BENVENUTI!


Ben arrivati nel nostro blog! Siamo cinque ragazzi con la passione ormai da anni per i b-movies, abbiamo deciso di cimentarci in questo progetto principalmente per nostro personale diletto, ma speriamo anche di essere utili con le nostre recensioni a qualche amante del trash di passaggio.

Saluti.

31 luglio 2010

LUNA DI SANGUE (aka Fuga dalla morte)

Di Enzo Milioni con Jacques Sernas, Barbara Blasko, Alex Berger
Vediamo se hai un membro vigoroso come quello del mio Larry” Ann a Larry


Ann ritrova il cadavere di suo marito Larry nel proprio maneggio. Sconvolta, Ann si dirige verso casa e trovandovi il dottor Mark, il medico che la tiene in cura per disturbi nervosi, lo informa subito del macabro ritrovamento. Mark comincia le ricerche, ma del cadavere non c'è alcuna traccia. L'assenza di Larry sembra essere spiegata da una lettera ritrovata inseguito dove l'uomo afferma di volersi concedere un lungo periodo di riposo. Ann é incredula, ma un giorno un uomo arriva alla sua porta, sostenendo di essere Larry, ritornato dal suo periodo di assenza.

Ebbene si ancora un film della serie “Lucio Fulci presenta” ed ebbene si un'altra rottura di palle colossale!
Stiamo parlando di “Luna di Sangue” che con “Sodoma's Ghost” é da considerarsi il peggio del peggio della serie, complimenti Enzo Milioni!
Non c'é nulla che possa spingervi a guardare questa immmonda porcata forse solo un folle impulso masochista. Ho deciso comunque di scrivere questa recensione, recensione che ci tengo a sotto lineare tutti i miei compagni di avventura si sono rifiutati disgustati di scrivere e l'ho fatto solo per te caro lettore!
Perché non voglio che tu commetta il nostro stesso sbaglio, non lasciarti abbindolare da quella frase sul membro di Larry, non sperare che possa trattarsi di una cazzatona spassosa! Non c'é proprio niente da ridere! E vero fa parte della stessa serie di “Bloody Psycho” ma non é degno di farne parte e di vedere il proprio nome accostato a quello dell'immortale capolavoro di Lucchetti!
L'unica cosa che può dirsi a discolpa del buon Enzo Milioni e che almeno un'idea buona ce l'ha avuta
SPOILER: il film inizia dalla fine della vicenda che viene poi narrata tutta in flashback
il problema é che se la gioca subito e poi il resto é il nulla più totale.
Per il resto l'unica cosa degna di nota, si fa per dire, é la partecipazione di Pamela Prati (!) inserita peraltro in maniera totalmente pretestuosa ed inutile nella vicenda, giusto nella speranza di richiamare una mezza dozzina in più di spettatori immagino...

Recensito da:  Azagthoth
Voti
TRASH: 40/100
Noia: 94/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 67/100
Presunzione della regia: 70/100
Incompetenza degli attori: 80/100

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28 luglio 2010

LA CASA 3 (aka Ghosthouse)

Di Humphrey Humbert (Umberto Lenzi) con Lara Wendel e Greg Scott

Paul, un nullafacente radioamatore con la passione dei computers (si pronunci bene computerS ), capta una richiesta di aiuto e una musichetta fastidiosissima col suo potente Kenwood anni 70'.
Immediatamente capisce che si tratta di una disperata richiesta di aiuto e che da qualche parte è avvenuto un misterioso omicidio.
Decide quindi con la compagna Martha di scoprire la fonte del segnale tramite logaritmi e il suo potente computers (si si anche al singolare) e di andare in cerca del luogo che trova prontamente grazie anche alla sua antenna capta segnale fatta in casa.
Trovano una casa abbandonata dove venti anni prima era stata sterminata la famiglia Becker e dove al loro arrivo trovano una compagnia di altri fannulloni in camper anchessi radioamatori.
Inizia la carneficina da parte della casa, di tanto in tanto appare una bambina con un pupazzo parecchio inquietante, qualche scena ridicola, qualche riempitivo, alcune scene sono ripetute.
La tattica del gruppo è quella di dividersi ed entrare a turno in una stanza buia non armati, tattica che, come da ogni buon film horror che non si rispetti, risulta assolutamente cretina.
SPOILER
Paul scopre che il signor Becker lavorava alle pompe funebri e aveva l'abitudine di alleggerire i corpi da cremare di monili o oggetti preziosi. Tra questi anche un pupazzo che aveva poi regalato alla figlia, da qui il mancato rispetto dei morti aveva causato l'ira divina assassina e vendicativa.
Paul decide, così senza una ragione precisa nè un movente, di dar fuoco alla tomba della bambina facendo così svanire nel nulla (con un effetto speciale davvero risibile) fantasmi e assassini dalla casa.
Naturalmente qualche tempo dopo Martha vede il pupazzo in una vetrina e mezzo secondo dopo Paul viene investito da un autobus. Qui termina il film.
Il film in realtà è fatto abbastanza bene, a parte la follia della trama senza senso, ha effetti horror più che decenti, la recitazione è scadente, pessima a tratti. E' un film schifosamente anni 80', con acconciature e capi d'abbigliamento tipici del periodo, la celebrazione ostentata della tecnologia Kenwood e l'utilizzo compulsivo del verbo spengere fanno sorridere se rapportate a oggi.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 65/100
Noia: 45/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 68/100
Presunzione della regia: 72/100
Incapacità degli attori: 86/100

 

25 luglio 2010

FRANKENFISH – PESCI MUTANTI

Di Mark A.Z. Dippé, con Tory Kittles, K.D. Aupert, China Chow. USA/2004

Sono ormai passati quasi 6 anni da quando, riuniti in una compagnia insospettabilmente numerosa, decidemmo a casa di Imrahil di noleggiare un film da Blockbuster.

Fu mandato in avanscoperta il virtuoso Ortnid, che in combutta con un losco individuo che poi rinnegherà ciò a cui ha dato inizio, irresistibilmente attratto dal geniale titolo, si buttò su questo “Frankenfish – Pesci mutanti”.

Questa non è una vera e propria recensione, è un tributo al punto zero. Un tributo al momento in cui un insano virus sconvolse le menti dei quattro responsabili di questo blog e che li costringe tuttora a sprecare periodicamente preziose ore del proprio tempo a guardare film di merda.

Gli amici li disprezzano e li accusano di follia; qualcuno prova a insinuarsi, poi gli capita un Decoteau o un “Etrusco uccide ancora” e scappa a gambe levate.

Poveri stolti, sapessero cosa abbiamo dovuto affrontare. Cose che voi umani non potere neanche immaginare...cose che in confronto questo “Frankenfish” è un capolavoro di Zulawsky.
Eh sì, perchè la pellicola in questione è una bella cazzatona e di quelle col botto, ma rimane un paio di gradini sopra a produzioni Asylum o cicli horror di Lucio Fulci.

La trama: un medico e una biologa indagano sulla presenza di un predatore acquatico che potrebbe aver massacrato un pescatore nelle paludi della Lousiana. Il mostro esiste davvero: è uno spaventoso cefalo-seprente dalla dimesioni di uno squalo.

Il tema è sempre quello, la natura geneticamente modificata che si vendica sull'uomo.
Lo stuolo di personaggi è particolarmente eccessivo e irritante e gli attori si muovono giusto in attesa di essere sbranati dal mostro di turno.
Il pesciazzo realizzato in computer-grafica è di quelli brutti davvero, che ti trasmettono un misto di ilarità e tristezza.
Un po' di splatter, un po' di frattaglie, un po' di dialoghi cazzuti, un po' di bracconieri cattivi...insomma la solita roba, senza infamia e senza lode.
Un canonico “monster-movie” con un paio di picchi dovuti alla ridicolaggine degli effetti speciali e al comportamento idiota della carne da macello, altrimenti conosciuta come i personaggi principali.

Ma come dicevo, è l'importanza storica del titolo a fare la differenza.
L'esperienza di sbertucciare cagate come queste è diventato il nostro obbligo morale.

Quindi, grazie Mark A.Z. Dippè, grazie Ortnid e grazie Frankenfish.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 75/100
Noia: 66/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 81/100
Presunzione della regia: 53/100
Incapacità degli attori: 61/100


N.b.: il film è disponibile per intero su Youtube diviso in più parti.

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: i suoi seguiti, qualsiasi altro film di natura geneticamente modificata vs. uomo avido e stolto

MEGA SHARK (aka Mega Shark vs. Giant Octopus)

Di Jack Perez, con Deborah Gibson, Lorenzo Lamas, Vic Chao. USA/2009/ASYLUM

“Mega Shark” è il classico filmaccio made in Asylum.

Produzione da quattro soldi, attori cani, effetti speciali di merda, noia a profusione, dialoghi imbecilli e una storia idiota.

E siccome i capoccia dell'Asylum sono una inesauribile fonte di idee originali, in un fulminante colpo di genio decidono di far lottare una megasqualo preistorico (cioè, il Megalodon, già visto in un'ottantina di film) contro un calamaro gigante (...).

La storiella di contorno riguarda una scienziata bionda (l'imbarazzante Deborah Gibson, ex meteora della musica anni '80, ma che -attenzione!- sta già girando l'imperdibile Mega Python vs. Gatoroid), uno scienziato vecchio e uno scienziato giapponese.

Ovviamente i tre protagonisti sono gli unici a capire tutto con mesi di anticipo, ovviamente spetterà a loro risolvere tutta la situazione e ovviamente la bionda se la fa col muso giallo.
In questo contesto si insinua Lorenzo Lamas, annunciato come la star del fim.
E quando Lorenzo Lamas è la star di un film c'è veramente qualcosa che non va. L'ex “Renegade” è il classico generale/comandante/capo dei militari (che però se ne va in giro in giacca e dolcevita e soffre mal di mare) ottuso e cattivo, che manda a morire i suoi soldati e che vuole uccidere i due mostroni, infischiandosene dell'interesse scientifico.

In questo oceano di banalità e avvilente prevedibilità (visto che siamo in tema marittimo), il film si salva grazie ad una manciata di perle dovuta alla classica povertà di mezzi e sciatteria che contraddistingue ogni film Asylum.

Indimenticabile la scena in cui lo squalone SALTA FUORI DALL'ACQUA E AFFERRA UN AEREO IN VOLO. Giuro. Davvero, un concorde in CGI che viaggia sul mare...e quello salta e lo se lo magna così... grande Asylum.
Ottime anche le sequenze in cui lo squalone si mangia il Golden Gate e il piovrone abbatte con un colpo di tentacolo un jet in volo che sta cercando di fotografarlo (!).

Purtroppo il “Giant Octopus” soffre di ostracismo e ce lo fanno vedere ben poco, confinato com'è sulle coste giapponesi, quindi ci dobbiamo limitare ad immaginare ciò che ci racconta lo scienziato del Sol Levante.

Interessanti pure gli interni dei sottomarini -giapponesi o americani sono identici- che sono un misto tra un serie di lavatrici, sportelli bancomat e armadietti da liceo yankee.

SPOILER
Il tanto atteso scontro finale fra le due creature è chiaramente una mezza boiata, con le stesse sequenze ripetute una ventina di volte e con la ovvia morte contemporanea di entrambi.
FINE SPOILER

In conclusione “Mega Shark” è un filmetto senza pretese, che nel complesso si lascia abbastanza vedere, anche se certo non mancano momenti di noia totale.
Tuttavia le scene menzionate poc'anzi possono meritare la visione di ogni “shit-hunter” che si rispetti.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 70/100
Noia: 62/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 90/100
Presunzione della regia: 30/100
Incapacità degli attori: 75/100



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Megalodon e tutti gli altri film di merda con uno squalo gigante che ho visto e rimosso all'istante

MEGAFORCE

Di Hal Needham, con Barry Bostwick, Michael Beck, Henry Silva. USA/1982

Un esercito di atleti superdotati mercenari, guidati dal comandante Asso, ha il compito di sconfiggere un misterioso stato pseudo-comunista che sta mettendo a repentaglio la pace nel mondo.

O almeno credo, perchè la trama è assolutamente incomprensibile e delirante. Un insensato intreccio fantapolitico da cui è impossibile districarsi e di cui è comunque impossibile interessarsi. Ben presto infatti ve ne fregherà poco e un cazzo chi siano quelli o cosa fanno, o perchè succede una determinata cosa.

Il film infatti è un'accozzaglia di scene di azione noiosissime e abbastanza ridicole, con delle ape-car ricoperte di cartone e dei motorini Ciao, o delle Gilera 125 nel migliore dei casi, rinforzati col polistirolo.

A parte ciò, il dispiego di forze per questo titolo bisogna dire che è comunqe notevole.
Battaglie, scontri, esplosioni di ogni tipo e astro-carri armati così ben fatti, che sembra addirittura che qualche militare americano abbia chiesto consulenza ai produttori per costruirne di veri (!!!).

Si nota anche come tutto il cast sia coinvolto e creda veramente nel progetto, a partire dal mezzo clone di Chuck Norris, il capitano Asso, che se ne va in giro con un'attillatissima tutina d'oro.

Alla lunga però “Megaforce” si rivela piatto e noioso, se si eccettua qualche stupido effetto speciale e una manciata di dialoghi risibili tipo “Le ami di meno, le ami di più, ma soprattutto le ami laggiù”.

La scena migliore si ha nel finale quando il capitano Asso raggiunge l'astronave partente prendendo il volo con una moto, in una sequenza -forse l'unica- particolarmente esilarante (visibile qua sotto)

In sostanza “Megaforce” è un titolo da consigliare solo agli irriducibil del trash, ma proprio quelli con le palle d'acciaio, perchè per trovarci qualcosa di interessante bisogna aspettare e scavare in profondità.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 63/100
Noia: 75/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 80/100
Presunzione della regia: 81/100
Incapacità degli attori: 68/100



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: I Predatori dell'Anno Omega, Mad Max, qualsiasi altro stupido film di fanatscienza in un futuro post-apocalittico.

20 luglio 2010

VOODOO ACCADEMY

Di David Decotau con Debra Mayer, Riley Smith, Chad Burris, USA/2000/Rapid Heart Pictures

Il giovane Christopher si è appena iscritto al prestigioso Carmichael Bible College, diretto dall'eccentrica Mrs Bouvier. Dopo alcune sparizioni inspiegabili, Christopher decide di compiere qualche indagine e viene a conoscenza dei loschi piani che Mrs. Bouvier il reverendo Carmichael hanno per i giovani alunni della scuola.

Conoscete i Saxon? Non c'entrano un cazzo con Decoteau, sono un gruppo metal ma ai loro concerti si divertono con un tormentone: rivolgono ai loro spettatori sempre la solita domanda “new song or old song?” alla quale la risposta scontata é “old song”. Lo stesso potrebbe fare David con i suoi fans “volete una trama nuova e la solita?” e la risposta deve essere “la solita” a giudicare da questa sua ennesima fatica... Ebbene si la trama é sempre quella, l'accademia, la setta, i rituali, i boxer e i calzini... Insomma niente di nuovo sotto il sole, ma ciò ha un che di confortante, la possibilità di seguire il film spengendo completamente il cervello (ma proprio in maniera completa tanto non c'é nulla per cui valga la pena tenerlo collegato) ha un suo fascino. Forse é proprio questo il segreto di David la sua capacità di assuefarti con l'ossessiva ipnoticità del suo trash. Ma io sto parlando da spettatore navigato per chiunque non avesse mai visto un film di Decoteu beh la trama é riportata qua sopra, per il resto sappiate che il piatto forte sono ragazzi in boxer e calzini ripresi al rallenty con tanto di flashate bianche e musica elettronica messa a casaccio. Come sempre però il buon David ci ragala una piccola perla per premiarci della nostra fedeltà ovvero la mutazione dei ragazzotti protagonisti in una sorta di ridicolissime bamboline voodoo, ecco penso che la pietosità di questo singolo effetto speciale (che peraltro é anche praticamente l'unico presente) possa da solo valere l'oretta abbondante spesa per la visione del film.

ATTENZIONE E' UN FILM DI DAVID DECOTAU QUINDI:
La visione é sconsigliata agli epilettici a causa delle innumerevoli flashate
Contiene giovinetti in boxer e calzini e nudità maschili variamente assortite
Può indurre sonnolenza o rottura di coglioni


Recensito da: Azagthoth

VOTO TRASH: 71/100
Noia: 72/100
Ridicolaggine effetti speciali: 80/100 (della serie pochi ma buoni)
Presunzione della regia: 44/100
Incapacità degli attori: 76/100


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un qualsiasi film di Decoteau con degli adolescenti a torso nudo in copertina

19 luglio 2010

NON AVER PAURA DELLA ZIA MARTA

Di Mario Bianchi con Gabriele Tinti, Maurice Poli, Sascha Darwin, Italia/1989/AVO Film

La famiglia Hamilton passerà il fine settimana nel vecchio casolare di zia Marta. Non sarà un fine settimana come tanti altri: sono passati infatti quasi trent'anni da quando Richard ha visto per l'ultima volta sua zia. Le uniche immagini che affiorano alla memoria sono quelle della zia Marta in un ospedale psichiatrico. Quando gli Hamilton arrivano alla villetta di campagna, vengono accolti dal custode, il quale per conto di Marta continua a rinviare il suo arrivo a casa.

Allora sto film ha un problema fondamentale: é noiosissimo. Di fatto nella prima ora non succede niente ma niente di niente! I protagonisti arrivano nella casa della zia Marta e se ne stanno lì a dirsi: “Accipicchia quando arriverà la zia Marta?” “E già dovrebbe essere già qui” “Va beh aspettiamo” “Attenzione forse arriva! Ah no é mio figlio Charles!!!” e così via... A tenere un minimo di tensione dovrebbero pensarci le patetiche burle che il figlio più piccolo alla sorellona, le quali ovviamente falliscono miseramente nel loro scopo e riescono solo a rendere la visione del film ancora più straziante. Poi dopo un ora quando ormai lo spettatore é regredito in uno stato catatonico, la svolta improvvisa! Una serie di omicidi a casaccio, tra cui uno sotto la doccia (che idea originale eh?), che fanno da apripista ad una interminabile scazzottata e ad un finale privo di senso (una delle costanti della serie “Lucio Fulci presenta”). Purtroppo a salvare questo film non bastano nemmeno le buone prove offerte dal protagonista (Gabriele Tinti) e del custode (Maurice Poli) a cui fanno da contraltare le pessime prove di tutti gli altri attori coinvolti. Certo non é il peggiore dei film dei “Maestri del Thriller”, ma non é che ci volesse molto...

Recensito da: Azagthoth

VOTI
TRASH: 50/100
Noia: 87/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 45/100
Presunzione della regia: 60/100
Incompetenza degli attori: 60/100 (é una media)

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14 luglio 2010

LA BESTIA NELLO SPAZIO

Di Alfonso Brescia, con Vassili Karis, Sirpa Lane, Venantino Venantini. Italia/1980

"Non rompermi gli asteroidi!"

“La Bestia nello Spazio” è una grandissima occasione persa. Poteva essere un capolavoro trash e invece si rivela un filmaccio quasi inguardabile.

Nel futuro la terra può essere salvata dal minerale Antalyum, presente solo sul pianeta Lorigon. Il militare Vassili Karis, ha il compito di andarlo a recuperare, ma prima rimorchia in un bar quella che sembrava una prostituta (Sirpa Lane), ma che poi si rivelerà essere il suo tenente di vascello. La suddetta ragazza durante la notte ha degli incubi in cui una specie di Satiro la insegue per un bosco per possederla brutalmente. Una volta precipitati sul pianeta, l'equipaggio scoprirà che Lorigon è comandato da un re umano e da un millenario computer chiamato Zocor, ma soprattutto che l'incubo di Sirpa Lane si trasformerà in realtà.

Il film inizia benissimo: il mitico Vassili Karis (già in “Bloody Psycho”) si reca in questo bar super-psichedelico in stile futuro anni '70 e si odono dialoghi del tipo: “Non rompermi gli asteroidi” o “Brutto figlio di una troia venusiana”. Battute deliranti, recitazione amatoriale e scenografie che dire miserevoli sarebbe eufemistico, fanno ben sperare per un grande film.
Ma poi tutto va a catafascio. Col passare dei minuti il ritmo rallenta, la sceneggiatura arranca, i dialoghi non sono più divertenti ma solo tediosi e la permanenza sul famoso pianeta si rivela un'agonia insopportabile.
Infatti l'equipaggio dell'astronave viene coinvolto in un'interminabile sequenza di orgia-porno-soft, tra i satiri di cui sopra, varie attricette di bassa lega e uomini brutti.

Questa orribile mezzora di scenette erotiche sembra che sia stata aggiunta successivamente per “rinforzare” il fim (pare addirittura all'insaputa del regista), ma il risultato è che lo affossa ulteriormente. Sono infatti realizzate malissimo, montate ancora peggio e più che eccitazione provocano allo spettatore solo un sonno profondo da cui è difficile risvegliarsi.

Poi finalmente l'orgia finisce e si torna a ridere grazie ad un ridicolo robottone realizzato con scatoloni grigi e luci di natale, a pietre di polistirolo che rimbalzano e armi giocattolo che fanno “pew pew”.
Ma ormai il danno è fatto, il film è inesorabilmente inquinato e distrutto e non c'è modo di salvarlo.

Insomma, se questa pellicola fosse composta solo dalla prima e dall'ultima parte, senza i 40 minuti del mezzo, sarebbe un gustosissimo “trashone” di prima categoria, ma purtroppo il tedio insopportabile delle scene soft-core rimane un ostacolo impossibile da ignorare.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 62/100
Noia: 80/100
Ridicolaggine degli effeti speciali: 74/100
Presunzione della regia: 44/100
Incompetenza degli attori: 75/100




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APOCALISSE A FROGTOWN (aka Hell Comes To Frogtown)


Di Donald G. Jackson e R.J. Kizer, con Roddy Piper, Sandahl Bergman, Cec Verrel. USA/1988

L'ex wrestler Roddy Piper (Sam “Hell” nel film) nel solito scenario post-apocalittico, è uno dei pochi uomini fertili rimasti sulla terra. Viene quindi assoldato dalla “Medtech” per andare a Frogtown e liberare, e dunque ingravidare, un nugolo di ragazze rapite dagli uomini-rana, frutto di mutazioni scaturite dalla guerra nucleare. Peccato che al buon Roddy abbiano anche installato alle parti basse un congegno pronto a esplodere qualora qualcuno tentasse di toglierlo e telecomandato a distanza, tramite orecchino, dalla soldatessa cazzuta, ma sotto sotto vogliosa, di turno.

Come si può facilmente intuire dal titolo e dalla trama, il film non si prende affatto sul serio. Lo stesso protagonista recita con un ironico sorrisetto stampato in faccia per tutto il tempo e anche lo sviluppo stesso della sceneggiatura, lascia suggerire come l'intera pellicola sia realizzata con il solo scopo di intrattenere e divertire.
E bisogna dire che ci riesce. Nonostante la stupidità di fondo, questo “Apocalisse...” scorre che è un piacere, è divertente, ben fatto e raramente noioso.
I costumi degli uomini-batrace sono davvero ben realizzati e credibili, nulla di stupefacente per carità, ma il risultato è comunque ottimo. Il finale è tirato un po' troppo per le lunghe e sopraggiunge ogni tanto qualche momento di stallo, ma il ritmo è sempre abbastanza sostenuto e i registi si fanno perdonare anche queste piccole cadute.

Da menzionare la scena della danza dei “Tre serpenti”, dove Sandahl Bergman si esibisce in un provocante ballo atto a eccitare il re rana, che sotto le vesti e in mezzo alle gambe nasconde...provate un pò a indovinare!

Capolavoro del trash no, buona cialtronata da guardare in allegria con gli amici sì.


Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 71/100
Noia: 46/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 30/100
Presunzione della regia: 45/100
Incompetenza degli attori: 51/100





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12 luglio 2010

SLUGS - Vortice d'orrore (aka Muerte Viscosa)

Di Juan Piquer Simòn, con Michael Garfield, Kim Terry, Philip MacHale, Alicia Moro. USA/1988/New World Pictures

"mi ha morso! D:"
protagonista su lumaca assassina

Delle innocue lumache che pascolano placidamente nei pressi di un piccolo centro americano chiamato Ashton, in seguito allo scarico di sostanze tossiche negli scoli fognari, si trasformano in aggressivi lumaconi carnivori ed iniziano a terrorizzare tutta la cittadina, spolpando letteralmente fino all'osso chiunque incontrino sul loro (lentissimo) cammino.

Beh, si, non c'è molto altro da dire effettivamente, ci troviamo di fronte ad un monster movie abbastanza classico; ora però parliamone.. delle lumache assassine con tanto di dentini acuminati sono effettivamente una minaccia così terrificante? ok sono tante, ok sono mutate, però sono sempre delle lumache! penso che come arma di difesa uno spostamento a passo quasi svelto possa essere più che sufficiente. Penso sia proprio questo ciò che fa' di questo lungometraggio un film trash: si perchè in realtà il film non è fatto male, gli effetti speciali sono a mio avviso più che al passo coi tempi (del 1988, ovviamente) la recitazione è più che accettabile anche se non eccezionale: potrebbe essere un qualsiasi filmetto senza troppe pretese da guardare con la ragazza che si vuole limonare, anche perchè si tratta di una pellicola abbastanza splatter. La realtà però è che le lumache non fanno paura a nessuno e schifo a pochissimi (io le trovo addirittura carine) ed è un vero peccato (per i cinefili in generale, io sono supercontento che abbiano usato delle lumache) perchè se ci fosse stato il Supercroc di turno o il King Kobra di turno questo Slugs sarebbe potuto essere un film serio.

Leggero, ma serio. Fortuna per noi ci sono delle lumachine tenere invece di un insetto gigante e quindi almeno un pochino possiamo deridere Simòn e company, ma con molto rispetto, perchè tenendo conto del budget risicato che avevano hanno prodotto un piccolo capolavoro (non trash). 

Recensito da: Imrahil

VOTI
Trash: 53/100
Noia: 45/100
Ridicolaggine effetti speciali: 23/100
Presunzione della regia: 68/100
Incompetenza degli attori: 46/100


SLAGS mmmuerte viscossa!

MIRROR (aka The Boogey man)

Di Ulli Lommel, con Suzanna e Nicholas Love, Ron James, John Carradine. USA/1980/AVO films

Due innocenti pargoli assistono alla raccapricciante scena della propria madre che copula con il suo nuovo compagno. Scoperti, vengono severamente puniti dall'uomo che addirittura lega Willy (il figlio maggiore) al letto e lo imbavaglia. La sorellina (Lacey) prende un grosso coltello da cucina e libera il fratello, il quale le strappa il coltello e, sgattaiolato nella camera della madre, pugnala a morte il suo prepotente patrigno; Lacey assiste alla macabra scena riflessa nel grande specchio della camera. Da quel giorno Willy rimarrà muto e la sorella Lacey urlerà tantissimo ogni volta che vedrà uno specchio. Vent' anni dopo l'incubo torna a perseguitare i due fratelli. Lacey si è sposata ed ha un figlioletto e conduce una vita abbastanza normale; Willy poveretto con il suo mutismo fa' il bracciante per una famiglia tramite l'intercessione del prete del piccolo paese in cui si trovano. Quando Lacey per la 1327483 volta urla tantissimo a contatto visivo con uno specchio, il marito decide che è il caso di portarla da una strizzacervelli, il quale pontifica che per sconfiggere le paure di Lacey deve affrontare il suo passato e lo specchio (che fantasia..). Si recano quindi nella vecchia casa dove abitavano i due fratellini per fronteggiare lo specchio che si rivelerà essere inevitabilmente posseduto.

Vi ho annoiati? bene, mi fa' proprio piacere. Non avete neppure idea di quanto mi sia annoiatoio guardando questo film; portate parte del fardello anche voi! Il film è di una lentezza esasperante, lentezza che si può avvertire fin dai primi istanti e che prosegue imperterrita fino praticamente agli sgoccioli. Numerosi gli espedienti utilizzati da Ulli (ma che razza di nome è?) per allungare la minestra che di per sè sarebbe veramente poca. Stiamo parlando di decine di secondi usati per inquadrare il taglio di un tacchino arrosto, di gente che gira 5 volte attorno alla propria macchina, di Willy che pulisce gli specchi alla velocità di una lumaca gambizzata. La trama si sviluppa in maniera superlineare, i colpi di scena sono stra-citofonati e gli espedienti per mantenere alta la tensione sono davvero patetici e non farebbero sobbalzare neanche un bambino di 3 anni. L'unica nota positiva del film sono le uccisioni che quasi tutte sono talmente redicole che una risata sincera la strappano, ma per il resto tutto veramente da buttare. Un buon voto trash anche agli "effetti speciali", fatti con delle lampadine colorate. La visione del film è anche resa se possibile più fatidiosa dalla presenza del rumorosissimo figlio di Lacey che non sta zitto un secondo e gioca tutto il tempo sopra un pozzo aperto.. forse anche la madre sotto sotto sperava ci cadesse dentro.

Vabè, io sono morto di noia vedendolo.. pur essendo americano ricorda abbastanza le produzioni horror a basso budget italiane. Se volete sciogliervi dalla noia davanti al vostro televisore quindi, siate patriottici e guardatevi Sodoma's Ghost o Luna di Sangue.

Recensito da: Imrahil

VOTI
Trash: 57/100
Noia: 98/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 74/100
Presunzione della regia: 81/100
Incompetenza degli attori: 65/100



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Un film di Lucio Fulci.


9 luglio 2010

INCONTRI EROTICI DEL QUARTO TIPO (aka Wham bam thank you Spaceman)

Di quel coglione di William A. Levey, con Jay Rasumny, Samual Mann, John Ireland, Dyanne Thorne, Mendel Pincus, Robert George, Anne Gaybis, Pepi La Rue, Maria Aronoff, Bo Tackman. USA. Durata: 75 minuti. 1978.

Ammetto di essere enormemente imbarazzato nel dove recensire questa ‘cosa’ (perché definirla pellicola mi sembra eccessivo per questa accozzaglia di scene senza senso), è passato un anno, forse due, da quando lo abbiamo visto, ma ancora ognuno di noi prova un certo imbarazzo quando viene citato, nessuno voleva fare questa recensione, nemmeno io, ma qualcuno doveva farla, beh mi vergogno un po’ anche di questo.
Come definirlo?
Patetico? Si certamente, ma va oltre.
Erotico? No, decisamente un erotismo grezzo, grossolano e indicibilmente fastidioso.
Grottesco? Si, ma non rende ancora del tutto l’idea
Ridicolo? No, sarebbe un complimento immeritato.
Il termine più adatto ritengo sia ‘porcata ignobile’, di sicuro rende bene l’idea e senza dubbio è quello che aveva in mente il regista e soprattutto quel folle che ha scritto la scenografia e i copioni (roba da ospedale psichiatrico)
LA TRAMA
Due alieni, provenienti da un pianeta affetto evidentemente da grossi problemi psichici e sessuali, vengono inviati sulla terra per riprodursi col maggior numero di donne possibili.
Tralasciando il fatto che l’organo sessuale di questi alieni dai movimenti a scatti e dal linguaggio assolutamente fuori da ogni logica sia un bastoncino che esce dal naso (BASTONCINO CHE ESCE DAL NASO avete capito???????), il film presenta dei momenti che lasciano assolutamente allibiti.
La stessa scena della durata di 10-15 minuti in cui gli alieni (due drogati con un cestino in testa e due fogli di stagnola) vanno a zonzo per una città viene ripetuta due volte (LA STESSA SCENA, DUE VOLTE UGUALE IDENTICA!!!!!!!!!!!!!!!!) per simulare la loro assidua ricerca.
Poi, stufi di girare si introducono in una sorta di bordello, dove a tutti pare normale che due alieni ‘dotati’ di un bastoncino appaiano e spariscano da una stanza all’altra (ma forse sono io malato e tutto ciò è normale e accade quotidianamente nel mondo).
Si introducono in set cinematografici, rapiscono donne di qua e di la, ripetono le stesse frasi continuamente, intervallano le loro performances con meritato riposo  (eh già sti cazzi che gran lavoro faticoso) fino a quando, soddisfatti non tornano a casa, mentre tempo dopo nascono i loro orribili figlioletti sulla terra.
Adesso io non so se il regista volesse essere spiritoso, comico, serio o burlone, di certo questo film è fastidiosissimo alla visione in tutto e per tutto, non me ne vogliate per la recensione, non volevo vederlo….
Se proprio volete cimentarvi nella visione NON fatelo in compagnia di una persona che vi stima o che vi apprezza, di certo perdereste tutta la vostra influenza, se lo vedrete con la vostra ragazza verrete immediatamente lasciati, ma non dite che non siete stati avvisati.

recensito da: ORTNID 

VOTI
Livello Trash: 90/100
Noia: 87/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 99/100
Presunzione della regia: 80/100
incompetenza degli attori: 90/100


8 luglio 2010

Il RITORNO DI GORGO - IL FIGLIO DI GODZILLA (aka Kaijū-tō no Kessen: Gojira no Musuko)

Di Ishirô Honda. Con Tomonori Yazaki, Eisei Amamoto, Sachio Sakai, Kazuo Suzuki, Kenji Sahara. Giappone/1967/Koala Films (!)

Gorgo è tornato signori! O meglio Gorgo si è Giapponessizzato, ed è diventato tenerissimo!
Dovete difatti sapere che non si tratta di film dell’orrore, né di film comico né tantomeno di film trash.
‘Il ritorno di Gorgo’ è invece un film di un’importanza sociale FONDAMENTALE nella vita di un uomo, un film educativo, romantico, che ha fatto scendere una piccola lacrima sulle nostre gote rosse ancora traumatizzate dalla visione di ‘Incontri erotici del quarto tipo’ della sera precedente.
Non c’era imbarazzo sui nostri volti al termine del film, non c’era rabbia e nemmeno delusione, eravamo commossi, sinceramente e semplicemente commossi.
LA TRAMA
Un giornalista ficcanaso Nipponico si intrufola su di un’isola del Pacifico dove stanno compiendo sospetti esperimenti sul clima, nel momento in cui viene scoperto non viene però né arrestato né dato in pasto ai pescecani ma bensì viene accettato e aggregato alla missione. L’esperimento ovviamente si rivela un fallimento totale, ma dall’esplosione vengono generati un ragno gigante, delle mantidi giganti e ovviamente Gorgo, un piccolo cucciolo di Godzilla (!!!!!!).
Da questo punto in poi ciò che succede agli uomini (che trovano anche una isolana) diventa assolutamente secondario e l’attenzione si sposta sui mostri, realizzati in paglia e colla, con effetti speciali veramente eccezionali.
Le mantidi e il ragno malmenano (letteralmente) il piccolo Gorgo per un tempo interminabile finchè il ‘Gorghino’ richiama l’attenzione del padre con dei ridicolissimi mugoli.
Arriva il padre e sgomina le mantidi con indicibile forza cartapestosa mettendo in salvo il pargoletto.
E’ qui arriva il capolavoro di tenerezza, un punto che solo ‘Gappa’ nella scena finale ha saputo eguagliare:
Papà Gorgo insegna al piccolo come gira il mondo e come si comporta un vero Gorgo! La scena è tenerissima, il piccolo stuzzica il papà mentre dorme, questi si sveglia e gli insegna attività da vero godzilla tipo sputare fuoco, ruttare, giocare a calcio (!!!!!!!!!!!!) e abbattere mantidi giganti. Nel combattimento finale sarà proprio il piccolo a salvare il padre arrostendo il ragno inaspettatamente.
Beh forse scriverlo così non rende, ma la scena è davvero dolce anche per dei grezzoni come i presenti, la fine del film poi è drammatica, quando quei quattro zuzzurelloni di Giapponesi riescono nel loro esperimento e creano una tempesta di neve e ghiaccio sull’isola che congela i mostri mentre loro fuggono.
Inevitabile che anche Gorgo e suo papà vengano congelati , la scena finale vede i due esemplari di Gorgo che si stringono in mezzo alla neve andando incontro alla morte per assideramento (nonostante la ragazza dica che si sono addormentati, ma è solo una manovra per non far piangere i bambini che vedono il film)
La verità è che Gorgo, il mostro dal cuore umano è stato ucciso dalla cinica malvagità umana e non tornerà mai più. Ciao piccolo grande Gorgo, ultima frontiera del patetico.

recensito da: ORTNID 

VOTI
Livello Trash: 88/100
Noia: 30/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 91/100
Presunzione della regia: 60/100
incompetenza degli attori: 60/100


7 luglio 2010

PYTHON

Di Rod MacDonald, con Casper Van Dien, Robert Englund,
USA/2000/Eagle Pictures

Un aereo sta volando senza motivo in mezzo ad una tempesta, un soldato senza motivo apre una cassa all'interno dell'aeromobile dalla quale, altrettanto senza motivo esce un gigantesco pitone piallaculi che si mangia l'equipaggio e fa' precipitare l'aereo. 
Queste sono le premesse.. pensate un po' il resto. l'aereo (e di conseguenza il pitone) precipitano nei pressi di una tranquilla cittadina, dove vivono: quattro ragazzi, tra cui un agente immobiliare con i capelli fucsia e un scimmiato di mountain bike. due operai teste di cazzo. una caterva di sbirri, di cui uno fastidiosissimo che dovrebbe essere la macchietta comica. Un ufficiale della scentifica che assomiglia ad un gremlin. Un altro agente immobiliare talmente bravo da essere chiamato KENNY IL CLAMOROSO [SPOILER] che grazie al cielo viene pappato abbastanza velocemente e peraltro in maniera stupidissima. [FINE SPOILER]
Casper Van Dien è il capo della squadra di servizi segreti più stupida della storia del cinema. vera star di questo lungometraggio (lo ricordiamo per Starship troopers, ma soprattutto per Skeleton Man.. mica pizza e fichi) assieme ad un magnetico (cit) Robert Englund (Nightmare) che interpreta il più classico dei professori rompicazzo che tiene al progetto più che alla vita delle persone e bla bla bla bla. Il nostro Casper, con tanto di riga di lato e baffetti preadolescenziali cercherà di uccidere il pitone a tutti i costi sbattendosene del professore che vorrebbe catturarlo.. vabè.. solita storia. Il mostro di per se non è che compaia spessissimo, soprattutto all'inizio, ma quando si concede è un tripudio di pixel.. io poi apprezzo la computer grafica. veramente una poverata. ma non dimentichiamo che si parla comunque di 10 anni fa'.. La recitazione è abbastanza di basso livello, in alcuni casi imbarazzante. Menzione speciale per Jenny McCarthy  che interpreta una puttana di origini italiane che vuole acquistare una casa da Kenny il Clamoroso ed abbassare il prezzo tipo con un chinotto; una scena veramente fastidiosa a tratti, penso volesse essere comica. Devo dire che ho passato un'oretta e mezza piacevole in compagnia dei miei amici e di Python: alla fine la trama si svolge in maniera lineare ma con un certo ritmo, alcune scene sono clamorosamente dei riempitivi ma tutto sommato sono godibili. L'unica cosa che un po' abbassa il voto di questo film è la sua bassissima presunzione.. voglio dire, è stato probabilmente detto agli attori di fare i coglioni totali per far apparire il film ancora più una cagata..  tuttavia mi sento di consigliarlo per una serata tranquilla un po' sciallo. 

recensito da: Imrahil 

VOTI
Livello Trash: 69/100
Noia: 56/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 75/100
Presunzione della regia: 17/100
incompetenza degli attori: 79/100

visto che è stata censurata in italia vi metto anche una serie di spezzoni in cui ci sono i due lesbiconi che si leccano la passera. così, per protesta sociale. di seguito il trailer





5 luglio 2010

BLOODY PSYCHO (aka The Snake House)


Di Leandro Lucchetti, con Peter Hintz, Brigitte Christensen, Nubia Martini. Italia/1989/Avo Film


“Ma quante volte te lo devo dire che le pulizie vanno fatte in ginocchio?!!? Mettiti giù, come una puttana...”

“Bloody Psycho” è più che un film, è un'esperienza extrasensoriale, una sorta di “2001 Odissea nello Spazio” dei film trash. Una di quelle cose che ti cambiano la vita in modo determinante, che ti fanno segnare una linea retta della tua esistenza e distinguere da “Prima Bloody Psycho” e “Dopo Bloody Psycho”.
Perchè “Bloody Psycho” non è solo un film di merda, ma è IL film di merda per eccellenza. Uno strepitoso concentrato di comicità involontaria, scaturita da una sequenza pressochè continua di scene deliranti, interpretate da attori cani, che seguono una trama tanto intricata quanto non-sense.
Werner Woegler è “il più brillante e famoso pranoterapeuta del nostro tempo” (cit.) ed è anche “un po' medium” (cit.) e viene convocato dalla sinistra signora Rezzori, per curare la paralisi che l'ha colpita dopo un incidente stradale. Mentre si reca al castello della signora ha una visione di una mano insaguinata perchè “stai attento amico, il fottuto castello è maledetto...-ah sì, e perchè?- perchè ci sono i fantasmi!” (cit.). Dunque il nostro protagonista inizia a indagare, ma si troverà coinvolto in una serie di delitti commessi da un mostruoso killer fantasma su una sedie a rotelle.
La trama è già fenomenale, ma non quanto la faccia del leggendario Peter Hintz (nella parte del dottor Woegler) con i suoi baffetti biondi, i suoi maglioni dolcevita, i suoi scarponcini di camoscio e la sua esilarante incapacità attoriale. Un personaggio davvero ridicolo in tutti i suoi aspetti, che spicca su tutti nonostante l'agguerrita concorrenza. In primis della strepitosa Brigitte Christensen, nella parte della signora Rezzori, una vera e propria icona dei film trash e della collana “I Maestri del Thriller”, avendo già recitato in “Blood Delirium” e in “Hansel e Gretel”. In secundis di Vasili Karis, nella parte del barbone, qui addirittura “in partecipazione speciale” e già protagonista de “La Bestia nello Spazio”.
Non sto a tediarvi con lo sviluppo della trama, anche perchè dopo averlo visionato una trentina di volte, non ci ho capito un cazzo, ma quello che vale la pena sottolineare sono una manciata di scene mitologiche.
[SPOILER]
Ad esempio come quando viene a galla tutta l'insana passione dell'immenso regista Leandro Lucchetti per gli scarponcini scamosciati di Peter Hintz, o come quando la cameriera Simona apre la porta in pelliccia per poi buttarla per terra, o come la scena in cui Brigitte getta a terra la tazza del the con violenza per poi dire alla cameriera “Ma quante volte te lo devo dire che le pulizie vanno fatte in ginocchio?!!? Mettiti giù, come una puttana...” -AH AH AH AH AH AH AH AH AHHAEEM....- o come i dialoghi “pre-amplesso” del tipo: “Senti, ma tu con le mani come fai, così? Ehi, ma io sono molto più brava, sento che riesco anche a far crescere le cose...” o “Non so cosa mi succede, ma ho voglia di assaggiarti”. E poi arriva LUI, il mostro.
Il “mostro” è una mummia in putrefazione in sedia a rotelle. Giuro, in sedia a rotelle.
Una “macabra figura” (cit.) che si aggira per l'ala disabitata del castello e per il paese spargendo morti a destra e a manca. E qui Leandro vince. Eh sì perchè quando mi metti come efferato assassino una mummia su una sedia a rotelle hai vinto facile.
E Leandro ne è così orgoglioso che ce la fa vedere bene e più volte, come quando sfonda la vetrata per uccidere l'avvocato Cohen e gli recide la carotide con le ruote della sua carrozzina. Una scena assolutamente impagabile da vedere in loop, fino alle lacrime.
[FINE SPOILER]
Ultima annotazione per la colonna sonora di Lanfranco Perini. Il tema portante è bello davvero (!), cioè il classico tema horror a tastiera degli anni '80...beh è così bello che il buon Leandro ha pensato bene di metterlo a sottofondo ad OGNI scena, facendolo diventare ovviamente insopportabile.
Che altro dire, se non avete mai visto “Bloody Psycho” non avete mai visto un film di merda e se l'avete già visto, riguardatelo subito! Capolavoro assoluto.
Ah, non badate alla locandina, ovviamente non c'è nessun serpente e nessuna ascia!


Recensito da: Vidur


VOTI:

TRASH: 100 e lode/100
Noia: 40/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 82/100
Presunzione della regia: 90/100
Incompetenza degli attori: 90/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: qualsiasi film della serie Lucio Fulci...e in più hai capito tutto della vita.

SPECIES III

 
 Di Brad Turner, con Robin Dunne, Robert Knepper, Amelia Cooke, Sunny Mabrey. USA/2004/MGM

 
Va bene lo ammetto, non ho visto gli altri tre film della serie Species (I,II,IV) e quindi questa recensione sarà probabilmente incompleta, caotica, prevenuta e al limite del comprensibile, ma il problema è che Species III è incompleto, caotico, e al limite del comprensibile!
Partiamo dall’inizio, cioè dalla fine, la copertina del DVD (ahimè originale, anzi ahi Imrahil visto che lui lo ha acquistato e poi si è sottratto vigliaccamente dal recensirlo) presenta una trama che è esattamente quella dei primi 5 minuti di film, per la serie che quello che doveva fare la grafica si è rotto di vederlo dopo i titoli di inizio. Dice infatti che dei soldati per conto del governo devono rintracciare un alieno fuggito, peraltro in cinta. Niente di più falso, non compare nessun soldato in tutto il film (salvo i primi 5 minuti appunto) e l’alieno incinta ( che poi è una normalissima donna) partorisce e muore sempre dopo 5 minuti.
La storia tratta infatti della crescita di una bambina metà alieno e metà umano per conto di un professore universitario prima e del suo studente poi che la devono proteggere dagli alieni cattivi mezzi umani e mezzi alieni ma con difetti genetici. L’alieno perfetto vorrebbe difatti riprodursi solo con un alieno perfetto che andrebbe però creato in laboratorio.
Avete capito tutto?
No? Bene, allora come mi ha sempre detto mia mamma per più  o meno qualsiasi cosa: rànges! (arrangiatevi)
Non ho la minima intenzione né capacità di poter scrivere la trama di questo incredibile spreco di denaro, tempo e mezzi, di cui posso andare fiero di non aver capito niente. Un film di una pochezza ai limiti del sopportabile, senza capo né coda, tanti effetti speciali ben eseguiti ma totalmente inutili, pathos zero, suspance ancora meno, una di quelle pellicole che dopo due giorni non ricorderete nemmeno più di aver visto. Per vostra fortuna.


Recensito da: Ortnid

VOTI
Livello Trash: 40/100
Noia: 60/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 10/100
Presunzione della regia: 70/100
Incompetenza degli attori: 40/100 



1 luglio 2010

GORGO



di Eugène Lourié, con Bill Travers, William Sylvester, Vincent Winter, Inghilterra/1961

Gorgo è un film inglese, fortemente inglese e fortemente anni 60.
Questa premessa già dovrebbe identificare il film, potete già preconfigurarvi nelle vostre menti quei favolosi doppiatori di cinquant’anni fa, che traducevano pressoché tutti i film, dai capolavori del cinema ai capolavori del trash, anche la staticità delle immagini e l’inespressività degli attori sono abbastanza frequenti.
Ma non è in realtà vero trash, perché considerando gli effetti speciali disponibili dell’epoca e vedendolo con gli occhi di allora pare molto più normale e sensato di quanto lo sarebbe se fosse stato girato nei giorni nostri.
Poi ovviamente ci sono le eccezioni, una delle cose più divertenti del film è il variare delle dimensioni del pupazzo, da tenero lucertolino quando sbarca nel paese (paese Irlandese nel quale parlano solo gaelico!) a bestia enorme a londra che pare Gulliver nel paese dei Lillipuzziani. Gorgo e la sua mamma hanno peraltro dei movimenti veramente goffi e impacciati, in alcune scene inoltre si vede attraverso la bocca di Gorgo che la testa è completamente vuota!
La cupida malvagità dell’uomo e la violentazione della natura sono naturalmente tematiche immancabili nel momento in cui si parla di un mostro gommoso che rade al suolo città e schiaccia passanti (ma nel film è evidente come Gorgo e mamma Gorgo non si accorgano nemmeno della città che calpestano).
[SPOILER]
La trama, beh c’è bisogno di dirvela? Vi darò solo alcuni elementi schematici da combinare insieme
Leggenda gaelica- mostro-cupidigia di un circense- bambino illuminato (che se ne frega se Gorgo ha distrutto Londra e ucciso migliaia di persone, lui pensa al tenero animale maltrattato)-mostro portato al circo a Londra- mamma di Gorgo incazzata- città rasa al suolo- mostri uccisi- anzi no- mamma e figlio che se ne tornano a casa.
[SPOILER]
Il merito principale del film è però (indirettamente) quello di gettare le basi per il mostro gommoso più tenero che abbia mai calcato il grande schermo: Gappa!

Recensito da: Ortnid

VOTI
Livello Trash: 60/100
Noia: 70/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 50/100
Presunzione della regia: 65/100
Incompetenza degli attori: 50/100 



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: il ritorno di Gorgo, Gappa e qualsialsi pellicola con mostri gommosi anni 60

DELIRIO DI SANGUE (aka Blood Delirium)

Di Sergio Bergonzelli con John Philip Law, Gordon Mitchell, Brigitte Christensen. ITALIA/1988/Cine Decima

"Traspare un certo misticismo che si affianca spesso alla.. parapsicologia''
un coglione davanti ad un merdosissimo quadro del ''maestro''

In seguito ad una grave malattia la moglie di un visionario pittore muore, e da quel giorno l'artista non riesce più a concentrarsi, tanto meno ad avere l'ispirazione. Ha bisogno di una nuova musa ispiratrice e la troverà in Sybille, una ragazza fisicamente identica alla defunta moglie, che egli incontra ad una sua mostra e invita nel suo lugubre castello. Sembra andare tutto bene, ma... ovviamente il ''maestro'', come spesso viene apostrofato nel film, è ovviamente un pazzo maniaco (non a caso il suo modello è Vincet Van Gogh). 
Le presenze di Gordon Mitchell (La croce dalle sette pietre.. ve lo ricordate? Aboriiiiiiiiiiiiim, vieni qui) e Brigitte Christensen (Bloody Psycho, Hansel e Gretel) sono delle assolute garanzie di merda su pellicola, e di fatti Blood Delirium non tradisce: in realtà darne un giudizio è un po' complicato.. di per sè non è un lavoro indegno.. voglio dire, non è una cagata proprio enorme.. certo, è fatto con due lire, ad un certo punto compare uno scheletro davvero patetico e gli unici effetti speciali sono delle luci fastidiosissime che dovrebbero essere in linea teorica dei fantasmi, insomma sono ridotti (giustamente, non te li puoi permettere) al minimo. Quello che frega Bergonzelli è il tono, il suo modo di porsi. Ebbene si, Bergonzelli sembra proprio convinto di aver fatto il capolavoro di introspezione, con dialoghi altisonanti, discorsi pseudo-intellettuali. La pellicola ne è letteralmente stracolma, e sono assolutamente queste le parti più (involontariamente) comiche.. perchè si, Sergio, ci hai provato.. ma tutto ciò visto in un film di un tale sciattume oggettivamente fa' ridere. Aggiungete una colonna sonora altrettanto pretenziosa e soprattutto estremamente invadente ed il quadro è completo. Si prendi delle grandi pernacchie, il nostro caro Sergio, anche perchè, forse proprio per sopperire alla mancanza di mezzi il regista/sceneggiatore ha voluto proprio calcare la mano sull'aspetto filosofico/intellettuale, che di fatto non c'è, ed il risultato è un'accozzaglia di paroloni inutilmente aulici e peraltro pronunciate con enfasi assolutamente esagerata e fuori luogo da un John Philip Law in forma smagliante (ma anche no). La trama è tutto sommato è abbastanza originale, ma il finale è decisamente scontato.

Tirando le somme ci troviamo di fronte a un film dal ritmo abbastanza basso, ma tutto sommato godibile, soprattutto se visto insieme a numerosi amici e tanta birra.


Recensito da: Imrahil


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VOTI
Livello Trash: 72/100
Noia: 76/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 70/100
Presunzione della regia: 100/100
incompetenza degli attori: 78/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: mah.. ce ne sono molti simili.. la serie ''maestri del thriller'' curata da Lucio Fulci

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani