a differenza di molti altri capolavori del Maestro non è affatto noioso e fa' pisciare addosso dal ridere! il livello della recitazione è la prima cosa che colpisce; come livello siamo attorno a ''saggio di fine anno della 5° elementare'' e il doppiaggio merdosissimo non aiuta. Alluccinante il modo in cui le ragazze sbuffano, ridono, si incazzano.. E io già sogno il defunto regista che al megafono (o più probabilmente facendo la conchetta con le mani) sbraita ''più enfasi, più enfasi! per Dio!''. Il doppiaggio è a livelli praticamente amatoriali ma soprattutto svolto da persone che non sanno parlare. Gli effetti speciali sono poverissimi o presi da altri film, e anche le scenografie sono ai minimi storici; il tempio è decisamente quello di Gardaland, ma con più polistirolo; gli zombie sono persone pitturate di blu, le spade sono chiaramente di plastica e le gemme che racchiudono il potere della dea sembrano quelle in dotazione al costume di carnevale ''Principessina fatata'', i massi che cadono in testa alla gente rimbalzano.. potrei continuare all'infinito. Quasi dimenticavo, SCENA MEMORABILE: Gli studenti si stanno facendo strada nella foresta a colpi di machete; ne passa uno, ne passano due, ne passan tre.. la telecamera indugia eeeeee... compaiono due messicani che non centrano un cazzo di niente col film con in spalla tipo una tenda! membri della troupe? turisti? gente in coda a Gardaland?Dio e Bruno Mattei lo sanno..
Questo film è un vero e proprio oltraggio al cinema e sono veramente fiero di aver avuto l'opportunità di recensirlo. Ero molto scettico all'inizio, non sapevo neppure se acquistare questo film (c'era il 3x2, alla fine me lo son portato a casa gratis, se no probabilmente l'avrei lasciato nel cestone insieme a Stanlio e Olio, Snakeman e compagnia bella) ma alla fine delle tre merdate che ho comprato è stata la più premiante.

Un film inverecondo, povero, pretestuoso, senza ragion d'essere, fatto alla cazzo di cane in penso 3 giorni. Ci piace. 

Recensito da: Imrahil

Voti
TRASH: 92/100
Noia: 57/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 93/100
Presunzione della regia: 75/100
Incompetenza degli attori: 99/100



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CURSE OF THE MAYA

Di David Heavener con David Havener, Amanda Baumann, Todd Bridges

"Quello non è un campo di mais...è un campo di mais cosmico!"
Una persona drogata che guarda un comunissimo campo di mais

"Non mi piace questo posto, guarda, ci sono 5 soli viola nel cielo...." "già è vero ma tutto quello che so è che non c'è un posto per pisciare"
Un rozzo contrabbandiere messicano alla sua bella

"Uuuuhm vi piace ciò che vedete grossi e cattivi burrito ?......We left Mexico for this?.....uuuuuuh grossi e cattivi burrito.......what a big mellon!"
La donna del contrabbandiere che nel deserto seduce senza motivo due burritos

Curse of the Maya è Il Film, o meglio è uno di Quei Film che quando li vedi cambiano immediatamente la tua percezione del bello e del brutto.
Cercare una logica è assolutamente impossibile, scoprire che esiste una pagina web del regista che tiene anche dei seminari di regia (vedere per credere) fa comunque capire molte cose, prima fra tutte la aberrante dose di autostima immotivata di Havener.
La cosa allo stesso tempo patetica ed eccezionale del film è proprio l'impegno profuso del regista che non pago di scegliere come locazione un deserto o di usare solo 4 attori evidentemente drogati (uno dei quali è lui) decide di tanto in tanto (di tanto in troppo) di utilizzare un filtro viola davanti alle immagini già sgranate e mosse di loro.
Aggiungeteci qualche scena di nudo a caso per non farsi mancare nulla, una patetica leggenda Maya, delle colonne sonore fuori luogo e scordinate, un neonato che morde una cinese perchè "mi piace il pollo fritto alla cinese" e avrete una parte di questo pseudofilm.
LA TRAMA [SPOILER]
Lo psicologo Michael compra via web una casa in mezzo al deserto del nuovo messico dove decide di portarci la sua paziente-compagna-lustrascarpe Reneè.
Li vicino sorgono delle miniere ove lavorano un burbero minatore (Havener) e un altra persona visibilmente handicappata.
Reneè ha delle visioni e scopre che nella casa è stato commesso un atroce delitto di una famiglia messicana maya (presumo che per un americano maya e messicano siano due termini sinonimi).
Gli zombies ovviamente si svegliano e cercano di ucciderli, riescono a far fuori Michael, Reneè viene salvata da Havener(perdonatemi il nome non me lo ricordo) ma entrambi sono braccati in un capanno degli attrezzi.
Senza motivo compaiono dei buffissimi contrabbandieri messicani che diventano ben presto carne da macello, nel contempo Reneè si rende conto che il responsabile del massacro della famiglia Maya è proprio Havener.
Ovviamente Reneè conosce a menadito le leggende Maya e riesce a ricacciare gli zombies nella tomba, resta fuori solo un bimbo in fasce che mangia Havener.
Finale con Reneè che sposa il minatore storpio e col piccolo maya che si mangia un assistente sociale che vuole far sloggiare l'allegra famigliola.
[FINE SPOILER]
Sappiate che il film è imperdibile per chi vuole avere una conoscenza approfondita dei film di serie Z in quanto fa parte di quella branca di filmografia impegnata dove il regista vuole trasmettere le sue turbe psichiche sullo schermo, se vi chiedete se David ci credeva davvero mentre lo girava, beh la risposta è si.
E c'è pure qualche coglione che guarda i suoi film.....

Recensito da:  Ortnid
Voti
TRASH: 95/100
Noia: 60/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 70/100
Presunzione della regia: 99/100
Incompetenza degli attori: 88/100

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1 agosto 2010

I PREDATORI DELL'ANNO OMEGA (aka Warrior of the Lost World)

Di David Worth, con Robert Ginty, Pershis Kambatta, Donald Pleasance. Italia/USA 1983


“I Predatori dell'Anno Omega” è un film gemello a Megaforce. Stessa ambientazione pseudo-futurista, stesse spropositate pretese, stessa messa in scena miserevole, stessa “risposta italiana” a “Mad Max” e pure qualche attore in comune, come Pershis Kambatta.

Ma se “Megaforce” era essenzialmente un polpettone noiosissimo, “I Predatori...” svolge invece più che dignitosamente il suo ruolo di film di merda, divertendo e intrattenendo lo spettatore.

Il Guerriero senza nome si aggira per un mondo scampato all'olocausto nucleare combattendo razziatori e bande di giovani delinquenti. Salvato dalla misteriosa Nastasja dopo l'ennesima imboscata, si unisce a lei e ad un gruppo di uomini che combatte il potente e dispotico dittatore Prosser. La missione del guerriero sarà quello di liberare il padre di Nastasja, ma non tutto va secondo i piani...

La storia e il suo sviluppo sono assolutamente prevedibili, il barbuto Robert Ginty (il protagonista) è un abitiué di film di tal risma ed è il classico eroe cinico, cazzuto e totalmente monodimensionale; sprecatissimo invece un attore serio e di valore come Donald Pleasence nel ruolo del cattivo.

Il film si incentra dunque sopratutto sulla “spettacolarità” delle scene d'azione e degli effetti speciali.

La moto del Guerriero (una Benelli carenata?) è addirittura dotata di un computerino che parla in falsetto e di mitragliette uzi, ma il meglio sono le “sparatorie” i cui effetti sonori sono stati chiaramente fatti con la bocca, proprio come i bambini che giocano in cortile.

Nel complesso l'effettistica è discretamente ridicola, ma non abbastanza per ricevere una menzione di merito e lo stesso vale per tutto il film, che si lascia vedere abbastanza volentieri, senza eccellere in nessun campo.

Certo, i ralenty con le moto in fiamme dotate di rotelle non sono male, ma era lecito aspettarsi qualcosina in più...

La curiosità maggiore del film risiede però nella dubbia attribuzione della regia. Ufficialmente è stata accreditata allo sconosciuto David Worth, che secondo qualcuno è stato messo come tappabuchi dopo la dipartita di Joe D'Amato. Alcuni rifiutano totalmente il coinvolgimento del regista italiano, altri ancora dicono che a Worth abbiano messo il film in mano senza soggetto e sceneggiatura e che si sia dovuto basare solo sulla locandina. Più facilmente siamo di fronte ad un “puzzle” composto da scene girate da persone diverse e... si vede!

In conclusione un trash discreto, non indimenticabile, ma che può meritare una visione.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 71/100
Noia: 64/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 73/100
Presunzione della regia: 75/100
Incompetenza degli attori: 60/100



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LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani